ESECUTIVO FDI

Governo, diretta. Giorgia Meloni: «Governo, niente diktat. Voglio nomi di livello. I tecnici? Non vedo il problema»

Convocata per giovedì 13 alle 10 la prima seduta dalla nuova Camera

Governo, la giornata in diretta

Meloni: lettera von der Leyen un passo avanti contro crisi energetica

«La lettera del presidente della Commissione europea von der Leyen ai capi di Stato e di Governo Ue è un passo in avanti per far fronte alla crisi energetica. Una sfida europea che come tale deve essere affrontata e che deve vedere gli sforzi di tutti per aiutare famiglie e imprese». Così Giorgia Meloni su twitter.

Meloni: non vado al Consiglio europeo

Difficile, molto difficile che la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, vada a Bruxelles per il Consiglio europeo del 20 e 21 ottobre nelle vesti di presidente del Consiglio. Lo avrebbe spiegato lei stessa, durante la riunione dell'esecutivo del suo partito. Secondo quanto riferito da chi era presente, Meloni avrebbe ragionato sui tempi troppo stretti per arrivare a quella data già in carica. Se anche dovesse ricevere l'incarico dal Quirinale - sarebbe stato il suo ragionamento - è quasi impossibile che prima di Bruxelles, riesca a ricevere la fiducia dal Parlamento. Quindi, avrebbe concluso la leader, a cosa serve forzare mani e tempi per un Consiglio europeo in cui si rischia di non portare a casa poco, o peggio ancora, un fallimento?

Meloni ai suoi: «Punto a Cdm più autorevole e di alto profilo possibile»

«Punto a Cdm più autorevole e di alto profilo possibile». Così Giorgia Meloni durante la riunione dell'esecutivo nazionale di Fdi in via della Scrofa. «Non sarà - ha precisato - composto per risolvere beghe di partito». 

«Ci troviamo di fronte alla fase forse più difficile della storia della repubblica italiana: siamo nel mezzo di un conflitto, i cui contorni sembrano irrigidirsi ancora di più; restano incognite sul tema della pandemia; viviamo una crisi economica e energetica che sembra destinata a provocare un effetto domino sui prezzi delle materie prime e dei prodotti alimentari», ha aggiunto. 

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Pnrr, alle 15 cabina di regia con Draghi. FI: surreale noi fuori dal tavolo

«Com'è noto, Forza Italia, nell'attuale governo, non è rappresentata da alcun capo delegazione e da alcun ministro. Gli ex ministri azzurri, oggi, rappresentano la futura opposizione al nuovo Esecutivo che presto si insedierà a Palazzo Chigi, o soltanto se stessi. Pertanto, Forza Italia ritiene surreale non essere stata coinvolta alla riunione delle 15 sul PNRR, a cui parteciperanno, oltre al premier Draghi, i ministri e i capi delegazione delle forze di maggioranza. Ricordiamo che le linee di attuazione del PNRR riguarderanno anche - se non soprattutto - il governo politico di cui Forza Italia farà parte». Lo scrive Paolo Barelli, presidente dei deputati di Forza Italia.

La Russa: «Non si è parlato di nomi o di veti»

«Tutti o quasi tutti i componenti dell'esecutivo hanno preso la parola sui temi generali. Non si è parlato di nomi, non si è parlato di veti o di formazioni. Tutti abbiamo dato al presidente Meloni la nostra piena assicurazione di fidarci del suo giudizio in questa fase». Lo ha detto Ignazio La Russa al termine della riunione dell'esecutivo Fdi.

Giovedì 13 ottobre alle 10 prima seduta nuova Camera

La Camera dei deputati è convocata giovedì 13 ottobre 2022 alle ore 10.00 per la prima seduta della XIX legislatura. All'ordine del giorno figurano: la costituzione dell'Ufficio provvisorio di Presidenza; la costituzione della Giunta delle elezioni provvisoria e la proclamazione di deputati subentranti; l'elezione del Presidente (per scrutinio segreto). In base a quanto disposto dal Regolamento, la seduta sarà presieduta dall'onorevole Ettore Rosato nella sua qualità di Vicepresidente più anziano per elezione tra quelli della legislatura precedente.

 

Lollobrigida: «Mandato a Meloni? Dato dagli elettori»

«Le ore concitate che (Giorgia Meloni, ndr) dovrà affrontare richiedono un mandato pieno, che per altro non le abbiamo dato noi ma gli elettori con il voto». A dirlo il capogruppo di Fratelli d'Italia, Francesco Lollobrigida al termine della riunione dell'esecutivo nazionale del partito. «La riunione è stata lunga, difficile sintetizzarla - ha aggiunto - Abbiamo ragionato molto sulle priorità della nazione. Anche un movimento come il nostro che in questa fase ambisce a esprimere il presidente del Consiglio, deve organizzarsi per rispondere a quello che è il nostro primo impegno cioè dare agli italiani la realizzazione di un programma che abbiamo scritto, risolvere i problemi contingenti, lavorare sulla strategia».

