Nutriscore, cos'è il "semaforo" che sceglie i cibi sani. Schillaci: «Inganna il consumatore». Tajani: «Attacco alla cucina mediterranea»

L’etichetta ideata dalla Francia utilizza l’immagine di un semaforo e assegna un colore, e dunque un “via libera” o meno, ad ogni alimento in base al livello di zuccheri, grassi e sale, calcolati su una base di riferimento di 100 grammi di prodotto

Nutriscore, il "semaforo" che sceglie i cibi sani. Schillaci: «Inganna il consumatore». Tajani: «Attacco alla cucina mediterranea»
4 Minuti di Lettura
Venerdì 18 Novembre 2022, 16:09 - Ultimo aggiornamento: 18:16

Il Nutriscore continua a far discutere. Il "semaforo" che assegna un colore (e quindi un via libera) a un prodotto in base ai livelli di grassi, zuccheri e sale, è un sistema che non piace al nostro Paese né tantomeno al governo: «Sistemi di etichettatura Front Of Pack come Nutriscore o traffic light rappresentano azioni di semplificazione caratterizzate da un'assenza della componente educativa verso sane abitudini alimentari e da parte del nostro Paese è stata più volte ribadita in maniera netta la contrarietà all'opzione Nutriscore, giudicata particolarmente negativa, in quanto potenzialmente ingannevole per il consumatore e ingiustificatamente penalizzante per gli alimenti tradizionali di alta qualità», ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, all'evento organizzato alla Farnesina per la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo.

Schillaci ha spiegato che «il nostro NutrInform Battery, ci sembra lo strumento più adatto. Godendo di una oggettività legata al rapporto macronutrienti, energia e porzione, esso permette infatti di rendere l'etichettatura degli alimenti uno strumento più efficace e comprensibile al consumatore al fine del raggiungimento dei target nutrizionali e del benessere».

«Personalmente, come Ministro della salute - ha aggiunto - non posso consentire che sia delegata la mia responsabilità di autorità che tutela la salute pubblica, piegando uno strumento che nasce per la salute dei cittadini alle logiche di marketing. Occorre continuare a lavorare, dunque, per fare in modo che la Commissione europea arrivi a presentare una proposta equilibrata, basata su uno schema non direttivo, ma informativo, che dia al consumatore informazioni adeguate per riflettere attentamente e fare scelte a lui confacenti».

Tajani: è un attacco alla cucina mediterranea

«Ci battiamo a livello europeo, il governo lo fa con grande determinazione, per difendere la qualità del prodotto contro l'incomprensibile scelta di voler mettere bollini sui prodotti che vendiamo. Il Nutriscore è un colossale errore che è parte di un attacco alla cucina mediterranea. È dannoso per la salute dei cittadini e dei consumatori», ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani. «Noi siamo favorevoli al Nutrinform, il cittadino deve sapere cosa consuma, ma certi divieti mi sembrano finalizzati ad aiutare qualcuno contro altri, per questo per noi è inaccettabile ciò di cui si parla anche a Bruxelles. Siamo riusciti a ottenere un risultato positivo e andremo avanti nel tutelare non soltanto interesse nazionale, ma anche la salute dei cittadini», ha aggiunto Tajani.

Video

Lollobrigida: semaforino non può cancellare un modello

«Non pensiamo che possa essere un semaforino a fermare le potenzialità benefiche di un modello come quello che abbiamo conosciuto. Crediamo che la scienza debba condizionare in maniera positiva e che l'informazione corretta e più approfondita possibile rispetto agli alimenti sia una cosa che il consumatore finale debba essere in grado di ottenere». Così il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida parlando del sistema di etichettatura detta a "semaforo", Nutriscore che determina il cibo "sano" classificandolo con i colori. «Oggi - ha proseguito Lollobrigida - con i codici QR possiamo mettere un'enciclopedia allegata in ogni prodotto occupando un piccolo spazio sulla confezione. Possiamo scrivere quello che pensano le persone che ritengono un prodotto utile e possiamo scrivere anche le critiche e avere un quadro generale e complessivo. Arrenderci invece a una politica fa supporre che ci siano interessi in linea con quelle che sono scelte che vanno a danno di una nazione piuttosto che un'altra e come Governo nazionale ci vedrà frapporci per tentare di tutelare la nostra economia, i nostri produttori ma anche la qualità del prodotto che offriamo all'estero». 

Nutriscore, cos'è 

Per prima è arrivata la proposta francese, adottata subito dal Belgio e a seguire, nel novembre scorso, dopo un processo che ha visto coinvolto il governo tedesco e i cittadini, dalla Germania. L’etichetta ideata dalla Francia si chiama NutriScore e utilizzando appunto l’immagine di un semaforo, assegna un colore, e dunque un “via libera” o meno, ad ogni alimento in base al livello di zuccheri, grassi e sale, calcolati su una base di riferimento di 100 grammi di prodotto. Intuitivamente i cibi con semaforo “verde” sono da preferire rispetto a quelli “rossi”. Il problema nasce perché considerando il valore dei nutrienti per 100 grammi di prodotto il Nutriscore finisce per scoraggiare il consumo di prodotti salutari che sono alla base della dieta mediterranea, come l’olio extravergine d’oliva, considerato paradossalmente meno sano di una bibita gassata senza zucchero dall’algoritmo che assegna le gradazioni di colore. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA