Nomine Rai, c'è l'accordo: RaiUno alla De Santis poi Freccero a Rai 2 e Coletta verso la conferma

Domenica 25 Novembre 2018
Carlo Freccero, il nome più pesante tra i tre per via del lungo curriculum nella tv pubblica e non solo, ammette di non «saperne ancora niente». E che comunque se martedì il cda di viale Mazzini lo nominerà, su suggerimento del M5S, direttore di Rai 2 «non rinuncerò a fare la mia televisione». E lo farà gratis: in quanto pensionato Rai, per legge, non può percepire uno stipendio dalla stessa azienda.
Per Freccero è un ritorno, seppur 22 anni dopo. Già nel 96 diresse Rai2, fino al 2002, l'anno dell'«editto Bulgaro» di Berlusconi contro Biagi-Santoro-Luttazzi. Seguiranno altre direzioni e sfide fino alla nomina nel 2015 di consigliere d'amministrazione in quota grillina. Freccero potrebbe avere un ruolo ancora più ampio nel curare l'intrattenimento di tutta la tv di Stato.
Per la rete ammiraglia invece la Lega ha fatto il nome di Teresa De Santis, già vice direttore di Rai1 e successivamente vice direttore al Televideo. Prenderà il posto di Angelo Teodoli. Sarà la prima donna alla guida di Rai 1 con il forte via libera anche dell'amministratore delegato Fabrizio Salini che la ritiene affidabile e conoscitrice della macchina.
Tramonta così l'ipotesi di direzione per Casimiro Lieto, capo autore della Prova del cuoco, condotta da Elisa Isoardi, ex compagna di Matteo Salvini. Per Rai3 si va verso la conferma di Stefano Coletta: nonostante le pressioni del Carroccio, che avrebbe preferito un avvicendamento. Alla fine anche in questo caso Salini si sarebbe imposto: non si tocca.

IL VALZER
Sempre martedì sul tavolo dei consiglieri di viale Mazzini dovrebbero arrivare anche le nomine a due testate. Ovvero: la direzione di Rai Sport (Maurizio Losa è in vantaggio rispetto a Jacopo Volpi ma potrebbe spuntare un interno) e di Rai Parlamento (in pole position c'è Antonio Preziosi, attuale corrispondente da Bruxelles).
Martedì dunque il cda convocato dal presidente Marcello Foa. E all'ordine del giorno ci sarà anche anche la nomina di un vicepresidente. Una stranezza - che rappresenta una novità - e che nasconde un tatticismo. Sulla presidenza Rai pende infatti un ricorso al Tar presentato dalla consigliera d'amministrazione Rita Borioni perché «Foa non poteva essere nominato dal cda dopo la prima bocciatura in vigilanza».

IL VIA LIBERA
Invece, così alla fine è andata. E ora, se il tribunale amministrativo dovesse decidere per una sospensiva della carica di Foa, dovrebbe subentrargli il consigliere anziano che però (anagraficamente dopo Foa) è proprio la stessa Borioni, consigliere eletta in quota opposizione di centrosinistra. Una situazione surreale che metterebbe in scacco la presidenza, a favore della consigliera di area democrat. Da qui dunque la mossa di Foa di «blindarsi» con un vice di sua fiducia. Il nome più accreditato è quello di Giampaolo Rossi, consigliere voluto da Fratelli d'Italia, e non meno sovranista di Foa (l'alternativa sarebbe Igor De Biasio, Lega).
Dal partito di Giorgia Meloni confermano le trattative in corso per arrivare alla vicepresidenza con Rossi: «Al momento non ci sono stati segnali opposti» . Nemmeno dal M5S? «Per ora, no, anche perché loro - concludono da FdI - esprimono Salini, il vero decisore di tutto». A partire, raccontano nei corridoi, dal ritorno di Freccero che potrebbe fargli anche da consulente per tutta l'area di intrattenimento, oltre a dirigere Rai2.
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