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Migranti, accordo al vertice a Malta: ricollocamenti rapidi e rotazione porti. Lamorgese: passi concreti

Lunedì 23 Settembre 2019
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Migranti, accordo al vertice a Malta: ricollocamenti rapidi e rotazione porti. Lamorgese: passi concreti

Accordo sui migranti al vertice a Malta. Sono quattro i punti su cui Italia, Malta, Francia e Germania, con la presidenza finlandese di turno dell'Ue e la commissione Ue, hanno trovato l'accordo che dovrà ora essere sottoposto agli altri paesi Ue. Tra questi punti, quello che prevede la redistribuzione di tutti i richiedenti asilo e non solo di coloro che hanno ottenuto lo status di rifugiato. Una intesa «non scontata», ha detto il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese ma che non soddisfa Di Maio che da New York, dove si trova con Conte per il summit dell'Onu sul clima, fa i complimenti al capo del Viminale ma sottolinea che «la soluzione sono i rimpatri». Fermo il premier: «Sui migranti non arretreremo di un millimetro».

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Innanzitutto, ha spiegato il ministro dell'Interno italiano Luciana Lamorgese, viene stabilita la «rotazione volontaria» dei porti di sbarco, non solo quando quelli di Italia e Malta sono saturi. «E questo non era scontato», ha detto il titolare del Viminale. L'accordo prevede inoltre la «redistribuzione dei migranti su base obbligatoria» con un sistema di quote che verrà stabilito quanti dei 28 paesi dell'Ue parteciperanno all'intesa; tempi «molto rapidi» (4 settimane) per i ricollocamenti e, soprattutto, la redistribuzione di tutti i richiedenti asilo e non solo di coloro che hanno ottenuto lo status di rifugiato. Il sistema messo a punto stabilisce che una volta decisa la quota da ridistribuire, i migranti verranno inseriti direttamente nella banca dati del paese di destinazione, che si farà carico anche degli eventuali rimpatri, e non in quello di primo approdo.

Per il capo del Viminale Lamorgese quello che è avvenuto oggi a Malta è «molto importante, un primo passo concreto per un approccio di vera azione comune europea. Ho trovato un clima davvero positivo perché la politica migratoria va fatta insieme agli altri stati. Noi abbiamo sempre detto che chi arriva a Malta e in Italia arriva in Europa. E oggi questo concetto fa parte del comune sentite europeo».

Nel corso del vertice sull'immigrazione a Malta è stato raggiunto tra i Paesi partecipanti un accordo per i ricollocamenti dei richiedenti asilo in «tempi molto rapidi», ha spiegato Lamorgese. L'accordo, ha detto il ministro, prevede che «entro quattro settimane» i migranti richiedenti asilo vengano ricollocati in altri Paesi che si faranno carico delle procedure di verifica dei requisiti e degli eventuali rimpatri. «Da oggi Italia e Malta non sono più sole, c'è la consapevolezza che i due paesi rappresentano la porta d'Europa». «Il testo predisposto va nella giusta direzione - ha aggiunto - ci sono contenuti concreti e abbiamo sciolto dei nodi politici complicati». L'auspicio dell'Italia, ha sottolineato la titolare del Viminale, è che l'accordo sia condiviso quanto più possibile tra i paesi Ue.
 


«Gli accordi con la Libia li teniamo, stiamo lavorando bene con la Guardia Costiera, che fa un gran lavoro», ha proseguito. «È ovvio - ha aggiunto - che il nostro obiettivo è che arrivino in Italia in sicurezza e anche per questo dovremmo pensare ad un sistema di quote e a corridoi umanitari». L'intesa raggiunta oggi a La Valletta riguarda solo i migranti soccorsi dalle navi delle Ong e da quelle militari. Dall'accordo sono dunque esclusi tutti quei migranti che autonomamente raggiungono le coste italiane e di Malta. 

«C'è ancora tempo per vedere com'è la situazione politica italiana - ha aggiunto Farrugia rispondendo ai giornalisti - e dobbiamo capire lo scenario italiano, con questo governo che non vuole apparire troppo debole a confronto col precedente. C'è un processo che dobbiamo vedere prima che le vere politiche vegano fuori». 

Il minivertice è «un incontro molto importante» perché «è il momento di prendere decisioni politiche e di prepararci per il futuro: data la mia esperienza e conoscendo molto bene il panorama delle migrazioni, vi posso dire che questa situazione andrà avanti per moltissimi anni. L'Europa deve essere meglio preparata e stare al fianco di paesi come Italia, Grecia, Malta, Spagna e Cipro», ha detto il commissario europeo per gli affari interni, Dimitri Avramopoulos. Prendere decisioni politiche, ha continuato, «significa che ci deve essere volontà politica. La Commissione è qui a nome di tutti gli altri stati che non sono qui e presentare qualche idea su come possiamo uscire da questo stallo». 

«È necessario ripristinare un'adeguata capacità di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo. Multe, blocchi e sequestri contro le Ong devono finire», scriveintanto l'Alto Commissario Onu per i Rifugiati, Filippo Grandi, in un intervento sul Financial Times. «Abbiamo bisogno di un sistema di sbarco europeo coerente, sostegno agli Stati che accolgono le persone soccorse, un processo di asilo snello, equo ed efficiente, e un ricongiungimento familiare più rapido», spiega Grandi, evidenziando come, anche da parte dei leader politici, la risposta alla crisi migratoria in questi anni sia stata «troppo spesso la nuda ostilità». I numeri del fenomeno migratorio nel Mediterraneo «sono fortemente diminuiti dal loro picco del 2015, eppure gli Stati non hanno usato questa tregua» per mettere in piedi «canali di migrazione regolari e sicuri che ridurrebbero il pericolo e alleggerirebbero la pressione sui sistemi di asilo», denuncia Grandi, affermando che il rimpatrio dei migranti in Libia, dove in migliaia sono «abusati e sfruttati», non sia una soluzione percorribile. «Voltare le spalle a coloro che chiedono aiuto non salverebbe l'Europa, bensì abbandonerebbe i valori europei fondamentali», conclude.
 

Ultimo aggiornamento: 24 Settembre, 07:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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