Zona arancione, quali regioni rischiano il cambio di colore da lunedì? Dal Piemonte alla Lombardia fino al Lazio

In attesa del verdetto della cabina di regia l'Italia si appresta a cambiare scenario già dalla prossima settimana. La responsabilità dell'aggravarsi della situazione, secondo il governo di Mario Draghi, è dei No Vax

Zona arancione, quali regioni rischiano il cambio di colore da lunedì? Dal Piemonte alla Lombardia fino al Lazio
di Alberto Gentili
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Martedì 11 Gennaio 2022, 15:35 - Ultimo aggiornamento: 12 Gennaio, 00:43

L’Italia la prossima settimana si colorerà sempre più di arancione. Il verdetto della cabina di regia tra ministero della Salute e Istituto superiore della Sanità, arriverà in base ai dati di domani, ma già adesso è facile prevedere che a causa dell’aumento dei contagi dovuti a Omicron e soprattutto all’incremento dei ricoveri in area medica e in terapia intensiva diverse Regioni passeranno dal giallo all’arancione. E la responsabilità dell'aggravarsi della situazione, secondo il governo di Mario Draghi, è dei No Vax. Sono infatti i non vaccinati, secondo i dati, a intasare gli ospedali.

Zona Arancione, le regioni già oltre soglia 

Sono già due le Regioni con una situazione ospedaliera critica che spinge verso l’arancione. Si tratta di Calabria e Piemonte e, in bilico, sono anche Liguria, Lombardia e Friuli Venezia Giulia. A dare l’allarme per i lombardi è il governatore Attilio Fontana: «La direzione è sicuramente quella verso l’arancione, speriamo di fermarci prima. Però è difficile fare delle previsioni, soprattutto perché la variante Omicron è completamente diversa: lo sviluppo non è paragonabile al vecchio Covid». E per il Friuli parla il governatore Massimiliano Fedriga: «Siamo molto vicini alla zona arancione, però con le misure che la conferenza delle Regioni ha chiesto al governo per i vaccinati l’arancione è come la zona bianca».

 

I dati

Di certo c’è che nell’ultima settimana, in base ai dati di ieri, i ricoveri sono stati su scala nazionale 4.250 in più rispetto a quella precedente, raggiungendo quota 17.946. Si tratta di un dato molto alto, superato soltanto nell’ottobre dello scorso anno. L’occupazione dei posti letto cresce dappertutto, raggiungendo in Italia il 26%. Per entrare in arancione devono essere destinati ai malati Covid almeno il 30% dei letti ordinari e il 20% di quelli di terapia intensiva.

La situazione negli ospedali

Ieri già due Regioni avevano già superato entrambe le soglie limite. Si tratta di Calabria (al 36,1% dell’occupazione dei letti ordinari e al 20,1% delle intensive) e del Piemonte (32% e 22,3%). Con solo uno dei due indicatori superiore al limite ci sono altre sei realtà. Ad alto rischio c’è la Liguria, che ha migliorato un po’ i dati e ora ha il 39% e il 19%. Un’altra Regione con numeri alti è il Friuli Venezia Giulia, che ha l’occupazione dei letti ordinari al 28% e di quelli di rianimazione al 23,4%. Le Marche sono al 25% e al 27,3%, la Provincia di Trento al 21,3 e al 30%. Non vanno bene anche la Sicilia (che supera il tetto dei letti ordinari con 31,3% ma non quello delle rianimazioni, al 17%) e il Veneto, dove avviene il contrario e cioè sono ancora sotto controllo i letti internistici e di malattie infettive (24%) ma sono fuori di pochissimo le intensive (20,1%). Il Lazio dovrebbe conservare il giallo.

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Lo scenario

La cabina di regia si riunirà venerdì e i passaggi da giallo ad arancione scatteranno lunedì. Considerato l’andamento dei contagi e delle occupazioni delle aree mediche e delle terapie intensive, però è assolutamente improbabile assistere a un miglioramento della situazione. In ogni caso, grazie al Super Green pass (solo per vaccinati o guariti dal virus) il passaggio dal giallo all’arancione comporta restrizioni solo per i No vax che, tra le altre cose, non potranno uscire dal proprio Comune se non per motivi di salute, di lavoro o di necessità.

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