Rai, il centrodestra all'assalto: «A noi presidenza o Tg1»

Rai, centrodestra all'assalto: «A noi presidenza o Tg1»
di Mario Ajello
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Sabato 17 Luglio 2021, 06:43 - Ultimo aggiornamento: 06:45

Tutti contro tutti nel centrodestra sulla Rai. E tutto il centrodestra, sia pur diviso, voglioso di contare di più nella Rai perché «Draghi, con le sue nomine, ha deciso di dare Viale Mazzini alla sinistra». Ma per ora, è andato tutto liscio. Nella prima riunione del nuovo Cda, in 20 minuti, ieri sono stati nominati l'ad Fuortes (5 sì e un astenuto, Laganà, rappresentante dei dipendenti) e la Soldi presidente che però dovrà passare le forche caudine del voto in Vigilanza Rai con i due terzi dei sì. Lo scrutinio si terrà alle 8 di mercoledì prossimo. Intanto Fuortes uscendo dal suo primo giorno a Viale Mazzini ha accettato di fermarsi qualche istante davanti ai giornalisti, si è tolto la mascherina per permettere ai fotografi di fare qualche scatto e via. E' salito in auto, e alla domanda se fosse emozionato per il nuovo incarico ha risposto con un sorriso. La linea scelta dall'ad è molto draghiana: parlare il meno possibile e rispondere con i fatti.

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Quanto a mercoledì, nel voto sulla presidente («Marinella stai serena», dice beffardamente la leonessa di FdI, Daniela Santanché), tutto nonostante la bellicosità della vigilia potrebbe risolversi nell'ennesima vittoria di Draghi e delle sue scelte. Perché non è facile sfidarlo e sconfiggerlo, tramite la bocciatura della Soldi, anche se la rabbia che ha scatenato la strategia solitaria del premier sulla Rai non viene digerita da nessuno (neanche a sinistra in realtà: «Ci tratta come degli zombie, e forse ha ragione lui e lo siamo»).

La speranza di Lega e Forza Italia è che nel caos (molti 5 stelle inviperiti sulla Rai, anche contro Conte), la Soldi venga abbattuta dai franchi tiratori in Vigilanza e la Agnes arrivi alla presidenza. C'è chi ci sta lavorando a farle mancare i 27 voti necessari in commissione. Mentre la Meloni è una furia: «Hanno sbattuto fiori dalla Rai il primo partito italiano. Se lo avessero fatto con il Pd arrivavano i caschi blu. E la von der Leyen sempre pronta a censurare Orban non dice una parola su questo schiaffo alla democrazia italiana».

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Per FdI infuriata con tutti e su tutto, il boccone grosso sarebbe avere come compensazione la presidenza della commissione di Vigilanza, spesso assegnata all'opposizione ma Forza Italia non ha nessuna intenzione di cederla. L'operazione per portare Gennaro Sangiuliano alla guida del Tg1 è più larga. Non coinvolge solo la Lega che lo vuole al posto del grillino Carboni ma anche gli altri partiti della coalizione sono nel gioco e pure fuori dal centrodestra l'attuale direttore del Tg2 raccoglie simpatie trasversali. E ancora. C'è Forza Italia che cerca una posizione importante per Antonio Preziosi. Mentre la Lega, per coadiuvare l'ad Fuortes, come direttore generale cerca di piazzare Marcello Ciannamea. Il Carroccio ha un obiettivo in più. Punta ad avere il direttore dell'Area Immobiliare.


VERSO NORD
Perché mai? Per facilitare l'operazione Portello, ovvero portare la Rai o un bel pezzo dell'azienda da Saxa Rubra a Milano. Smaccata strategia anti-romana. Che difficilmente l'ad Fuortes, manager romano ma soprattutto professionista attento ai conti, ai risparmi e alle compatibilità\, potrà favorire. E comunque il progetto leghista è quello di mettere, all'Area Immobiliare, Gianfranco Zinzilli che è già un dirigente Rai. Si cerca di blindare quella poltrona sperando che diventi utile per il trasloco a Milano che il Cda appena scaduto ha votato in extremis. Non sarà facile arrivare allo scopo.

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Ma il progetto leghista è facilitarlo trasformando al più presto la divisione Immobiliare in una società esterna al gruppo Rai che si occuperebbe da fuori dell'intero patrimonio degli edifici della televisione italiana. Contando che il consigliere leghista appena confermato, Igor De Biasio, è anche ad di Arexpo, la società della Regione Lombardia che si occupa delle aree dove c'è stata l'Expo di Milano, il progetto potrebbe essere quello di far funzionare le sinergie per favorire il trasloco della Rai a Milano che resta un forte desiderio nordista, sia pure sballato e da fermare.
 

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