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Salvatore Ruggeri corrotto con sesso e aragoste: l'ex assessore pugliese finisce agli arresti. Indagata anche una suora

Si sarebbe lasciato corrompere così l'ex assessore al Welfare della Puglia (fino al 2020) ed ex senatore Ruggeri, 72 anni, ora nel consiglio di amministrazione di Acquedotto Pugliese, finito ieri agli arresti domiciliari

Salvatore Ruggeri, corrotto con sesso e aragoste: l'ex assessore pugliese finisce agli arresti
di Valeria Di Corrado
3 Minuti di Lettura
Venerdì 8 Luglio 2022, 07:18

Sesso, casse di pesce, frutti di mare, 10 chili di aragoste, vini pregiati e anche soldi in cambio di un posto di lavoro, favori di vario tipo o per comprare voti. Si sarebbe lasciato corrompere così l'ex assessore al Welfare della Puglia (fino al 2020) ed ex senatore Salvatore Ruggeri, 72 anni, ora nel consiglio di amministrazione di Acquedotto Pugliese, finito ieri agli arresti domiciliari. In base a quanto emerso dalle indagini della Guardia di Finanza, era al centro di un sistema di corruzione «pervasivo e radicato nel tempo» nella sanità, nei concorsi pubblici, nei consorzi di bonifica, per finire alla gestione del bacino elettorale.

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VENTI INDAGATI

L'inchiesta della Procura di Lecce coinvolge in tutto oltre 20 indagati. Oltre a Ruggeri, ai domiciliari è finito anche Antonio Renna, commissario straordinario dei Consorzi di Bonifica Ugento e li Foggi, oggi collaboratore della Provincia di Lecce per la gestione dei fondi Pnrr. Stessa misura per l'ex consigliere regionale Mario Romano e il figlio Massimiliano, assessore al Comune di Matino (Lecce), ed Emanuele Maggiulli, responsabile dell'area tecnica del Comune di Otranto. Obbligo di dimora per il neo sindaco di Scorrano Mario Pendinelli, mentre al sindaco di Otranto Pierpaolo Cariddi è stato notificato un divieto di dimora. Secondo l'accusa, Ruggeri avrebbe versato migliaia di euro a procacciatori di voti per sostenere l'elezione di Pendinelli (Popolari con Emiliano) alle regionali del 2020, promettendo anche posti di lavoro. A Otranto, invece, avrebbe esercitato la sua influenza per far passare nel giugno 2020 una pratica che riguardava un lido balneare di sua proprietà.

CASSE DI VINO E PESCATO

Ruggeri avrebbe ricevuto da un imprenditore balneare «cospicui quantitativi di frutti di mare (tra i quali piedi di capra), mitili, pescato aragoste per non meno di 10 chili, nonché casse di vino», come saldo del suo interessamento a sbloccare il rinnovo contratto di impiego della figlia in un Consorzio di Bonifica. All'ex senatore è stato contestato anche di avere ottenuto «plurime prestazioni sessuali» da una donna che «aspirava, per il tramite di Ruggeri, a una stabile o comunque più soddisfacente occupazione lavorativa nella pubblica amministrazione», essendo precaria dal 2012. Il do ut des dei rapporti «è comprovato - spiega il gip - dai torni crudi usati da Ruggeri laddove, come se si riferisse a una merce, pretendeva delle prestazioni sessuali di maggiore durata: «Allora dobbiamo spostare, altrimenti qui... sveltine su sveltine (...) Quand'è che ti liberi per stare almeno un paio d'ore?». Per poi arrivare al più esplicito: «Quando si sco...?»

LA SUORA INDAGATA

Tra i 7 episodi corruttivi contestati all'ex assessore regionale, uno lo vede coinvolto con il dg dell'Asl leccese e suor Margherita Bramato, la madre superiora direttrice dell'ospedale Panìco di Tricase (anche lei indagata). Ruggeri avrebbe fatto da intermediario per l'ottenimento di prestazioni per la dialisi extratetto, poi svolte presso il centro di Leuca di proprietà del Panìco.

 

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