Comunali a Roma, maxi-coalizione per Raggi. Gualtieri arruola “Sardine”

Comunali a Roma, maxi-coalizione per Raggi. Gualtieri arruola Sardine
di Lorenzo De Cicco
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Domenica 22 Agosto 2021, 00:07

Dalle 5 stelle alle 5 liste. C’era una volta il Movimento che gareggiava in solitaria, una lista e stop. Una contro tutti gli altri. Stavolta lo spartito è cambiato. Vuoi perché l’appeal elettorale dei grillini è in picchiata rispetto ai valori di cinque anni fa, vuoi perché Virginia Raggi è convinta di avere un seguito che va molto oltre il serbatoio classico dei militanti stellati. Così si spiega la moltiplicazione dei simboli che appariranno accanto al nome di Raggi sulla scheda elettorale del 3 e 4 ottobre. Nell’arco di un anno, da quando la sindaca ha annunciato la candidatura bis, si è passati dalla formula tradizionale, M5S senza alleati, ad una, due, tre, quattro liste. E ora nel comitato elettorale della grillina stanno pensando di aggiungerne una quinta. «Il fatto è che sono arrivate così tante candidature, che non sappiamo dove sistemare tutti»: la spiega così un collaboratore fidato.

C’è anche un’altra ragione, ovviamente, che riguarda tutti gli schieramenti: più nomi si mettono in pista, più si ingrossa il potenziale bacino di voti. Sempre che si riescano a reclutare, se non proprio campioni di preferenze, quantomeno candidati che siano in grado di calamitare consensi oltre il proprio condominio. E Raggi confida in imprenditori, ecologisti, nomi della società civile. Oltre al M5S, ecco quindi la civica «Per Virginia», poi una lista verde e un’altra «per lo sport». Più la quinta in cantiere. Raggi sa che rispetto al 2016 stavolta la corsa non sarà in discesa e vuole competere ad armi pari con gli sfidanti: Roberto Gualtieri si presenterà accompagnato da 7 simboli, Enrico Michetti ne schiererà almeno 5. Solo Carlo Calenda correrà con la sua Azione e basta, senza quelle che definisce «liste a strascico». 

A proposito di liste, nei comitati elettorali sono giornate frenetiche, nonostante il clima vacanziero. Entro 10 giorni vanno chiusi gli elenchi e raccolte le firme. Al Pd manca ancora un capolista di peso, dopo il no di Alessio D’Amato. Gualtieri spera poi di coinvolgere qualche “Sardina”, sul modello di quanto avvenuto a Bologna, dov’è stato inserito nelle liste dem il giovane Mattia Santori. Un esperimento che l’ex ministro dell’Economia vorrebbe replicare nella Capitale, anche se, va detto, tra le “Sardine romane” un volto altrettanto conosciuto non c’è. Proprio Calenda ieri è intervenuto sull’accoppiata Santori-Pd, rivolgendosi a Letta: «Candidare un ragazzotto senza arte né parte, che vuole darvi la sveglia ti sembra una buona idea?». Risponde da solo, abbastanza tranchant: «Opterei per una pedata nelle chiappe (metaforica)».

I COMIZI

Nel centrodestra, Enrico Michetti mentre lima il programma, che sarà presentato la prossima settimana, lavora alla sua civica personale. Ha pescato molto nel mondo dello sport: dopo l’ex mezzala della Roma, Antonio Di Carlo, ieri ha ufficializzato la candidatura un volto storico della Rai, Mario Mattioli, popolare ex conduttore di Domenica Sprint e 90º minuto serie B. «Scendo in campo per lo sport della Capitale - dice Mattioli - Purtroppo la maggior parte degli impianti comunali sono abbandonati o nel degrado». Per puntellare la candidatura di Michetti, da settembre scenderanno in campo i big del centrodestra, da Salvini a Meloni. Comizi in piazza, vecchio stile.

Calenda intanto ha incassato, a sorpresa, l’appoggio di Vittorio Sgarbi sull’idea del Museo unico sulla storia di Roma. Per Sgarbi, che con la sua lista “Rinascimento” appoggia Michetti, «la proposta è ottima».
 

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