REDDITO DI CITTADINANZA

Reddito, si potrà dire no al lavoro lontano da casa

Lunedì 15 Ottobre 2018 di Francesco Pacifico

Sul reddito di cittadinanza dovranno fare la loro parte anche i governatori. Palazzo Chigi e il vicepremier Luigi Di Maio puntano a un'alleanza con le Regioni per rendere operativo la misura il prima possibile e non soltanto perché i centri per l'impiego, il soggetto erogatore del sussidio, sono gestiti da questi enti. Soprattutto non si escluderebbe un coinvolgimento delle Regioni stesse anche per finanziare la parte del provvedimento più legata alla formazione. In quest'ottica diventa decisiva la giornata di domani, quando Di Maio ha convocato al ministero del Lavoro gli assessori regionali che si occupano di welfare e di politiche sociali.

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Di questo piano, qualcosa l'ha fatta trapelare il premier Giuseppe Conte ieri a Milano: «Stiamo pensando a come modulare le offerte di lavoro anche su base geografica. Sono tutti dettagli che serviranno a rendere più o meno efficace la riforma». Parole dietro le quali in molti hanno visto un reddito di cittadinanza a geografia variabile per aiutare le parti più del Paese poveri. Interpretazione esclusa da Di Maio. Il quale, oltre a confermare l'aiuto ai nuclei con minori e che «andrà soltanto agli italiani», ha scandito che «il 47 per cento delle famiglie destinatarie sarà nel Centro-Nord». Come dire - forte dei dati sulla ripartizione territoriale sulla povertà assoluta - che la misura sarà nazionale e non, come teme la Lega, assistenzialismo per il Sud.

IL CHIARIMENTO
In serata poi fonti di Palazzo Chigi hanno chiarito meglio il pensiero di Conte, spiegando che «si stanno definendo i dettagli di questa proposta con criteri che tengano conto della distribuzione geografica delle offerte di lavoro. Per cui si farà in modo, ad esempio, di non penalizzare chi rifiuterà come prima offerta di lavoro una occupazione al di fuori della propria città o regione». Da un lato, come già oggi prevede la legge, i centri per l'impiego dovranno proporre offerte economicamente congrue e in luoghi non eccessivamente lontani dalla propria abitazione (attualmente, per esempio, la distanza non può essere coperta con viaggi in treno superiori agli 80 minuti); dall'altro si guarda una ripartizione del miliardo per i centri per l'impiego, favorendo le realtà dove queste strutture sono più carenti. Che molto spesso sono le stesse dove è maggiore la necessità di formare e ricollocare disoccupati. Oggi, con l'approvazione della manovra e del decreto fiscale, saranno chiare le risorse destinate al reddito di cittadinanza: dieci miliardi di euro, dei quali uno finalizzato al rilancio dei centri per l'impiego, e non più i 15 lontani previsti all'inizio. Non a caso Di Maio ha parlato di «5 milioni» di beneficiari.

LE SIMULAZIONI
Intanto tra il ministro del Lavoro e il Mef c'è uno scambio continuo di simulazioni per delimitare la platea, per esempio attraverso l'Isee che riduce o esclude dal sussidio chi ha una casa di proprietà oppure ha nel patrimonio di famiglia rendite finanziarie. Ma non meno importante sarà il vertice di domani tra Di Maio e le regioni. Gli assessori sono pronti a chiedere, innanzitutto, lo sblocco delle 1.600 assunzioni a tempo indeterminato previste per i centri per l'impiego dalla scorsa Finanziaria. Poi più fondi e deroghe agli enti per assumere ulteriore personale specializzato (quindi da non pescare dalle graduatorie dei concorsi della Pa già effettuati), un allentamento della burocrazia, un piano straordinario di ammodernamento delle strutture e delle dotazioni informatiche. Soprattutto le Regioni vogliono un'applicazione più ampia dei Lep, i livelli essenziali delle prestazioni, per portare risorse verso quei territori dove i servizi sono più scadenti e c'è più bisogno di orientamento e formazione nel campo del lavoro. Contemporaneamente il governo si augura un aiuto in termini finanziari, una compartecipazione per la parte destinata alla formazione, sfruttando i fondi europei ai quali gli enti possono accedere direttamente. In quest'ottica sono in corso discussioni soprattutto con le Regioni guidate dall'alleato leghista.
 

Ultimo aggiornamento: 10:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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