Nomine Rai, Conte: «Noi esclusi, M5S non andrà più in tv sui canali del servizio pubblico»

Il leader dei 5Stelle contro le decisioni dell'amministratore delegato Fuortes

Nomine Rai, Conte: «Il M5S non andrà più in tv sui canali del servizio pubblico»
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Mercoledì 17 Novembre 2021, 18:22 - Ultimo aggiornamento: 23:29

Stop alle dichiarazioni ai Tg, alle comparsate, alle partecipazioni nei talk show della Rai; via libera alla comunicazione sui canali del M5s, sui social ma anche, e soprattutto, sulle reti concorrenti: Mediaset e La7, tanto per cominciare. Ha quasi il sapore della «vendetta» lo stop deciso dal leader M5s Giuseppe Conte e dal suo comunicatore Rocco Casalino nei confronti della Tv di Stato, rea di aver gestito il manuale Cencelli delle nomine alle direzioni delle testate 'dimenticandosi' della forza di maggioranza relativa.

Nomine rai, ira di Conte

Uno «strappo» clamoroso, anche difficile da gestire per l'ex premier, ritornato nel mirino dei suoi avversari interni. I vertici del M5s mettono in campo questa strategia diversiva proprio per cercare di fronteggiare la debacle del Movimento nella partita Rai, ragionano diversi parlamentari pentastellati. Oltretutto, la discriminazione del Movimento dal giro delle nomine in tv rischia di aggiungere un nuovo capitolo allo scontento degli eletti per questa nuova fase dei 5 stelle, mettendo all'angolo Conte e facendo salire ancora di più, almeno questi sono alcuni timori registrati tra i contiani, le quotazioni di Luigi Di Maio che si è sapientemente tenuto fuori dalla «trattativa» sui direttori dei tg Rai.

Cosa succede ora

Proprio in previsione di prevedibili contestazioni, Conte ha scelto di prendere questa decisione sulla Rai in modo collegiale. Non a caso per la sua dichiarazione alla stampa si è presentato con i due capigruppo di Camera e Senato, Davide Crippa e Mariolina Castellone, con il capo delegazione governativa Stefano Patuanelli,con la capogruppo in commissione Vigilanza Rai Sabrina Ricciardi e il vicepresidente Primo Di Nicola. Una dimostrazione di compattezza che cozza tuttavia con lo stupore della pattuglia 5 Stelle, già provata da quello che era stato ribattezzato come il «diktat» di Rocco Casalino sulle presenze in tv limitate ai soli nuovi vicepresidenti: «È l'ennesima scusa per non mandarci in Tv» , è la protesta. «Il duo Conte-Casalino sta rasentando il golpe. Avanti di questo passo arriviamo a Squid Game» ironizza infatti un parlamentare. «Ci stiamo prendendo da soli a martellate: non solo ammettiamo che volevamo lottizzare ma candidamente ammettiamo che non ci siamo neppure riusciti» , è la lamentela più diffusa.

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L'umore all'interno della compagine parlamentare pentastellata continua ad essere tesissimo, anche in vista dell'elezione del capogruppo alla Camera per la quale Conte sembrava rassegnato a mandare avanti Davide Crippa per evitare spaccature e nuove tensioni in vista del voto per il Quirinale. Dalla corsa per la presidenza del direttivo sembrano aver fatto un passo indietro tutti i «candidati» di cui si era vociferato nelle scorse settimane: da Alfonso Bonafede a Lucia Azzolina a Vittoria Baldino. Tutti spinti dalla necessità di evitare competizioni divisive, così come accaduto al Senato. Ma non pare voler fare un passo indietro Angelo Tofalo, vicino a Luigi Di Maio e convinto, dati i suoi buoni rapporti anche con i «contiani» .di poter mediare e costruire una squadra rappresentativa. 

Le reazioni

«La posizione grillina sulla Rai dimostra che non c'è bisogno di piani segreti per distruggere i Cinque Stelle: basta lasciar fare a Giuseppe Conte. Fa tutto da solo. Un anno fa mandava veline e immagini al Tg1, oggi annuncia che non andranno più in TV. E' stato bello, grazie di tutto. In momenti come questi, un pensiero ritorna alla mente: sì, ne valeva la pena», commenta su Facebook il leader di Italia viva Matteo Renzi.

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