Caos Rai, Anzaldi: nessun via libera al piano industriale senza un chiarimento

Giovedì 3 Ottobre 2019 di Barbara Jerkov
Caos Rai, Anzaldi: nessun via libera al piano industriale senza un chiarimento

Caos Rai: nessun via libera in Vigilanza al Piano industriale se prima il governo non chiarisce sul futuro di Foa, sul mancato rispetto del pluralismo nell'informazione nei tg e sulla crisi degli ascolti. A pochi minuti dall'avvio del Cda Rai, è molto duro il giudizio di Michele Anzaldi, il parlamentare renziano membro della commissione di Vigilanza, che commenta le indiscrezioni riportate oggi dal Messaggero su un'accelerazione del Piano industriale in "soccorso" di viale Mazzini.

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«Sentir parlare di via libera al Piano industriale della Rai, come se non fosse successo niente con il cambio di governo, come se i fallimenti e le violazioni del Cda a trazione leghista non ci siano mai stati, sembra un episodio di Scherzi a parte. Salvini non è più al governo, la Lega non è più in maggioranza: davvero qualcuno nel Movimento 5 stelle pensa di andare avanti come se non sia accaduto nulla?», dice Anzaldi al Messaggero.it.
 
«Un anno di gestione gialloverde ha portato la Rai sull’orlo del disastro: i dati degli ascolti confermano un fallimento su tutta la linea, in particolare su Rai1 che è la rete più importante, e poi c’è l’enorme questione del pluralismo. I nuovi direttori imposti un anno fa hanno collezionato richiami Agcom, violazioni palesi del pluralismo, addirittura incidenti diplomatici. Davvero si può pensare che tutto questo passi in cavalleria?», si domanda Anzaldi.

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«Il Piano industriale sul quale, stando alle indiscrezioni riportate dal Messaggero di oggi, il ministro Patuanelli vorrebbe dare il via libera è un piano scritto dal Cda che vedeva in maggioranza la Lega. Prima di parlare di Piano industriale, di distribuzione di poltrone e di rimescolamento di direttori, il Governo deve chiarire come intende sanare i tre grandi vulnus di questa Rai: ristabilire la legge con la nomina di un presidente davvero di garanzia che certamente non può essere Foa; garantire un’informazione corretta e rispettosa del pluralismo e della deontologia professionale; risollevare le reti dalla crisi degli ascolti, causata anche dalle assunzioni esterne di chiara provenienza politica che hanno enormemente abbassato il livello della qualità del servizio pubblico». 

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«Prima di dare il via libera al Piano Industriale, il Governo chiarisca cosa intende fare con Foa: si procede con la revoca da parte del ministero dell’Economia, oppure finalmente il Movimento 5 stelle acconsentirà, in onore alla trasparenza, a visionare le schede della votazione in Vigilanza, tenute secretate? Quella votazione fu decisa, su ordine di Salvini, in violazione delle leggi e dei regolamenti parlamentari: mai una commissione aveva votato di nuovo chi era stato bocciato dagli stessi commissari solo pochi giorni prima. Sapere se quella votazione fu pure taroccata è un dovere, in particolare per il partito nato con lo streaming. Se prima non arrivano questi chiarimenti», conclude Anzaldi, «per me sarebbe davvero difficile pensare di dare qualsiasi via libera in commissione di Vigilanza a piani industriali di qualsiasi tipo».

Ultimo aggiornamento: 17:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA