EUROPA

Libia, il “Rapporto Migrantes”: «Solo 1 su 140 arriva in Europa». La situazione in Italia

Giovedì 3 Dicembre 2020
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Libia, il Rapporto Migrantes : «Solo 1 su 140 arriva in Europa». La situazione in Italia

È stato pubblicato oggi il Rapporto Migrantes sul diritto d'asilo e sugli spostamenti dei richiedenti. Dal rapporto emerge che la pandemia da coronavirus, in particolare, sta rendendo più difficoltose alcune procedure: «Solo 24 Paesi risultano senza restrizioni all'ingresso correlate al Covid-19. In 77 Paesi si applicano restrizioni all'accesso, sia pure con eccezioni per i richiedenti asilo». In questo elenco troviamo quasi tutti gli stati europei, Italia inclusa. Lo studio prosegue: «In 72 Paesi l'accesso è invece negato: in quest'area gli Stati Uniti, l'America Latina e la Russia. Su 22 Paesi,infine, non si hanno informazioni. Alla fine di maggio 2020 i Paesi con restrizioni all'accesso senza eccezioni per i richiedenti asilo sono arrivati a 100».

 

 

La pandemia da coronavirus sta fiaccando i sistemi sanitari di alcuni paesi, e stremando quello degli altri più fragili. Il report evidenzia che in Yemen, Paese di circa 30 milioni di abitanti, è il quarto Paese al mondo per sfollati interni (circa 3.600.000 alla fine del 2019), ma ha anche con una popolazione non nativa rifugiata all'interno dei propri confini (quasi 270.000 persone, più dell'Italia. Il Paese, che negli ultimi anni vive una guerra civile che ha demolito un gran numero di infrastrutture, è in ginocchio anche a causa del Covid-19, con un tasso di mortalità pari al 30%.

Tasto dolente anche per l'Unione Europea, che non riesce  gestire in maniera efficace i flussi. Negli ultimi cinque anni sono entrati irregolarmente nel territorio dell'Unione Europea circa due milioni di persone. Di queste, gran parte delle quali fuggono da guerre civili e internazionali: nello stesso arco di tempo gli arrivi sotto forma di accessi umanitari sono solo 100 mila, appena il 5%. Spiega il report che si tratta di «Pochi ma significativi, perché incarnano la speranza di un'alternativa. Ciascun ingresso autorizzato per motivi umanitari è un atto di eccezione, e di opposizione, alla regola proibizionista. Un gesto di 'dissenso' per riaffermare la dignità dell'essere umano».

In difficoltà anche l'Italia: sono infatti 2.329 i nuovi minori stranieri non accompagnati che sono entrati in Italia nel primo semestre 2020 (erano 6.251 in tutto il 2019). Arrivano dal Bangladesh, dall'Egitto, dall'Albania, dall'Afghanistan e dalla Tunisia. La principale regione d'arrivo è la Sicilia, che riceve circa il 33% del totale. Seguono le regioni della cosiddetta «rotta balcanica»: Friuli-Venezia Giulia (17%) e Lombardia (13%). Lo segnala il nuovo Rapporto della fondazione Migrantes ci presentato oggi. Ma uno dei principali indicatori su cui si è soffermato il Rapporto Migrantes, è quello sui Minori Stranieri Non Accompagnati (Msna).

In particolare i Msna che si sono allontanati di accoglienza italiani, sempre durante i primi sei mesi del 2020, sono 706, e sono soprattutto afghani, tunisini, egiziani, ivoriani e marocchini. In alcuni casi si trattava di bambini o adolescenti tra i 7 e i 15 anni. I minori non accompagnati sono comunque 5.016 in Italia, secondo i dati aggiornati al 30 giugno 2020. Fra questi 533 si trovano in strutture di prima accoglienza. Sono 4.199 invece i minori ospiti nei centri Sprar-Siproim e le strutture Fami; strutture di secondo livello autorizzate dalle Regioni e dai Comuni. Solo 284 - invece - i minori accolti presso cittadini privati.

Ultimo aggiornamento: 13:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA