REDDITO DI CITTADINANZA

Reddito di cittadinanza, un beneficiato su 3 dal sussidio non ha votato M5S

Martedì 28 Gennaio 2020 di Andrea Bassi

Gli investitori di Borsa hanno una regola aurea: si compra sulle aspettative, si vende sulle notizie. Come dire, l'attesa di un beneficio vale più del beneficio stesso. Questa regola, molto probabilmente, vale anche per gli elettori. Quando il Movimento Cinque Stelle prometteva il Reddito di cittadinanza, i 780 euro al mese per tutti i senza lavoro, riusciva a riempire le piazze e le urne. Alle elezioni politiche del 2018 in Calabria i grillini avevano raggiunto il 43,4 per cento dei voti. Una vittoria bulgara. Il Reddito e la pensione di cittadinanza erano ancora una promessa. Del contratto con la Lega per introdurre il sussidio non c'era nemmeno il sentore. Alle Europee dello scorso anno, quando il Reddito e la pensione di cittadinanza avevano iniziato a fluire sulle card, i calabresi avevano già mostrato un raffreddamento nel loro entusiasmo verso il Movimento Cinque Stelle.

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IL RISULTATO
Le urne avevano consegnato ai grillini un più che dignitoso 26,7%. Ancora primi, ma niente maggioranze schiaccianti e, soprattutto, quel 22,6% di preferenze assegnate alla Lega fino ad allora quasi inesistente in Calabria. Un chiaro segnale che l'alleanza giallo-verde faceva meglio ai leghisti che ai grillini. Ma il dato emerso nelle consultazioni regionali di domenica riserva quale curiosità, se non qualche vera e propria sorpresa. Un percettore su tre del Reddito e della pensione di cittadinanza non ha accordato la sua preferenza al Movimento Cinque Stelle. Qualche dato aiuta a capire. In Calabria il Movimento ha raccolto 48.784 voti. Nella Regione i nuclei familiari che percepiscono Reddito e pensione di cittadinanza sono 69.837, che raccolgono al loro interno quasi 174 mila persone (inclusi i minorenni che però non votano). Il Reddito e la pensione di cittadinanza non sono stati certo un traino elettorale per il Movimento. Anzi. Come detto un nucleo familiare su tre che pure ha ricevuto l'assegno non ha poi dato la sua preferenza al simbolo grillino che sosteneva il candidato Francesco Aiello. Il dato regionale si riflette anche su quelli provinciali. A Reggio Calabria anzi, è andata pure peggio. A fronte di quasi 20 mila nuclei familiari che ricevono mensilmente l'assegno del Reddito o la pensione di cittadinanza, solo poco più di 10 mila persone hanno accordato la loro preferenza al Movimento Cinque Stelle.

IL CASO CROTONE
Solo un nucleo familiare su due in pratica. In nessuna provincia calabrese i voti dati al Movimento sono riusciti ad eguagliare gli assegni e le pensioni di cittadinanza erogati sul territorio. A Catanzaro e Cosenza lo scarto non è stato elevatissimo, ma pur sempre visibile. A Crotone i voti raccolti sono stati 5.500 circa, contro gli 8.600 sussidi versati. A Vibo Valentia 2900 i voti contro 4800 nuclei familiari beneficiati. Eppure l'aiuto economico è anche di qualche rilievo. La media erogata per nucleo familiare è stata di 495 euro, con delle differenze ovviamente, tra Reddito e pensione di cittadinanza. Il primo sussidio ha raggiunto 519 euro medi, il secondo aiuto 238 euro. La provincia che ha avuto l'assegno medio più basso di tutte, è stata Vibo Valentia (494 euro). Gli abitanti che hanno ricevuto in media l'assegno più alto sono stati quelli di Catanzaro (526 euro).

IL PARAGONE
Dati paragonabili a quelli nazionali, diffusi solo qualche giorno fa dall'Inps. Dati che potrebbero giustificare qualche delusione dell'elettorato grillino. Il sussidio ha imbarcato un milione di famiglie, per un totale di 2,4 milioni di persone coinvolte, che non sono poche ma che sono comunque di meno rispetto alle previsioni iniziali sulla platea dei beneficiari, visto che l'Ufficio parlamentare di bilancio aveva stimato un bacino di 1.177.000 famiglie mentre l'Istat addirittura di 1,3 milioni di nuclei, dall'altro gli importi erogati su base mensile sono molto distanti da quelli promessi dai grillini, pari in media a 493,42 euro anziché a 780. La promessa costitutiva del Movimento Cinque Stelle è stata sì mantenuta, ma non interamente.

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