Roma, Michetti: stop alle ciclabili. Gualtieri: vanno rese sicure

Roma, Michetti: stop alle ciclabili. Gualtieri: vanno rese sicure
di Fabio Rossi
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Domenica 15 Agosto 2021, 08:19 - Ultimo aggiornamento: 09:25

Sono state - tra elogi e critiche - uno dei marchi più riconoscibili dell'amministrazione di Virginia Raggi. Ma ora sulle piste ciclabili si apre il fronte di scontro ferragostano tra i principali candidati per il Campidoglio. Ad aprire il dibattito sulle corsie riservate alle biciclette è stato Enrico Michetti, rinfocolando un dibattito da anni molto acceso in città: «Le piste ciclabili non devono essere una moda - sostiene il candidato di centrodestra - Non debbono creare disagi alla mobilità o costituire un pericolo per il cittadino». Quindi, la proposta da mettere in campo in caso di elezione: «Rimuoveremo tutte le ciclabili che hanno previsto il parcheggio delle auto al centro della strada in vie ad alto scorrimento - sottolinea Michetti - Mentre realizzeremo altri percorsi ciclabili in aree in cui non si procurino rischi all'utenza o intralci alla circolazione stradale. Così come sono state concepite in alcune strade sono molto pericolose, e vedere le auto parcheggiate in mezzo alla strada dimostra che non è stata una buona idea».

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Il dibattito

Insomma, l'avvocato punta a fermare il piano straordinario sulla mobilità sostenibile, con da 150 chilometri di ciclabili previste su vie principali e itinerari strategici della città: da via Pineta Sacchetti alla Tuscolana, passando per via Gregorio VII e Prati Fiscali. Corsie molto apprezzate dai cultori delle due ruote, che hanno però scatenato anche proteste per le carreggiate ridotte e i posti auto ridotti. Dove farle, quindi? «Basti pensare a itinerari in luoghi a elevato valore paesaggistico, ambientale e culturale - spiega Michetti - Al centro dell'azione politica ci deve essere sempre il buonsenso attraverso un corretto bilanciamento dei diversi interessi in campo». L'intemerata del candidato del centrodestra provoca l'immediata risposta del Campidoglio. «Michetti vuole smantellare le ciclabili? Sarebbe un tornare indietro e questo non possiamo permettercelo - rilancia la sindaca, intervenendo in diretta sulla sua pagina Facebook - Dobbiamo invece andare avanti e fare altre ciclabili, dando spazio alla mobilità sostenibile in modo che chiunque voglia muoversi in bici abbia i suoi spazi e chi è obbligato a usare l'auto, volendo, trovi meno traffico». Michetti «promuove a pieni voti traffico e smog - incalza Pietro Calabrese, vicesindaco con delega alla mobilità - Mentre le ciclabili per lui sono un intralcio al traffico. Forse è meglio che torni a parlare di antichi romani e Piramidi». Secondo Calabrese, «il traffico a Roma esiste da 60 anni proprio perché tutto si è fatto tranne che evitare di affossare il trasporto pubblico, e pianificare un programma per realizzare una vera rete integrata, degna di una Capitale».

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Le proposte

Tra i due litiganti, ci sono le idee degli altri candidati sul tema. Roberto Gualtieri, alla guida di una coalizione storicamente attenta alle istanze ambientali ed ecologiste, punta a sviluppare la rete ciclabile romana, ma con presupposti diversi rispetto all'attuale amministrazione: «Le piste ciclabili sono essenziali per gli spostamenti lunghi ma all'interno dei quartieri, quindi nelle zone 30, si deve poter circolare in sicurezza accettando la promiscuità con le auto - si legge nel programma dell'ex ministro dell'Economia sulla mobilità - Però, a fronte di condivisibili intenti, il risultato di questa amministrazione è la sola realizzazione di pochi progetti, in gran parte già avviati con le precedenti amministrazioni (come via Nomentana e il Grab)», mentre il resto «sono le cosiddette piste transitorie, realizzate nell'ultimo anno con sola vernice e senza alcuna protezione, che già oggi stanno scomparendo per l'assenza di manutenzione». Gualtieri vuole revisionare le piste transitorie, «valutandone l'efficacia e trasformandole in definitive con adeguato interventi di attrezzaggio e messa in sicurezza», per poi completare la rete ciclabile «portando a termine gli interventi già finanziati e progettati e impegnando i fondi già stanziati, anche attraverso un vero processo di partecipazione con cittadini e associazioni». Sicurezza e integrazione con il sistema generale della circolazione cittadina sono gli assi portanti della proposta di Carlo Calenda su questo fronte: nel programma del leader di Azione si punta a «garantire un'adeguata separazione dagli autoveicoli (per esempio con i cordoli) e valutare attentamente l'impatto sulla capacità stradale», ma anche «organizzare la sosta di bici e monopattini, delimitando aree di parcheggio video sorvegliate e con rastrelliere» e «realizzare un ampio servizio di bike sharing pubblico, finanziato dalla cartellonistica pubblicitaria».

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