Pensioni, Durigon: previsto assegno minimo per i giovani

Pensioni, Durigon: previsto assegno minimo per i giovani
di Andrea Bassi
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Giovedì 25 Ottobre 2018, 08:37 - Ultimo aggiornamento: 08:49

Sottosegretario al lavoro Claudio Durigon, nella bozza di manovra c'è un tetto di 7 miliardi per tre anni per coprire i pensionamenti anticipati con quota 100. Finiti i soldi si bloccheranno anche le domande?
«La riforma è strutturale. I soldi sono sufficienti a coprire tutta la platea».

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Anche Moody's ritiene che i soldi basteranno solo per il primo anno. Sicuro che saranno sufficienti anche nel 2020?
«Il prossimo anno spenderemo meno di quanto preventivato. Anche il 2020 è coperto».

I 7 miliardi bastano anche per congelare lo scatto dell'aspettativa di vita?
«Solo quello legato al pensionamento in base ai contributi versati, il blocco riguarderà i 42 anni e 10 mesi».

Quante persone potranno anticipare il pensionamento con la riforma?
«La platea, compresa Ape sociale e opzione donna che saranno rinnovate, è di circa 370 mila persone».

Sono confermate le quattro finestre trimestrali per l'uscita anticipata?
«Si, sono confermate. Solo per gli statali ci potrebbe essere un preavviso di tre mesi. È stato sollevato il problema di coordinare le uscite con le nuove assunzioni per garantire la continuità dell'azione amministrativa».

Di fatto significa che i dipendenti pubblici avranno solo due finestre invece di quattro?
«L'ipotesi attorno alla quale si sta ragionando è più o meno questa. Sarebbe però una regola a tempo».

Quanto durerebbe?
«Almeno due anni».

Per i lavoratori del pubblico impiego c'è anche la questione del trattamento di fine servizio da risolvere. Le buonuscite degli statali non rischiano di pesare troppo sui conti pubblici?
«Le norme attualmente prevedono che il trattamento di fine servizio venga corrisposto due anni dopo il pensionamento. L'uscita dal lavoro dei dipendenti pubblici, poi, fa risparmiare soldi allo Stato. Comunque stiamo ragionando su un meccanismo di anticipo della liquidazione per gli statali».

Senta, una delle critiche alla vostra riforma delle pensioni è che guarda poco ai giovani. Chi è completamente nel sistema contributivo non avrà nessun beneficio?
«Ci sarà una norma anche per i giovani».

E che cosa dirà?
«Oggi chi è stato assunto dopo il 1996 e si trova interamente nel sistema contributivo, non ha l'integrazione al minimo della pensione se questa risulta sotto una certa soglia. Estenderemo ai giovani l'integrazione al minimo».

A prescindere dai contributi effettivamente versati?
«Saranno necessari almeno 20 anni di contributi».

E quale sarà l'importo della pensione minima per i giovani?
«Su questo stiamo ancora ragionando. Poi ci sarà anche una misura per le imprese».

Per le imprese?
«Sì, il taglio del 30% delle tariffe Inail. Sarà una riduzione strutturale da 600 milioni del cuneo fiscale, e sarà accompagnata anche ad una rimodulazione di tutti i premi. Su questo abbiamo già chiuso un accordo e abbiamo il supporto del vice ministro dell'Economia Massimo Garavaglia. Nella rimodulazione dei premi, poi, ci saranno fortissimi incentivi all'inclusione dei lavoratori disabili. Una misura fortemente voluta dal ministro della famiglia Lorenzo Fontana».

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