GIUSEPPE CONTE

Redditi, la sorpresa Conte: 1,2 milioni di euro nel 2018

Sabato 4 Gennaio 2020 di Diodato Pirone
Redditi, la sorpresa Conte: 1,2 milioni di euro nel 2018

In un Paese che parla di politica H24, il nuovo decennio non poteva che iniziare spulciando i redditi (2018) dei parlamentari e degli uomini di governo inseriti entro fine 2019 sul sito www.parlamento.it. E le sorprese non sono mancate come quella offerte dalla dichiarazione del premier, l'avvocato Giuseppe Conte, che per il 2018 ha quasi triplicato le sue entrate arrivate alla somma di 1.155.229 euro con una crescita di 700.000 euro circa sul 2017.

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A far lievitare i guadagni del presidente del Consiglio la necessità di liquidare tutti i dossier sul suo tavolo di avvocato che avrebbero fatalmente fatto scattare conflitti d'interesse. Chiudendo i dossier, Conte ha dovuto fatturare in una sola volta attività che normalmente avrebbe scaglionato in più annualità con il risultato di una notevole impennata del suo imponibile che nel 2017 si era fermato a pochi spiccioli oltre la pur rispettabile soglia dei 370.000 euro. Fra le curiosità offerte dalla dichiarazione di Conte il possesso di una Jaguar del 1996.

IL BOOM
L'altra novità di rilievo emersa ieri rispetto ai redditi già noti arriva da Matteo Renzi che - sempre per il 2018 - ha toccato quota 796.281 euro. Un aumento gigantesco rispetto ai 29.000 euro dichiarati per il 2017, quando era solo segretario del Pd a titolo gratuito, e anche rispetto ai 107.000 del 2016 trascorso fino a metà dicembre come presidente del Consiglio. A dire il vero però quanto dichiarato da Renzi non è definibile come reddito vero e proprio in quanto in buona parte deriva dalla vendita di due abitazioni a Pontassieve e di quote di una piccola società.
Il resto del panorama reddituale dei nostri politici di spicco non si discosta se non in dettagli da quanto già pubblicato nei mesi scorsi. È sempre Silvio Berlusconi, manco a dirlo, il politico-Paperone con un inarrivabile imponibile di 48.022.126 euro in linea con quello dell'anno precedente.

Al secondo posto di colloca l'avvocato Giulia Bongiorno, con 2.403.772, in flessione rispetto ai 2.833.488 del 2017. Nel centrodestra Matteo Salvini ha denunciato un reddito 2018 di 76.990 euro legato all'indennità del Senato italiano (nei primi mesi dell'anno era eurodeputato e dunque non tenuto a depositare il suo imponibile a Palazzo Madama), superato da Giorgia Meloni, che si attesta a 97.145 euro.

Nel Movimento 5 Stelle, non tutti i dirigenti hanno ancora aggiornato i propri dati, inserendo quelli del 2018 (mancano per esempio quelli di Roberto Fico e di Luigi Di Maio che comunque non dovrebbe discostarsi dai 98.000 euro circa dichiarati l'anno precedente). Tra quelli i cui dati sono aggiornati il più «ricco» risulta il Guardasigilli Alfonso Bonafede, con un imponibile di 162.820 euro.

Nel centrosinistra mancano riferimenti al reddito di Nicola Zingaretti che non è parlamentare. Fra gli esponenti Pd l'imponibile più alto è del titolare dei Beni Culturali Dario Franceschini che svetta a quota 200.767 euro. Dietro di lui il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, con 131.914 euro, il titolare del Tesoro, Roberto Gualtieri, con 104.134 euro, e l'ex segretario Maurizio Martina, a quota 102.171 euro.

Tra i ministri del Conte/2 quello con l'imponibile più basso è Enzo Amendola (Affari Europei), fermo a 45.753 euro, con il ministro della Salute, Roberto Speranza davanti a lui con 77.762.

Resta da riferire del Commissario Europeo ed ex premier Paolo Gentiloni che ha dichiarato - sempre il 2018 - 152.428 euro. Nella dichiarazione dei redditi Gentiloni spiega che dopo aver lasciato palazzo Chigi nel giugno del 2018, ha rinfoltito parecchio il suo portafoglio azionario acquistando titoli di varie aziende (Microsoft, Array, Wirecard, Amplifon, Cucinelli, Techno Gym, Bio on, Nexi e Adobe) il cui valore a luglio 2019 è stato stimato in circa 400.000 euro.

Ultimo aggiornamento: 12:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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