Mes, il segretario generale Giammarioli: «I soldi degli italiani non salveranno le banche tedesche»

Lunedì 9 Dicembre 2019
Mes, il segretario generale Giammarioli: «I soldi degli italiani non salveranno le banche tedesche»

Getta acqua sul fuoco Nicola Giammarioli, segretario generale del Mes (il meccanismo europeo di stabilità): «Con la riforma del Mes non è possibile che i soldi italiani salveranno le banche tedesche, o viceversa»

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Il paracadute (backstop) non servirà «per salvare le banche nel Paese X o Y ma per dare risorse al fondo Srf, alimentato delle banche, nel caso estremo in cui si esaurisca». «Il denaro che ci deve ridare è del fondo Srf e indirettamente di tutte le banche Ue, non dei cittadini».

Per spiegare perché nessun Paese salverà le banche di altri, e perché il Mes non salverà i banchieri ma tutelerà piuttosto i contribuenti, il segretario generale parte da un caso concreto. «Quando il Single resolution board (l'istituzione europea che si occupa delle risoluzioni bancarie, ndr) deve risolvere una banca, deve trovare i mezzi per farla sopravvivere, almeno in parte, e deve renderla sostenibile», quindi elaborerà un piano di risoluzione.

Ogni piano «comprende di solito un cambio nell'assetto proprietario e anche del management», anche perché «se la banca non è solida vuol dire che i banchieri non hanno svolto adeguatamente il loro compito», quindi non è possibile dire «che si salvano i banchieri».

E si pensa ai correntisti: «La risoluzione cerca di preservare la stabilità finanziaria assicurandosi che correntisti e investitori non perdano troppo, e che ci sia il minor impatto possibile sul sistema bancario». Tutta l'operazione viene fatta anche con i fondi del Single resolution fund, (Srf), che sono delle banche, e quindi «i soldi dei contribuenti non saranno usati».

Per questo tutta l'impalcatura «non è a favore dei banchieri ma dei cittadini e dei contribuenti». Con la riforma il Mes fornirà un paracadute finanziario (backstop) al fondo salva-banche Srf, qualora, in casi estremi, dovesse finire le risorse. Anche questo, spiega Giammarioli, riduce il rischio che soldi pubblici vadano a salvare le banche.

«Con l'attuale Trattato possiamo andare e salvare una singola banca, mettendo i nostri soldi a rischio», ha sottolineato, ricordando lo strumento chiamato ricapitalizzazione diretta, mai utilizzato. «Con la riforma non sarà più possibile, quindi per me l'argomento è esattamente al contrario: minimizziamo il rischio perché diamo i soldi a una istituzione già ben finanziata» come il Srf.

«Siamo l'istituzione più sovranista in Europa perché dipendiamo dalle autorità nazionali, cioè ministri e Parlamenti, siamo pienamente nella mani dei nostri azionisti, che sono i 19 Stati membri e hanno potere di veto in ogni singola decisione importante»: Giammarioli ha spiegato che il Mes «rende operative» le decisioni dei ministri, che si riuniscono regolarmente.

«Noi rendiamo operative le decisioni del Board dei governatori (i 19 ministri dell'Eurozona) e del Board dei direttori (viceministri o direttori del Tesoro), che si riuniscono regolarmente, spesso a margine dell'Eurogruppo. Tutti i programmi sono stati approvati all'unanimità da tutti, ogni singolo membro può mettere il veto alle decisioni del Mes», ha spiegato il Segretario generale.

«Quello che facciamo qui assieme al direttore generale e i suoi più stretti collaboratori è gestire il fondo, ma non possiamo prendere decisioni, possiamo fare proposte e analisi tecniche ma sono i ministri a decidere all'unanimità», ha detto, sottolineando come «le agende degli incontri e le decisioni riguardanti la nostra assistenza finanziaria sono pubbliche, non sono segrete». La decisione di mettere il quartier generale del Mes a Lussemburgo è mossa da diversi fattori. Prima di tutto, ricorda Giammarioli, il Mes nasce sulla base del fondo salva-Stati precedente, cioè l'Efsf, che già aveva base nel Granducato perché era l'unico Paese ad avere un quadro legale che consentisse di mettere in piedi rapidamente un'istituzione di diritto privato in grado di emettere bond. Inoltre, «c'è un motivo istituzionale: tutte le braccia finanziarie dell'Ue sono a Lussemburgo, la Bei, che ci ha dato aiuto logistico all'inizio, e il braccio finanziario della Commissione Ue», ha aggiunto.

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