Musk risponde all'invito di Salvini con un tweet: «Non vedo l'ora di incontrarlo». Sul tavolo la gigafactory italiana

Salvini, durante l'evento organizzato da MoltoEconomia del Messaggero, si è detto pronto a spalancargli le porte nel caso in cui dovesse decidere di investire in Italia.

Musk risponde all'invito di Salvini con un tweet: «Non vedo l'ora di incontrarlo». Sul tavolo la gigafactory italiana
di Francesco Bisozzi
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Domenica 20 Novembre 2022, 08:23 - Ultimo aggiornamento: 13:37

È stata più di una semplice strizzatina d'occhio quella fatta dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini a Elon Musk. E Mister Tesla ha apprezzato, rispondendo via Twitter, il suo nuovo giocattolo, all'invito arrivato dall'inquilino di Porta Pia, che durante l'evento organizzato da MoltoEconomia si è detto pronto a spalancargli le porte nel caso in cui dovesse decidere di investire in Italia. Oggi Europa e Italia puntano sulla creazione di stabilimenti e fabbriche di auto elettriche e batterie. Proprio Tesla ha inaugurato in primavera una gigafactory vicino Berlino, in Germania, da oltre 5 miliardi di euro. Un investimento monstre, il più imponente realizzato in uno stabilimento automobilistico tedesco nella storia recente. Quello in Germania sarà inoltre il secondo più grande impianto di batterie agli ioni di litio del mondo, dopo quello di Austin in Texas.

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LO SCENARIO
In Italia invece sono in arrivo tre gigafactory: in Molise, Piemonte e Calabria.  L'invito rivolto dal ministro Salvini a Elon Musk non è privo di tempismo. Tra Musk e la nuova fabbrica di Berlino non è sbocciato per adesso il grande amore: troppe tegole e imprevisti. L'ultimo? Tesla non avvierà per il momento la produzione completa di celle per batterie nello stabilimento tedesco, complici i costi energetici più bassi negli Usa e gli incentivi fiscali di Biden. E il leader della Lega non poteva essere più chiaro: ha definito l'imprenditore sudafricano «uno dei più grandi geni innovativi di questo tempo» e ha espresso il desiderio di coinvolgerlo nella strategia di rilancio del settore automotive in Italia.


IL PIANO
Nel dettaglio, il Mit pensa alla creazione di un polo di attrazione di investimenti e di capitali stranieri per favorire la realizzazione di gigafactory di auto elettriche nel nostro Paese. L'Europa è diventata in questi anni una delle regioni a più rapida crescita per la capacità delle batterie agli ioni di litio per veicoli elettrici. Oggi i primi cinque produttori attivi di batterie agli ioni di litio per capacità si trovano in Ungheria, Polonia, Svezia e Regno Unito. Entro il 2030, secondo Benchmark Minerals, i primi cinque produttori di batterie in Europa per capacità saranno Tesla in Germania (125 Gwh), Northvolt in Svezia, Catl in Germania, Lges in Polonia e infine Automotive Cells Company, la partnership industriale tra Stellantis, Mercedes e Total, con le sue gigafactory in Germania, Francia e Italia.
Al proposito, partirà tra quattro anni la produzione di accumulatori nello stabilimento molisano di Stellantis a Termoli. Si tratta di un investimento da 2,3 miliardi di euro e di duemila nuovi posti di lavoro generati. Pronta anche Italvolt con una gigafactory in Piemonte. Quest'ultimo progetto prevede la produzione di batterie a ioni di litio a partire dalla seconda metà del 2024. Poi c'è la gigafactory delle batterie al litio di Teverola, in provincia di Caserta, di Fbi Spa, controllata dal gruppo Seri Industrial, che ha beneficiato di un incentivo europeo di 417 milioni di euro.


LE AUTO GREEN
Va però aggiunto che nel frattempo in Italia hanno tirato il freno le vendite di auto elettriche. Nel primo semestre del 2022 l'acquisto di vetture a zero emissioni nel nostro Paese è diminuito del 17,6%, un dato che contrasta con il boom del resto d'Europa, dove si segnala un aumento delle vendite del 30%. Tutto ciò a fronte del fatto che nel 2035 Bruxelles vieterà le vendite di auto a benzina e diesel: non a caso Salvini si è detto pronto a contestare con ogni mezzo un limite che punirebbe soprattutto il nostro Paese.
Per tornare a Musk, la prima gigafactory è stata creata da Tesla nel giugno 2014 a Sparks, in Nevada. Ad aprile di quest'anno si è alzato il sipario invece sulla nuova gigafactory Tesla ad Austin, la Giga Texas. Le fabbriche di Tesla (dove si realizzano batterie, motori, auto, pannelli fotovoltaici e i componenti per i supercharger) sorgono attualmente negli Usa, in Cina e Germania. Chissà che l'Italia non possa diventare la prossima casa di Elon Musk.

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