Quirinale, Omicron spaventa più dei franchi tiratori: 40 parlamentari malati o in quarantena. Una sola votazione al giorno?

L'elezione del Presidente della Repubblica condizionata dall'avanzata della variante che ha provocato l'impennata di contagi in tutto il mondo

Quirinale, Omicron spaventa più dei franchi tiratori: 40 parlamentari malati o in quarantena. Una sola votazione al giorno?
di Mario Ajello
6 Minuti di Lettura
Domenica 2 Gennaio 2022, 12:46 - Ultimo aggiornamento: 16:46

È quasi certo che le votazioni per il nuovo Presidente della Repubblica cominceranno dal 24 gennaio. E da quel giorno, o dal giorno dopo, il martedì, gli scrutini si svolgeranno con un occhio al calendario e l'altro alla curva dei contagi. Al momento sono una quarantina i parlamentari bloccati a casa o perché malati di Covid o perché in quarantena. Si tratta circa del 5 per cento dei grandi elettori. Ma i calcoli fanno temere il peggio, ossia che a fine gennaio potrebbero mancare all’appello, causa Omicron, il 10 per cento tra parlamentari e delegati regionali che devono votare il nuovo presidente. A quale punto - a causa di mancanza di quorum - Mattarella potrebbe dirsi disponibile al bis che finora ha sempre escluso categoricamente? 

Omicron mette a rischio la corsa al Quirinale

La corsa dei contagi potrebbe insomma tenere lontano da Montecitorio un numero consistente di grandi elettori. Le Complicato così raggiungere la quota di votanti che serve nei vari scrutini. votazioni. Un centinaio di grandi elettori in meno fa sballare tutto. E ora nel Palazzo impazza il terrore di fronte a Omicron che - molto peggio dei franchi tiratori - può affossare i diversi quorum via via previsti puntualmente in Costituzione. Che cosa fare allora? Nessuno sa come uscire da questa ineditissima situazione. «Il raggiungimento del quorum sarà più complicato, mi sembra lapalissiano»,  dice per esempio Stefano Ceccanti, costituzionalista e deputato del Pd: «E candidature di parte, sul filo dei voti, potrebbero essere penalizzate».

Su 1009 grandi elettori l'asticella del quorum per la maggioranza qualificata si attesta a 673, mentre quello per la maggioranza assoluta è di 505. Proporzioni che di fronte all’eventualità di un centinaio di grandi elettori in meno - e farli votare da casa chissà perché non si può in un mondo tecnologizzato ovunque tranne che a Montecitorio -  creano appunto un problema istituzionale non da poco. Per ora si incrociano le dita, sperando che la pandemia non intralci troppo il momento cruciale della vita politica italiana. Con Omicron grande elettrice, da una parte potrebbe essere più facile incassare preferenze soprattutto con un quorum più basso, ma dall'altra si metterebbero a rischio le strategie calcolate all'ultimo voto.

Le ipotesi sul voto per i positivi

Intanto, anche sul fronte delle misure sanitarie durante le votazioni, fioccano solo ipotesi. E il 4 gennaio si comincerà a mettere in campo qualche decisione (forse). Tante le opzioni sul tavolo, con le distanze interpersonali e le sanificazioni che andranno obbligatoriamente rispettate. Si pensa a una grande quantità di tamponi per i grandi elettori e mascherine Ffp2 all'ingresso e per tutta la permanenza nell'Aula. Per ora, al contrario che in molti altri posti, in Parlamento l’obbligo di tamponi non esiste. Si potrebbe, dal 24 gennaio, far votare i parlamentari con un pc, spalmati dentro varie sedi della Camera e del Senato, mentre i delegati regionali potrebbero votare dal rispettivo consiglio. Ma questo non si farà, o almeno - nonostante diversi parlamentari lo chiedano - non è all’ordine del giorno. 

Riunioni, caffé e Transatlantico

Omicron impedirà comunque tutte quelle particolarità della corsa al Colle, come ad esempio le riunioni e i caffè con tanto di opere di convincimento alla buvette e le varie chiacchierate in Transatlantico. Infatti i giornalisti sono disperati. «Dovremo fare tutto per telefono o aspettare i parlamentari quando escono dal Palazzo - è il mood degli addetti ai media - per  avere qualche indiscrezione». 

Le diverse soluzioni al vaglio sono queste: ingressi contingentati, una sola votazione al giorno, una pausa ogni quattro ore per consentire la sanificazione e ingressi nell'emiciclo a gruppi solo poco prima della chiama per appello nominale. Il catafalco, ossia la cabina del voto, avrà sapone igienizzante all’ingresso e all’uscita. 

Staranno strettini e assembratissimi i magnifici in un’aula che ne contiene a stento, uno sull’altro, 630 in 800: metri quadrati, e per di più il plenum dell’emiciclo di Montecitorio non si raggiunge mai, a causa del proverbiale assenteismo. Eppure è escluso in via categorica il voto a distanza. Che al Parlamento Ue si fa, ma da noi non se n’è mai voluto neppure parlare. 

 

Super green pass, mascherine e tamponi

Di sicuro, per votare saranno necessari Green Pass – con tanto di terza dose o booster fatto e dimostrato, sul cellulare - da esibire, tamponi igienici e molecolari a iosa e mascherina FFp2 da indossare all’ingresso e portare all’interno. Nessuna pietà per i deputati (la ex M5s, oggi nel Misto, Sara Cunial) fieri No vax che hanno da poche settimane perso il ricorso per difendere il loro presunto diritto a non esibire la certificazione sanitaria. 
I grandi elettori voteranno nel catafalco inserendo la scheda nell’insalatiera (l’urna) e poi subito dovranno schizzare via, senza parlottare o sedersi sui banchi. Queste le regole, assai tassative, sono state tutte già decise.

Video

Il totonomi

Ai malati e a chi sarà in autosorveglianza sarà proibito l’ingresso e il voto. A causa del quorum che cambia, per i candidati più sul filo dei voti, da Draghi a Berlusconi e da Amato ad altri, , si tratterà di un bel problema. Con meno votanti, anche il peones più ricattabile venderà, a maggior ragione, cara la pelle e farà pesare, di molto, il suo voto. Berlusconi che è a caccia appunto di peones da portare alla sua causa sarà dunque indebolito particolarmente nella corsa al Colle. Se mancherà qualche parlamentare, amen. Se invece il Covid ne esclude un centinaio bisognerà vedere come rendere valida ugualmente questa elezione. Al momento, soluzioni non ce  ne sono. Se non quella di affidarsi alla sorte, sperando che questa preferisca il normale corso delle procedure e dei dettami  costituzionali piuttosto che dare una mano al virus contro la politica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA