Patrick Zaki, l'incubo non finisce: confermati altri 45 giorni di custodia cautelare

Patrick Zaki, l'incubo non finisce: confermati altri 45 giorni di reclusione
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Mercoledì 2 Giugno 2021, 15:23 - Ultimo aggiornamento: 16:13

Non finisce la reclusione di Patrick Zaki. Viene confermata la decisione di prolungare la custodia cautelare per altri 45 giorni, senza alcun processo regolare, allo studente dell'Università Alma Mater di Bologna arrestato per «propaganda sovversiva su Internet» dalle autorità egiziane all'aeroporto del Cairo il 7 febbraio dello scorso anno. Resta quindi ancora in carcere Zaki che ieri ha potuto ascoltare di persona l'esito dell'udienza essendo anche lui presente in aula. Lo riferiscono sui social gli attivisti e gli studenti dello stesso Ateneo frequentato da Zaki, che chiedono il suo rilascio immediato e che nel frattempo hanno allestito una mostra pubblica a Bologna, lungo la cornice dei portici di San Luca, per portare all’attenzione le storie di 50 prigionieri di coscienza di 13 paesi diversi. L’inaugurazione prevista per il 16 giugno, compleanno di Zaki. 

La decisione di ieri

La decisione è stata presa ieri dal Tribunale del Cairo. Questo significa, si legge sui social, che lo studente egiziano trascorrerà dietro le sbarre il suo trentesimo compleanno. Altri «45 giorni, come ogni volta», si è limitata a dire al telefono l'avvocatessa, Hoda Nasrallah, rispondendo alla domanda su quale fosse l'esito dell'udienza di ieri. «Si tratta soprattutto di un'accusa politica di cui recentemente si è fatto abuso utilizzandola» anche contro «bambini, accusati di aver tentato di rovesciare il regime al potere», ha detto l'avvocato Halim. Secondo un ex rettore della facoltà di Giurisprudenza dell'università del Cairo, Mahmoud Kobeish, in questi casi le indagini di polizia non sono l'unica prova per una condanna e «di solito» si «finisce con la scarcerazione dell'imputato»: «per condannarlo bisogna provare che c'è una persona che progetta e si mette d'accordo con altri per commettere atti di sabotaggio che puntano al sovvertimento dell'ordine costituzionale e al crollo del regime al potere», ha ricordato il giurista. 

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