Roma, rifiuti, Calenda chiede il commissariamento del Comune e della Regione Lazio

Roma, rifiuti, Calenda chiede il commissariamento del Comune e della Regione Lazio
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Domenica 18 Luglio 2021, 15:31 - Ultimo aggiornamento: 15:38

L'emergenza rifiuti a Roma è diventata ormai insostenibile, denuncia il candidato sindaco Carlo Calenda che annuncia una mozione in Senato per commissariare la Capitale e la Regione Lazio

Rifiuti, Calenda chiede al governo di commissariare il Comune di Roma e la Regione Lazio 

 

«Domani depositeremo in Senato una mozione che chiede al Governo di commissariare Comune e Regione e far intervenire la Protezione civile. Chiederemo a tutte le forze politiche di sostenerla. Non è più una questione di partiti ma di sicurezza e salute pubblica», scrive su Twitter Carlo Calenda, candidato sindaco di Roma postando un video del Tg5 in cui un branco di cinghiali rovista in un cassonetto dell'immondizia nel quartiere romano della Camilluccia. 

Ecco il cuore della mozione tratto dal testo diffuso da Calenda: 

«A oltre un mese, a causa del mancato coordinamento interistituzionale tra la Regione Lazio e il Comune di Roma Capitale nella gestione del ciclo dei rifiuti, Roma si trova in una situazione di totale emergenza, con cumuli di immondizia che giace non ritirata sulle strade e sui marciapiedi;

 

si tratta dell’ennesima crisi causata da incompetenza e scarico di responsabilità tra Regione e Comune (per voce della società in house AMA S.p.A.), le cui conseguenze si riversano però unicamente sui cittadini e sulle attività economiche, queste ultime già vessate dalla tassa sui rifiuti (TARI) per utenze non domestiche il cui peso, in media, è doppio rispetto alla media nazionale;

secondo i dati della Fiepet-Confesercenti di Roma e Lazio, gli incassi per i soli ristoranti si sono ridotti dell’8%, con più della metà degli esercizi che hanno visto i propri affacci e dehors interessati direttamente dalla presenza di rifiuti non raccolti. Si tratta di una tendenza inaccettabile, considerando tra l’altro che solo di recente i settori del turismo e della ristorazione stanno vivendo una fase di ripresa dopo un anno e mezzo di crisi causato dalla pandemia;

a ciò si aggiungono i pericolosi effetti sulla salute pubblica, non solo legati al caldo estivo ma soprattutto ai numerosi roghi dei cumuli di rifiuti che in queste settimane stanno affliggendo i cittadini, con l’Ordine dei Medici di Roma che a più riprese ha auspicato una soluzione rapida e definitiva alla luce del serio rischio di una crisi igienica, specialmente nei quartieri residenziali e in prossimità di ospedali, scuole e attività commerciali;

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oltre al danno commerciale e al rischio igienico-sanitario, che vanno a sommarsi agli effetti degli ultimi 18 mesi di crisi sia pandemica che economica, il danno di immagine è inaccettabile, in quanto si offre un biglietto da visita davvero riprovevole non solo per Roma ma per tutto il Paese;

a conferma del fallimento dell’amministrazione capitolina, da fonti di stampa si apprende che l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha certificato che nel 2020 la raccolta differenziata del Comune di Roma è tornata ai livelli del 2018, al 43,8%, ben lontano dall’obiettivo del 70% entro il 2021 fissato dalla stessa amministrazione;

 

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a conferma dell’inadeguatezza del piano della Regione Lazio per la gestione dei rifiuti, lo stesso Ministro per la Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ha chiesto alla Regione Lazio “di andare speditamente verso il riesame del piano integrato rifiuti” in considerazione della mancata realizzazione delle ipotesi prese come riferimento per gli scenari di piano-;

impegna il Governo: ad intervenire con poteri commissariali in sostituzione sia della Regione Lazio che del Comune di Roma Capitale nella gestione degli impianti per il trattamento rifiuti e nell’attività di raccolta degli stessi, con l’obiettivo di ripristinare l’igiene della città e assicurare una corretta gestione del ciclo dei rifiuti;


a dare mandato al Dipartimento della Protezione Civile di risolvere con estrema urgenza la situazione dei cumuli di rifiuti e scongiurare una crisi igienico-sanitaria a Roma, assicurando ai cittadini i loro diritti in termini di vivibilità dell’ambiente locale e di sicurezza sanitaria».

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