Concluso Esecutivo nazionale FdI: riunione di due ore e mezza

Si è conclusa, dopo due ore e mezzo, la riunione dell'esecutivo nazionale di Fratelli d'Italia, con la presidente Giorgia Meloni, nella sede del partito.

Lollobrigida: «Veto a Salvini? No, partire da competenze»

«A me non risulta che ci siano veti di alcun tipo, partire dai veti è sbagliato, partire dalle competenze, dalle qualità, dalle capacità delle persone che possono accompagnare il popolo italiano, nel ruolo importante all'interno di un Consiglio dei ministri, a fare il meglio possibile per restituire a questa nazione il ruolo che merita». Così il capogruppo di Fratelli d'Italia, Francesco Lollobrigida, rispondendo a una domanda su un eventuale veto su Matteo Salvini al Viminale, durante una pausa della riunione dell'esecutivo del partito.

Pnrr, cabina di regina con Draghi alle 15

Si terrà alle 15, a quanto apprende l'Adnkronos da fonti di governo, la cabina di regia tra il premier Mario Draghi e i capidelegazione delle forze di maggioranza per fare il punto sul Pnrr. La riunione, a Palazzo Chigi, anticiperà il Consiglio dei ministri fissato per le 16.30. Torna dunque la vecchia formula della 'cabina di regià, accantonata negli ultimi mesi dal presidente del Consiglio.

 

 

 

Cisl: «Apprezziamo apertura Meloni, fare presto»

«È importante che la leader di Fratelli d'Italia abbia riconosciuto il valore del dialogo sociale e il rapporto con i copri intermedi. Il paese ha bisogno di concordia, di unità, dobbiamo affrontare questa tempesta che si sta avvicinando, che significa da un lato governare l'emergenza, legata all'escalation dei prezzi energetici e all'aumento dei beni alimentari, e dall'altro bisogna costruire una visione di lungo periodo, che faccia leva sulla crescita, sul rilancio degli investimenti, sulla qualità, la stabilità del lavoro, sostenendo il cammino delle riforme». Lo afferma il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, parlando al Tgcom. Quelle della Meloni, «sono aperture e disponibilità che noi apprezziamo. Diciamo alle forze politiche di fare presto, il paese ha necessità di un governo che assicuri autorevolezza, stabilita, vera governabilità, disponibilità al dialogo con i corpi intermedi per risollevare il paese dalle emergenza sanitaria, dalla crisi energetica e per sopportare questi pesanti effetti della guerra in Ucraina».

Meloni con stato maggiore FdI nella sede del partito

Folla di cronisti e traffico in tilt in Via della Scrofa davanti alla sede di Fdi, dove è stato convocato l'esecutivo nazionale di Fratelli d'Italia con la leader Giorgia Meloni: all'ordine del giorno, "Scenari e determinazionì alla luce del risultato delle ultime elezioni politiche". Oltre alla presidente del partito, sono arrivati in sede, tra gli altri: Donzelli, Lollobrigida, Ciriani, Gemmato, Urso, Rampelli, Fitto, La Russa, Marsilio, Varchi, Rauti e Cirielli.

Rampelli: «Non mi risulta veto su Salvini agli Interni»

«Non mi risulta» che ci sia un veto sull'approdo di Matteo Salvini al Viminale, «comunque adesso stiamo andando a questa riunione per capire il quadro. Poi sarà Giorgia Meloni, quando riterrà, a informarvi». Lo ha detto il deputato di FdI Fabio Rampelli, rispondendo ai giornalisti prima di entrare nella sede del partito per la riunione dell'esecutivo nazionale.

 

 

 

«Polemiche? Non so deve siano queste polemiche sinceramente, ci sono tre partiti che devono comporre un governo, è normale che discutano anzi mi pare che le cose stiano andando benissimo, perché non c'è proprio alcuna polemica», ha aggiunto Rampelli, e a chi gli domandava della «lista della spesa» della Lega sui ministeri ha replicato: «Tutti hanno una lista della spesa, non credo che questo possa essere rappresentato come un problema. Hanno dato delle indicazioni su cui si discuterà. Nervosismo non c'è - ha aggiunto -, l'attenzione legittima del circuito mediatico crea molto più nervosismo di quanto ce ne sia nella realtà».

Giorgia Meloni in via della Scrofa per riunione esecutivo nazionale di FdI

La leader di Fdi Giorgia Meloni è arrivata nella sede del partito, in Via della Scrofa, dove a breve si svolgerà la riunione dell'esecutivo nazionale di Fratelli d'Italia.

«Il momento è importante e io voglio far bene perché in questo Governo sono io che ci metto la faccia. Vi assicuro che daremo il massimo dell'impegno». Giorgia Meloni riunisce lo stato maggiore di Fratelli d'Italia a via della Scrofa per fare il punto sul nuovo Esecutivo. E mette subito le cose in chiaro. La sfida di Palazzo Chigi è la partita della sua vita, oltre che un momento cruciale per la tenuta del Paese («La fase forse più difficile della storia repubblicana») e lei non intende mettere in squadra persone che non siano più che all'altezza. E di questo, anche gli alleati sono già stati avvisati. Ognuno, chiaramente, può avanzare le proprie proposte, ma poi toccherà a lei alla fine tirare le somme e decidere. E non ha alcuna intenzione di accontentarsi. O nomi di alto profilo che possano vantare delle competenze di grande livello, avrebbe detto ai suoi, o piuttosto meglio qualche tecnico. Ma nomi a caso, tanto per accontentare qualche corrente di partito o per soddisfare le ambizioni di qualcuno, lei non li accetterà. Quindi, dopo aver definito «fluida» la situazione sull' eventuale squadra, Meloni avrebbe illustrato alcuni dei principali dossier ai quali si sta lavorando per rispondere subito «alle priorità del Paese», il più urgente dei quali è quello sull'energia, i cui primi provvedimenti ad hoc potrebbero già rientrare nella prossima Manovra. Tema cruciale, quello energetico, sul quale anche in Ue qualcosa comincia a muoversi. I 27 raggiungono, infatti, un accordo sul nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, includendo il price cap al petrolio, mentre, il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, alla vigilia del Vertice di Praga, dice ufficialmente che la crisi ucraina «rende urgente stabilire un'autentica Unione dell'energia» che «sarà un pilastro essenziale della sovranità dell'Ue». Programmi a parte, l'Esecutivo nazionale di FdI dà a Giorgia Meloni il pieno mandato a continuare il confronto con gli alleati per la formazione del nuovo governo. E, secondo quanto spiegano il capogruppo uscente Francesco Lollobrigida e Fabio Rampelli, non si sarebbero fatti nomi e non risulterebbe allo stato «alcun veto su Salvini per il Viminale». E questo, nonostante il diretto interessato, al termine del Consiglio Federale di ieri e dopo aver ricevuto «l'investitura» da parte di Giancarlo Giorgetti («è il candidato naturale»), aveva fatto capire di essere pronto a «fare quel che serve», cioè anche «un passo di lato» qualora all'Interno dovesse andare qualcun altro. Più chiaro, forse, il commento del presidente dei senatori di FdI uscente Luca Ciriani. Anche lui esclude che ci siano veti su Salvini al Viminale, ma, osserva, «potrebbero esserci problemi di opportunità». E se poi, alla fine, si dovesse optare per qualche tecnico, Rampelli minimizza «Ô presumibile che alcune caselle di governo possano essere affidate a tecnici, fermo restando che essendo il leader politico, il governo è politico». Sul cosiddetto 'lodo Melonì, invece, Lollobrigida non entra «nel merito»: «Attendiamo le decisioni di Mattarella» dopo «le consultazioni e la formazione del Parlamento». E proprio oggi viene ufficializzata la data della prima seduta per le Camere che è quella del 13 ottobre alle 10. Quel giorno verranno proclamati anche i parlamentari eletti e saranno scelti i nuovi Presidenti. Solo dopo potranno prendere il via le consultazioni al Quirinale. Alla vigilia della direzione del Pd, c'è attesa per la relazione di Enrico Letta, ma nel partito la tensione non accenna a diminuire. Con il responsabile sicurezza Enrico Borghi che vorrebbe escludere «ogni rischio di interregno» per evitare «incursioni» da parte di destra e sinistra. «Scioglierlo - incalza Stefano Bonaccini - sarebbe fare un regalo alle destre». Intanto, alle 15 Draghi riunisce la cabina di regia sul Pnrr con i ministri e i capigruppo di maggioranza, mentre FI attacca: «Surreale non essere invitati». La delegazione dei forzisti infatti era passata ad Azione di Calenda. Draghi rivendica le misure adottate per l'attuazione del Pnrr, esclude che ci siano ritardi, assicura che il prossimo governo continuerà «con la stessa efficacia» l'azione di quello uscente e non nasconde che la prossima sfida sarà il capitolo energia che dovrà essere inserito nel Piano. Un piano sul quale Meloni ha già messo le mani avanti nella riunione di partito dicendo che ci sono «ritardi evidenti che saranno difficili da recuperare e che verranno però attribuiti al nuovo governo, probabilmente anche da parte di chi li ha determinati...». Intanto Moody's avverte l'Italia: «Senza riforme è possibile il taglio del rating».

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