No vax, «Estremisti in azione: le Scuderie del Quirinale tra gli obiettivi a rischio»

Circolare del capo della Polizia Giannini: possibile ulteriore inasprimento dei toni

No vax, «Estremisti in azione: le Scuderie del Quirinale tra gli obiettivi a rischio»
di Cristiana Mangani e Alessia Marani
5 Minuti di Lettura
Venerdì 15 Ottobre 2021, 00:35 - Ultimo aggiornamento: 12:38

L’allerta è su tutte le piazze e i luoghi “simbolici”. La reazione del Viminale agli scontri di sabato scorso è ora da «fine del mondo», non ci si vuole fare trovare impreparati, anche se è evidente che il dissenso potrà arrivare da tutte le parti: da gruppi organizzati, ma anche da “cani sciolti” che potrebbero puntare a proteste davanti alle aziende e ai posti di lavoro.


Le circolari inviate ai questori e ai prefetti evidenziano le maggiori criticità e i rischi. Il popolo no Green pass, incitato dal vice questore Nunzia Schilirò che, nei giorni scorsi è stata sospesa dalla polizia, avrebbe intenzione di far sentire la sua voce davanti alle Scuderie del Quirinale, dove oggi si inaugurerà la mostra “Inferno”, alla presenza di istituzioni e vip. L’occasione è ghiotta per chi vuole agitare le acque. Ne parlano in maniera criptata nelle chat di preparazione alla protesta, dove si ragiona sul “Male” e sul “demonio”. La mostra, d’altronde, era stata citata dalla stessa Schilirò nella sua polemica apparizione sul palco No pass di San Giovanni: «Che faranno i governanti il 15 ottobre quando apriranno le “porte dell’inferno” e i lavoratori non vorranno il Green pass?».


Così come si teme una manifestazione dell’estrema destra nelle vicinanze della Città del Vaticano. Esponenti di Forza nuova o di altri gruppi si stanno preparando a esporre «un crocifisso di dimensioni elevate per tentare di accedere in piazza San Pietro». Altro evento preso di mira dai no vax è quello per i 1600 anni della Fondazione della città di Venezia, con successiva cena alla presenza della presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati. Già in mattinata, però, sono dati in arrivo su piazza del Popolo i “cani sciolti” richiamati dai tam tam in rete contro la «dittatura sanitaria». Per loro la Questura, stavolta, ha disposto tolleranza zero. Alcuni si preparerebbero ad accamparsi in città per restare anche domani.


Alle questure di mezza Italia, intanto, sono arrivate ogni tipo di richiesta. La più importante è a Roma, dove il luogo del sit-in dei “No pass”, già spostato due volte dalla Questura, è previsto al Circo Massimo, con una schieramento di 1000 agenti. Una decisione presa sulla scia delle intenzioni emerse dall’ultimo Comitato per la Sicurezza convocato dal Viminale, le cui intenzioni sarebbero quelle di evitare lo svolgimento di proteste vicino ai palazzi della politica e a “obiettivi sensibili”. Inoltre, le prefetture e le forze dell’ordine sono allertate, perché - come è scritto in una circolare del Dipartimento di pubblica sicurezza -, nelle prossime ore, potrebbero verificarsi iniziative contro il Green pass davanti a «ingressi aziendali» e «presso aeroporti, porti, punti di snodo stradale, autostradale e ferroviari, finalizzati a creare disagi con possibile intralcio alla regolarità dei servizi e delle attività produttive». Uno di questi è segnalato alle prime ore di oggi al porto di Civitavecchia. Un alert è scattato, inoltre, per le proteste dei lavoratori Alitalia a Fiumicino, con possibili tentativi di occupare lo scalo e “scioperi bianchi” dei piloti sulle piste. 
Alle autorità sul territorio si chiede «massima intensificazione» dell’azione di controllo del territorio e di «osservazione» nei confronti di soggetti o gruppi «ritenuti pericolosi per l’ordine pubblico». 


GLI ESTREMISMI
Nel documento firmato dal capo della Polizia, Lamberto Giannini, non si può escludere «il pretesto» per un «ulteriore inasprimento dei toni» della protesta, con «azioni» verso «obiettivi esposti a rischio» e con «possibili episodi di contrapposizione tra gruppi aderenti a opposti estremismi». Temi, questi, che sono stati anche al centro di un’audizione, al Copasir, del direttore del sistema di informazione per la sicurezza (Aisi), Mario Parente.


LE RICHIESTE
Il Comitato, presieduto dal senatore di Fdi Adolfo Urso, ha chiesto anche un’informativa alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese che martedì riferirà anche in aula. Le proteste di oggi, comunque, potrebbero coinvolgere 120 città italiane. Tra le varie categorie, i capofila delle proteste sono i componenti del Coordinamento lavoratori portuali di Trieste: «Siamo determinati sulle nostre posizioni, ma siamo sempre disponibili a discutere con chiunque», dicono sperando ancora nella trattativa. E per revocare lo sciopero chiedono al Governo una proroga dell’introduzione del Pass al 30 ottobre, «per prendere un po’ di tempo e trovare poi una soluzione». Ma la linea di Palazzo Chigi è ferma e l’Esecutivo - sebbene si valuti di rafforzare gli aiuti alle aziende che pagano i test ai dipendenti - non è stato disposto ad alcuno slittamento dell’entrata in vigore dell’obbligo del certificato verde. 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA