Rai, in Vigilanza Pd e FI all’attacco del Tg2. Sangiuliano si difende: sono pluralista

Mercoledì 30 Gennaio 2019
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Gennaro Sangiuliano
Fuoco di fila in commissione di Vigilanza del Partito Democratico contro il direttore del Tg2, Gennaro Sangiuliano, accusato di «faziosità» e di essere in sostanza «TgSalvini». Alcune critiche sono arrivate anche da Forza Italia. Accuse tutte respinte al mittente da Sangiuliano, che ha ricevuto attestati di stima da parte degli esponenti della maggioranza. «La triade Salvini-Di Maio-Conte ha otto volte il tempo di parola del presidente dalla Repubblica, se si fa il confronto con l'opposizione le cose vanno ancora peggio - ha attaccato il capogruppo Pd in commissione, Davide Faraone -. Lei deve dirci se è corretto dirigere un tg così, io penso di no. Penso che da parte sua, pur essendo stato nominato da una parte politica, dovrebbe esserci più correttezza». L'altro dem Michele Anzaldi ha citato i dati dell'Osservatorio di Pavia, affermando che «un quarto del tempo è stato dedicato a Salvini, mentre Rai1, che non è neanche un esempio da seguire, gli ha dedicato il dieci per cento». Anche Francesco Verducci ha accusato il direttore di «faziosità». «Io ho i dati dell'Osservatorio di Pavia dal 1/12/2018 al 27/1/2019 - ha replicato Sangiuliano - e le forze di maggioranza sono al 49,4%. Non vedo particolari problemi perché i leader della maggioranza sono anche ministri. Il Pd è al 16,7%, mentre la Lega al 3,2%. Mi aspetterei una reprimenda da parte dei commissari della Lega». «Verducci - ha aggiunto - in un'intervista mi attribuisce di aver rivendicato il mio tg come Televisegrad. Non l'ho fatto io, lo ha fatto Repubblica. Io non sono mai stato a Visegrad, faccio Telepluralismo e Teleindipendenza». Sangiuliano ha affermato che «Salvini è il ministro dell'Interno e ha lo spazio del ministro dell'Interno: il mio tg nell'arco di due mesi ha intervistato due volte Zingaretti, una volta Martina, una volta Renzi. Non c'è alcuna faziosità, ma la difesa dei valori repubblicani come ho spiegato in una telefonata con l'ANSA subito dopo il mio arrivo alla direzione del Tg2». Il giornalista ha quindi risposto alle critiche di Forza Italia per aver dedicato, come sottolineato da Giorgio Mulè, poco spazio ai 25 anni di Forza Italia e alla discesa in campo di Silvio Berlusconi per le europee, ricordando di aver intervistato lo stesso Berlusconi e aver programmato uno spazio con Maurizio Gasparri. Si è quindi rivolto al senatore M5S Gianluigi Paragone, che aveva parlato del Tg2 come di un telegiornale «frizzante»: «Lo ringrazio, è quello che vogliamo fare, dare spazio a tutti i temi per consentire agli spettatori di farsi un'opinione. Non accettiamo la logica secondo cui se non si è all'interno del mainstream allora si sbaglia». Sangiuliano si è difeso anche dalle accuse che vorrebbero il Tg2 in calo di ascolti. «Dal 17/11/2018 al 21/1/2019 - ha detto - la crescita nel tg delle 13 è del +1% e alle 20.30 dello 0,2% (facciamo meglio della concorrenza, perché il Tg5 delle 13 è cresciuto dello 0,5% in quel periodo). L'edizione delle 18.15 è cresciuta a gennaio di un punto percentuale rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso». Sangiuliano, rispondendo alle domande dei commissari, ha quindi precisato di essere d'accordo sul ritorno di un talk su Rai2, «laddove la rete mi darà la possibilità di farlo», e che «è in arrivo dal 18 febbraio uno spazio dopo il Tg2 dalla sera, che sarà condotto da una risorsa interna del Tg2». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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