Agcom e Privacy, rosso-gialli verso l'intesa: il 18 febbraio l'elezione dei componenti in Parlamento

Giovedì 30 Gennaio 2020 di Alberto Gentili
l'aula della Camera
Dopo ben tre fumate nere, il 18 febbraio potrebbe arrivare l’elezione dei componenti delle Authority per la tutela della privacy e delle comunicazioni (Agcom). In quella data Camera e Senato si riuniranno per eleggere i membri delle due autorità. Operazione fallita, per mancanza di un accordo, a giugno, ottobre e dicembre. A metà febbraio però l’intesa viene definita «praticamente raggiunta».

All’Autorità garante della privacy, al posto di Antonello Soro costretto a una lunga prorogatio, andrà un «noto professore di diritto privato vicino al Pd», secondo fonti dem che però non rivelano il nome «per evitare di bruciarlo». Questo perché, in base alle norme attuali - che il governo voleva cambiare con un decreto, ma non ha cambiato per mancanza di un accordo tra Pd e 5Stelle - diventa presidente il consigliere più anziano. Dunque al centrodestra basterebbe indicare un nome di un candidato anche di un solo giorno più vecchio rispetto a chi verrà indicato dai rosso-gialli, per mettere le mani sula presidenza della Privacy. Non a caso in ottobre si è candidato Ignazio La Russa, 72 anni, esponente di Fratelli d’Italia.

Diverso il sistema di nomina per l’Agcom: il presidente è proposto dal premier, sentito il ministro dello Sviluppo economico (che ha la delega alle Telecomunicazioni), e votato a maggioranza dei due-terzi dalle commissioni Lavori pubblici. E in corsa sono l’attuale segretario generale di palazzo Chigi, Roberto Chieppa (sostenuto da Conte), e il deputato grillino Emilio Carelli, già direttore del Tg5 e dei tiggì Sky.
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