CRISI GOVERNO

Fiducia a Conte, Renzi in Senato: serve governo più forte, suo arrocco è dannoso. Indecente mercato di poltrone

Martedì 19 Gennaio 2021
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Fiducia a Conte, Renzi in Senato: serve governo più forte, suo arrocco è dannoso. Indecente mercato di poltrone

Insieme a quello di Matteo Salvini, è l'intervento di Renzi il più atteso nel dibattito al Senato che precede le dichiarazioni di voto sulla fiducia a Conte. E non delude le attese. Renzi attacca Conte, sottolinea che «serve un governo più forte» e definisce quello del premier un «arrocco dannoso per le istituzioni». Il premier, d'altro canto, in mattinata non aveva risparmiato dure critiche al leader di Italia Viva che ha generato la crisi di governo, ritirando le ministre Bellanova e Bonetti. Conte ha parlato di «continue pretese, continui rilanci concentrati peraltro non casualmente sui temi palesemente divisivi rispetto alle varie sensibilità delle forze di maggioranza». È «complicato governare con chi mina continuamente un equilibrio politico pazientemente raggiunto dalle forze di maggioranza», ha detto il presidente del Consiglio.

«Chiesto cambio di passo mesi fa»

«Il suo - esordisce Renzi in Aula rivolgendosi a Conte - non è il governo migliore del mondo e pensiamo che per la tragedia in corso ci sia bisogno di un governo più forte. Non è stata aperta ancora una crisi istituzionale perché lei non si è dimesso». Non può bastare la narrazione politica del "gli altri paesi ci copiano perché facciamo bene"».« Sono mesi - denuncia - che le stiamo chiedendo una svolta, non è vero che siamo stati irresponsabili, siamo stati fin troppo pazienti. Questo è un "kairos", un momento opportuno, ora o mai più si può fare una discussione», aggiunge. E cita i temi della scuola, del Mes sanitario, del Recovery plan con le 62 proposte di modifica al piano chieste da Italia Viva.  

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E ancora: «Lei ha avuto paura di salire al Colle perché ha scelto un arrocco che spero sia utile per lei ma credo sia dannoso per le istituzioni. La crisi istituzionale non è aperta ma l'Italia vive una crisi sanitaria ed economica», spiega Renzi sottolineando come l'Italia sia il Paese con il «più alto numero di morti di Covid in rapporto alla popolazione».

«Ora o mai più si può fare una discussione: ora ci giochiamo il futuro, non tra sei mesi. Oggi è l'ultima notte di Trump nella stanza di Lincoln, domani si apre una pagina nuova. Qualche giorno fa Merkel e Macron hanno chiuso un accordo con le istituzioni europee insieme alla Cina e noi non siamo entrati nemmeno in partita. La Brexit ora gioca la sua sfida. Ora o mai più perché questo è l'anno del G20. Ora o mai più perché ora vanno rimandati i ragazzi a scuola, non con i soldi buttati via dei banchi a rotelle ma con i vaccini. Ora o mai più per l'economia: i ragazzi sono chiusi in casa e pagheranno i conti della crisi», continua Renzi. «Quale Next generation Eu se ai nostri figli lasciamo montagne di debito? Ora o mai più per il Mes. In tanti hanno chiesto di finanziare il piano per la ricerca. Saremo maledetti dai nostri figli se non investiamo sulla scuola e sulla sanità».  

«Politica non è distribuzione di poltrone»

«Chi perde oggi? - prosegue Renzi - Qualcuno dice Conte, Renzi, Iv. Sembra che la discussione riguardi le singole persone. È l'Italia che sta perdendo la più grande opportunità che ha da perdere dopo il Piano Marshall. Ecco perché le ho chiesto di fare un passo in più non trasformi la discussione politica in una distribuzione di incarichi. Lei forse pensa davvero che la politica sia l'arte difficile del governo ma non possiamo limitarci di dare una poltrona in più».

