MATTEO RENZI

Renzi-Salvini, le pagelle: l'ex premier cattivista e il leghista incassatore

Mercoledì 16 Ottobre 2019 di Mario Ajello

Nel pugilato ci sono il picchiatore e l'incassatore. E così è anche in questo tipo di show. Non a caso il massmediologo Omar Calabre intitolò «Come nella boxe» un celebre saggio sulla politica in tivvù. Tra i due Matteo, il fiorentino va sempre all'attacco (pure troppo) e il lumbard s'impegna soprattutto ad attutire a volte in affanno i colpi ricevuti. Ma allo stesso tempo, il Matteo incassatore (che sui contenuti doveva prepararsi meglio) non dà all'attaccante la soddisfazione di inseguirlo in un gioco in cui l'altro è più bravo.

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Sia l'uno sia l'altro hanno gestito l'incontro di boxe con una certa sapienza, disseminata in format opposti in tutto tranne che nello scopo. Ovvero? Presentarsi come le star del nuovo bipolarismo, Matteo contro Matteo, come incarnazioni di due idee d'Italia - a divaricarle soprattutto il tema migranti - e più da complici che da nemici hanno lavorato insieme per oscurare Zingaretti, Conte, Di Maio, Berlusconi. Io contro di te, te contro di me. In uno spettacolo dell'inimicizia che è anche concordanza. E gli altri leader? Ci siamo solo noi, ecco il messaggio. E questo spiega, al netto della baruffa che è stata insieme un gioco delle parti, i salamelecchi che i due Matteo si sono scambiati prima di entrare in scena e subito dopo.
M.A.

Ultimo aggiornamento: 18:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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