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Quarantena più breve per chi ha la terza dose: il piano anti-paralisi. Cts convocato per domani

Isolamento ridotto da sette a tre giorni o eliminato del tutto con tampone negativo

Quarantena più breve per chi la terza dose: il piano anti-paralisi. Cts convocato per domani
di Mauro Evangelisti
5 Minuti di Lettura
Martedì 28 Dicembre 2021, 00:07 - Ultimo aggiornamento: 10:11

Le regole delle quarantene cambieranno, saranno alleggerite per chi ha completato il ciclo vaccinale anche con la terza dose. Il Cts si esprimerà domani alle 11. Perché si interviene? Il Paese non può reggere l’urto di milioni di persone bloccate a casa in quanto contatti stretti di positivi: si fermerebbero i servizi pubblici, si sguarnirebbero le forze dell’ordine, mancherebbero medici e infermieri. Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, ipotizza che con l’attuale ritmo di crescita dei contagi tra due settimane potremmo trovarci con 10 milioni di persone che non potranno uscire di casa e andare al lavoro perché contatti stretti di positivi. Sarebbe la paralisi. Il governo prepara una nuova regolamentazione per tagliare l’isolamento a chi ha completato il ciclo vaccinale, terza dose compresa. Ieri il ministro Speranza, molto cauto, ne ha parlato con il commissario Figliuolo. In sintesi: oggi il vaccinato contatto stretto di un positivo deve isolarsi per 7 giorni. Questo periodo sarà ridotto a tre-cinque giorni. Questa strategia avrà un effetto collaterale importante: sarà di stimolo alla corsa alla terza dose. Tra le proposte anche la formula di eliminare del tutto l’isolamento, ma solo dopo un tampone negativo. Intanto, negli Usa l’autorità sanitaria americana (Cdc) ha ridotto i tempi per l’isolamento dei positivi asintomatici da 10 a 5 giorni.

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RIFLESSIONE
In Italia si parla solo dei contatti stretti (non quindi dei positivi) e il quesito al Comitato tecnico scientifico è già stato inviato. Il Cts si riunirà domani. Nelle ore successive arriverà la circolare del direttore Settore prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza. Dice il generale Figliuolo: «La riflessione sul numero di persone in quarantena l’abbiamo fatta col ministro Speranza. Gli scienziati stanno studiando la situazione». Le Regioni spingono con forza verso questa svolta, a partire dai governatori del Nord come Zaia (Veneto), Toti (Liguria), Fontana (Lombardia) e Fedriga (Friuli-Venezia Giulia). Quest’ultimo, che è anche presidente della Conferenza delle Regioni, osserva: «Condivido la riflessione che vada rivista la quarantena per i vaccinati. Massima sicurezza senza bloccare il Paese».

INCOGNITE
Il Lazio è più prudente: l’assessore alla Salute, Alessio D’Amato, sostiene che in questa fase della pandemia non si può abbassare la guardia. Fabio Ciciliano, uno dei membri del Comitato: «Un intervento è necessario, ma sarebbe utile avere a disposizione i numeri sui ricoveri causati dalla Omicron». C’è all’orizzonte un’incognita: la riapertura delle scuole prevista per il 7 gennaio. Se il virus tornerà a correre tra i più piccoli, il contraccolpo sulle famiglie e gli isolamenti dei genitori potrebbe essere molto forte. Anche il numero dei contagi di ieri ha confermato che l’epidemia non si sta fermando: 30.810 nuovi infetti (numero elevato tenendo conto delle festività natalizie), tasso di positività all’8,9 per cento, 142 morti e soprattutto altri 540 posti letto occupati da pazienti Covid. Quando il numero dei tamponi risalirà sui livelli dei giorni precedenti al Natale, è plausibile che i positivi torneranno ad essere più di 50mila al giorno, con lo spettro dei 100mila nel giro di due settimane.

Secondo il fisico Roberto Battiston la Omicron è al 45 per cento, dalle Regioni arrivano segnalazioni di una diffusione capillare, l’Umbria parla addirittura dell’80 per cento dei positivi con la nuova variante. Visto che ha una capacità di contagiare anche cinque volte più alta della Delta, ci aspetta un gennaio con moltissimi infetti e ancora più isolati perché contatti stretti. Dai partiti di maggioranza sono in molti a chiedere un intervento. Alcuni esempi. «La quarantena per i vaccinati con terza dose che entrano in contatto con positivi va rivista o a breve il paese si fermerà» ha detto al Tg3 Licia Ronzulli, vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato. Matteo Renzi, Italia Viva, fa questa analisi: «Prima regola: se sei vaccinato non vai in quarantena in caso di contatto con un positivo. Seconda regola: acceleriamo sui vaccini, anche sulle terze dosi, anche senza prenotazioni. Terza regola: se ci sono restrizioni, facciamole solo per i no vax, perché non è giusto che i vaccinati paghino il conto delle scelte dei no vax». Sui vaccini, Figliuolo conferma: «Terza dose a quattro mesi, una scelta equilibrata». 
 

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