Mozione Pd: stop ai movimenti neofascisti. Scontro con Fdi, Meloni: «Vogliono farci fuori»

Mozione Pd: stop ai movimenti neofascisti. Scontro con Fdi, Meloni: «Vogliono farci fuori»
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Lunedì 11 Ottobre 2021, 19:18 - Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre, 00:16

Con una mozione che chiede lo scioglimento di Forza Nuova e di «tutte le altre formazioni che si richiamano al fascismo», il Pd ha aperto la partita parlamentare sulle violenze che sabato a Roma sono sfociate nella devastazione della sede della Cgil. La mossa mira anche a portare allo scoperto quelli che Enrico Letta ha definito «i legami ambigui» della destra. Complice un tweet un po' scivoloso del vicesegretario dem Giuseppe Provenzano, Giorgia Meloni ha contrattaccato: «La vera intenzione della sinistra è fare fuori Fratelli d'Italia». 

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M5S firma la mozione Pd

Gli schieramenti si sono formati al volo. Iv ne ha presentata una sua sulla stessa linea, come anche Leu, la cui mozione è stata firmata anche da Liliana Segre. Il M5s ha firmato la mozione del Pd, con Giuseppe Conte che ha precisato: non si devono «ignorare le proteste di piazza, quelle legittime e pacifiche». I Ieader di centrodestra - Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi - si sono invece sentiti per presentare un testo loro che, ha spiegato la Lega, chieda «interventi contro tutte le realtà eversive», perché «non è che la violenza dei centri sociali sia da meno», ha detto Matteo Salvini. L'obiettivo della mozione del Pd è scritto nero su bianco: «Nei casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo» può adottare «il provvedimento di scioglimento» di formazioni che si richiamano al partito fascista. Il governo potrebbe farlo «con un decreto - ha spiegato Letta - ma pensiamo che sia importante per il presidente del consiglio avere un sostegno parlamentare ampio».

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La posizione del Pd

L'appello di Letta è: «Stiamo tutti insieme in questa battaglia per la difesa della Costituzione». Sarà difficile che questo avvenga. Letta lo sa bene. L'obiettivo del centrosinistra è evidenziare le crepe fra le varie anime del centrodestra: «Cosa c'è dietro al fatto di non riuscire a dire: condanno questo squadrismo fascista? - ha chiesto Letta riferendosi a Giorgia Meloni - Vuol dire che esiste un legame con una parte di mondo che considera il fascismo non come il male assoluto». Anche più duro era stato, qualche ora prima, il vice di Letta, Provenzano, che aveva accusato Giorgia Meloni di «ambiguità che la pone fuori dall'arco democratico e repubblicano». Poi ha aggiustato, spiegando che intendeva solo criticare: «l'ambiguità» della leader di FdI che la «sottrae all'unità necessaria forze democratiche». Ma a Giorgia Meloni non è bastato e ha chiesto ai presidenti della Repubblica e del Consiglio di prendere «apertamente le distanze dalle pericolose parole del vicesegretario del Pd». In un batti ribatti infinito, dal Nazareno hanno cercato di chiudere: «Il Pd non ha chiesto di sciogliere FdI, ma Forza Nuova». Dalla sede della Cgil, lo scontro insomma è passato al campo delle parole, dei distinguo, delle definizioni, delle procedure. «Il governo può sciogliere le organizzazioni eversive - ha rilanciato il capogruppo di Fdi, Francesco Lollobrigida - Perché il Pd che negli ultimi 10 anni ha governato non lo ha ancora fatto? Il governo se deve agire lo faccia».

E anche Salvini ha sfidato il segretario Pd. «A Letta dico: Vogliamo fare una cosa seria? Tutto il Parlamento si unisca per approvare un documento per sciogliere tutte le realtà che portano avanti la violenza. E aggiungo: vogliamo fare una manifestazione tutti insieme per condannare ogni genere di violenza? Facciamola!». Anche Giorgia Meloni ha chiesto coerenza al centrosinistra: «Se la violenza è violenza e sempre da condannare come crediamo noi, allora ci aspettiamo che la sinistra accolga la nostra proposta di una manifestazione comune e di una mozione comune contro tutte le organizzazioni responsabili di violenze». Da parte di FdI c'è «ferma condanna a ogni violenza di gruppi fascisti, neofascisti parafascisti, post fascisti, criptofascisti senza tentennamenti», ha poi sottolineato. Prima che lo scontro arrivi in Aula, la polemica si concentrerà sulla manifestazione di sabato organizzata dai sindacati, «proprio nel giorno del silenzio elettorale per i ballottaggi», fanno notare con amara ironia dal centrodestra.

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