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Migranti, Lamorgese: «Prossimo decreto flussi avrà più di 70mila posti per lavoratori stranieri»

Il ministro studia accordi come quello già siglato 10 giorni fa che impiega le persone titolari di protezione internazionale o che hanno chiesto il riconoscimento della protezione

Migranti, Lamorgese: «Prossimo decreto flussi avrà più di 70mila posti per lavoratori stranieri»
3 Minuti di Lettura
Sabato 4 Giugno 2022, 14:43 - Ultimo aggiornamento: 14:45

Con la crisi del grano aumentano gli sbarchi dei migranti, aveva già detto ieri il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese che si trova a Venezia per presiedere il gruppo Med5, un vertice dei Paesi mediterranei con i ministri dell'Interno della Spagna, Fernando Grande-Marlaska Gómez, della Grecia, Notis Mitarachi, di Malta, Byron Camilleri, e di Cipro, Nicos Nouris. Oggi a Venezia il ministro Lamorgese ha detto che il prossimo decreto flussi conterrà numeri più elevati di quello del 2021. «Se l'anno scorso si è trattato di 70 mila persone, quest'anno i numeri saranno più elevati», ha specificato.

«Si sta lavorando alla Presidenza del Consiglio - ha precisato - verificando la possibilità di accelerare le procedure, perché manca personale in settori specifici. Ricordo il protocollo di 10 giorni fa con il ministero del Lavoro per inserire nel circuito dell'edilizia coloro che sono titolari di protezione internazionale o la cui pratica è in via di esame. Stiamo verificando un analogo protocollo per altre categorie».

Il ministro è tornato a insistere sui meccanismi di redistribuzione dei profughi che devono coinvolgere l'Europa intera. «La solidarietà deve essere fondata anche su un adeguato meccanismo di redistribuzione su un numero sufficientemente di ampio di Stati membri per essere efficace», ha detto oggi al termine di Med5. «Questa - ha aggiunto - è la posizione unitaria dei Paesi mediterranei, che si affianca alla richiesta di sviluppare l'azione dell'Ue verso i Paesi terzi, con partenariati per prevenire le partenze e collaborazione per i rimpatri, anche attraverso strumenti con i Paesi di origine e di transito dei flussi». 

I corridoi umanitari con il Nord Africa «sono attività che stiamo ponendo in essere da tempo e che non si fermano», ha detto il ministro a margine dell'incontro Med5. «Abbiamo fatto molti contratti - ha precisato - con molte associazioni, come ad esempio Sant'Egidio e tante altre, stiamo proseguendo, anche per i migranti dalla Libia. È un dato di fatto reale», ha concluso.

«Abbiamo confermato alle due presidenze uscente e entrante dell'Ue il supporto a un approccio graduale, step by step, sul negoziato per un Patto europeo su migrazione ed asilo», ha dichiarato Lamorgese. «Siamo convinti - ha proseguito - come Italia, Cipro, Grecia, Malta e Spagna che questo sia il metodo migliore per cercare soluzioni equilibrate tra responsabilità e la necessaria solidarietà che gli altri membri sono chiamati a dimostrare».

Ucraina - «La crisi ucraina - ha precisato Lamorgese - ha evidenziato la capacità dell'Europa di essere compatta e di esprimere la solidarietà alle persone in fuga, e gli stati membri sono stati in prima linea nell'accoglienza. In questo nuovo ordine globale, in cui non è escluso il rischio di crisi alimentare dovuta al blocco navale - ha concluso - l'incontro di oggi è stato un punto di riferimento».

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