Ucraina, Salvini: «No a nuovo invio di armi». Dopo l'incontro con Draghi il leader della Lega si schiera anche contro embargo gas e petrolio

Il numero uno del Carroccio: «Stop armi, l'ho detto a Draghi»

Ucraina, Salvini: «No a nuovo invio di armi». Dopo l'incontro con Draghi il leader della Lega si schiera anche contro embargo gas e petrolio
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Lunedì 16 Maggio 2022, 17:52 - Ultimo aggiornamento: 17:53

L'asse gialloverde torna a impensierire l'esecutivo. Salvini parla come Conte: no all'invio di nuove armi all'Ucraina e no all'emabrgo energetico su gas e petrolio. Nonostante una nota di Palazzo Chigi che sottolinea come il colloquio, terminato poco fa, tra Mario Draghi e Matteo Salvini abbia ribadito «l'impegno dell'Italia per la pace attraverso il sostegno all'Ucraina, l'imposizione di sanzioni alla Russia, la rinnovata richiesta di un cessate il fuoco e dell'avvio di negoziati credibili», quando il segretario della Lega incontra i giornalisti spiega che ci sono dei distinguo sul sostegno all'Ucraina e sullo stop al gas. 

Sulla guerra in Ucraina Salvini ha dichiarato che «mandare aiuti economici e militari all'Ucraina» inizialmente era «giusto e lo abbiamo votato con convinzione». Ora «ulteriori invii di armi non penso siano la soluzione giusta. Il dialogo non si prepara con l'invio di altre armi». «Se la guerra va avanti» Salvini ha sottolineato anche un altro dato: «Anche in Italia ci sarà una «strage di posto di lavoro».

Salvini ha chiesto a Draghi di fermare un terzo invio di armi all'Ucraina? «Ho parlato di cessate il fuoco e di disarmo, dunque questi passano da uno stop di invio di armi, perché parlare di disarmo inviando armi...». Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini rispondendo alle domande dei cronisti lasciando Palazzo Chigi. A chi gli domanda cosa abbia risposto Draghi, «non riporto la parola di altri - risponde con nettezza - diciamo che due mesi e mezzo fa, quando votammo l'invio di tutti i tipi di aiuti all'Ucraina, c'erano certe condizioni, a quasi tre mesi dall'inizio del conflitto e decine di migliaia di morti io sono convinto che ulteriori invii di armi allontanino la pace». A chi gli chiede cosa farà la Lega in caso di voto su un nuovo invio, «arrivano comunicazione - risponde -, non sono previsti voti».

La nota di Chigi - Il colloquio - si legge nella nota - si è incentrato sulla recente visita negli Stati Uniti, nel corso della quale è stato riaffermato l'impegno dell'Italia per la pace attraverso il sostegno all'Ucraina, l'imposizione di sanzioni alla Russia, la rinnovata richiesta di un cessate il fuoco e dell'avvio di negoziati credibili. Si è parlato anche delle conseguenze economiche e umanitarie del conflitto in corso, con particolare riferimento alla necessità di prevenire una crisi alimentare sul larga scala e di proseguire lungo la strada dell'accoglienza ai profughi ucraini. Sul fronte dell'energia, è stata condivisa l'importanza di un percorso che affianchi diversificazione delle fonti di approvvigionamento e investimenti sulle rinnovabili. 

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