«Ha cambiato la terza maggioranza in tre anni - attacca - ha governato con Matteo Salvini. Oggi so che è il punto di riferimento del progressismo e ne sono contento, ma ha firmato i decreti Salvini e quota 100. Ora si accinge alla terza maggioranza diversa ma ci risparmi di dire che l'agenda Biden è la sua agenda dopo aver detto che l'agenda di Trump era la sua sua agenda. Se va all'assemblea generale dell'Onu e rivendica il sovranismo, non può dirsi antisovranista, se va alla scuola di Siri e si dice populista, ora non può dirsi antipopulista. Non può cambiare le idee per mantenere la poltrona». Quindi Renzi rivela: «Lei è stato molto gentile e quando sono venuto da lei mi ha chiesto se ero interessato a incarichi internazionali e ho detto no». 

«Indecoroso mercato di poltrone»

«Lei può venire in Parlamento e trovare la maggioranza - continua il leader di Iv - vediamo se arriverà a 161. Ci sono stati dei momenti in cui questa maggioranza non è stata trovata. Se volete una chiacchiera astratta sui grandi temi, fatela, se volete dare risposte concrete agli italiani fate presto. Volete andare avanti con una maggioranza raccogliticcia? Bene, andate avanti, mi auguro sia maggioranza, raccogliticcia lo è di sicuro». «Quando si fa politica si può anche rinunciare a una poltrona non a un'idea, mi auguro che metta al centro le idee e non lo scambio di poltrone perché il Paese non si merita un mercato indecoroso».

 

Conte: Iv ha scelto via degli attacchi

 

«Renzi ha ricostruito le ragioni del discutere la fiducia oggi. A me però non sembra che quando abbiamo trattato dei temi concreti non si sia trovata una soluzione. Il Recovery Plan non è stato elaborato in qualche oscura cantina di Palazzo Chigi ma in incontri bilaterali con tutti i ministri, anche quelli di Iv. La bozza, che avete voluto distruggere anche mediaticamente, era frutto di un primo confronto a livello bilaterale con i ministri». E ancora: «Sul Recovery occorreva un confronto, un momento collegiale, perché restava il problema di scelte strategiche, tirare fuori la politica, dare una visione. Ma il confronto collegiale si può fare anche con toni tranquilli e leale collaborazione. L'effetto finale è stato bloccare per 40 giorni il Recovery: avremmo potuto incontrarci e in una ventina di giorni dare al Parlamento una versione aggiornata che è stata migliorata anche grazie al vostro contributo, ma grazie a tutte le forze di maggioranza e nessuno può avere la pretesa della verità nelle soluzioni più proficue per il Paese».

«Avete ritenuto che la cabina di regia non era accettabile? Ma quando mai non è stata discussa? Il risultato è che ora dobbiamo affrettarci e il lavoro è urgente, perché ce lo chiede anche l'Ue. Quando si sceglie la via del dialogo, e voi lo sapete, non avete mai trovato porte chiuse. A un certo punto avete scelto la strada dell'aggressione e degli attacchi mediatici, avete cominciato a parlare fuori e non dentro. La rispettiamo ma possiamo dire che forse non è la scelta migliore negli interessi del Paese?».

«Sul Mes le forze di maggiorana sono divise ma per dare altre risorse per la sanità dovremmo aumentare il deficit e quindi il debito pubblico. In ogni caso è contraddittorio contribuire al miglioramento del Recovery e poi non accettarlo perché non c'era il Mes». 

«Ho spesso difeso le vostre istanze - continua Conte rivolto a Iv - ma a un certo punto avete preso una strada diversa, che non è quella della leale collaborazione. Diciamolo di fronte a tutti». «Poltrone? Quando sento questa parola io non mi vergogno di dire che stiamo seduti su queste poltrone. Non è importante - lo dico ai cittadini - dire 'non sono interessato alla poltrona' ma essere interessati a star seduti con disciplina e onore», replica poi alle parole di Renzi che nel proprio intervento ha parlato di «indecente mercato di poltrone».

Ultimo aggiornamento: 23:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA