Meloni-Le Pen, segnali di convergenza al convegno di Vox? I «punti in comune» in vista delle Europee

Le due leader della destra italiana e francese intervengono alla convention di Madrid del partito guidato da Santiago Abascal

Il videomessaggio di Meloni a Vox
di Andrea Bulleri
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Domenica 19 Maggio 2024, 19:59

L'incontro sul palco di Madrid è soltanto virtuale. Ma tra Giorgia Meloni e Marine Le Pen, la timoniera dei conservatori italiani e la timoniera dell'ultradestra francese del Rassemblement National, l'avvicinamento non era mai apparso così reale. Entrambe le leader partecipano alla convention madrilena di Vox, il partito dei nazionalisti spagnoli di Santiago Abascal. Le Pen dal vivo, sul palco, mentre Meloni preferisce inviare un videomessaggio di una quindicina di minuti agli alleati spagnoli dell'Ecr, il gruppo dei conservatori al parlamento europeo. 

Ma al netto della distanza fisica tra le due, quella politica sembra ridursi.

Tanto che l'avversaria numero uno di Macron, che a Bruxelles siede con il gruppo di Identità e democrazia (lo stesso della Lega di Matteo Salvini), dall'ex plaza de toros di Madrid spende parole di elogio per la premier italiana. Con un deciso cambio di rotta rispetto al passato. 

«Punti in comune»

Con Meloni «ci sono punti in comune», assicura Le Pen. «Non è questione di persone ma di libertà, Meloni e Salvini hanno a cuore la libertà. Non c'è dubbio che ci siano delle convergenze per la libertà dei popoli che vivono in Europa». Poi la presidente del Rassemblement National applaude ascoltando l'intervento della premier, in particolare durante il passaggio in cui la leader di Fratelli d'Italia infiamma la platea invocando uno stop alle «maggioranze innaturali e controproducenti» che fin qui hanno governato l'Europa. Un'inversione a U rispetto a soli due mesi fa, quando dalla kermesse romana di Id organizzata da Salvini tuonò contro la comandante in capo di Palazzo Chigi: «Ci dica chiaramente se sostiene Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione, perché noi non lo faremo mai». 

Da allora però di acqua sotto i ponti ne è già passata. E la stessa Meloni è apparsa progressivamente smarcarsi dal sostegno all'attuale vertice della Commissione, la cui riconferma alla guida dell'esecutivo europeo appare sempre più in bilico. Le parole pronunciate dalla premier nel messaggio a Vox lo confermano: «La legislatura europea 2019-2024 è stata contrassegnata da priorità e strategie sbagliate», va all'attacco Meloni. «Vogliamo e possiamo costruire un'Unione Europea diversa e migliore di quella attuale», suona da Madrid il grido di battaglia. E «se i conservatori europei saranno uniti, un cambiamento in Europa è possibile. Siamo il motore del rinascimento del nostro continente». 

La convergenza

Almeno nei toni, insomma, l'avvicinamento c'è. E si spiega anche con il desiderio di Le Pen, che alle prossime Europee potrebbe portare a casa una trentina di seggi, risultando secondo i sondaggi il partito più votato in Francia, di incidere sulla politica Ue. Una condizione che restando nel gruppo di Id, senza costruire alleanze con i conservatori di Ecr, sembra esserle preclusa. E chissà che l'incrocio soltanto virtuale di Madrid non possa trasformarsi in qualcosa di più concreto tra qualche mese a Bruxelles. 

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