Meeting Cl, dopo Draghi è atteso Sergio Mattarella: Europa e giovani sullo sfondo

Meeting Cl, dopo Draghi è atteso Sergio Mattarella: Europa e giovani sullo sfondo
di Franca Giansoldati
4 Minuti di Lettura
Martedì 13 Luglio 2021, 14:26 - Ultimo aggiornamento: 14:29

Città del Vaticano – Dopo avere ospitato l'anno scorso Mario Draghi al Meeting di Cl di Rimini, stavolta la importante kermesse cultural-politica di fine agosto – che come sempre segna l'avvio  della ripresa politica dopo la pausa estiva - vedrà la presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Una presenza simbolica e carica di significati. Il filo conduttore tra la rassegna precedente che ha avuto ospite Draghi e questa (prevista dal 20 al 25 agosto) resta il ruolo delle nuove generazioni con l'Europa sullo sfondo. Il titolo è emblematico: "Il coraggio di dire 'io'", citazione tratta da un testo del filosofo danese Kierkegaard. 

Meeting di Cl, è atteso Sergio Matarella

Tavole rotonde, confronti, mostre, iniziative culturali serviranno a proiettare un momento di riflessione nazionale nello scenario della faticosa uscita dalla pandemia. Il presidente della Fondazione Meeting per l'amicizia fra i popoli, Bernhard Scholz ha spiegato al Messaggero perché è stato chiesto al Capo dello Stato di essere, di fatto, uno dei principali protagonisti. 

«Mattarella in questi mesi difficili - ha detto Scholz - ha saputo incoraggiare la responsabilità di ognuno per affrontare una crisi senza precedenti, e ci è sembrato importante nel momento in cui la società civile ha bisogno di rinascere per evitare una crisi della democrazia, e una sostanziale passività delle persone rispetto alle istituzioni. Si corre, infatti, il rischio che si possano indebolire i legami sociali per effetto dei social media che sostituiscono spesso i rapporti tra le persone anche perché in un mondo cosi complesso la gente rischia di sentirsi emarginati e in periferia».

Per Scholz è evidente che esiste «uno scollegamento della società civile e le istituzioni non sempre sembrano dare risposte soddisfacenti per colmare questo gap». 

Il discorso che si attende dal Capo dello Stato è prospettico ed importante anche per chi arriverà dopo di lui al Quirinale. «Il prossimo presidente della Repubblica dovrà proseguire nella linea di incoraggiamento alla società civile e fortificare i rapporti con l'Europa» ha aggiunto Scholz.

Stamattina il programma del Meeting è stato illustrato alla Ambasciata Italiana presso la Santa Sede, dall'ambasciatore Sebastiani, dalla ministra per l'università Maria Cristina Messa, da suor Alessandra Smerilli, Sotto-Segretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e Marco Sesana, Country Manager & Ceo Generali Italia. 

«In un futuro dove l'incertezza e l'imprevedibilita' saranno sempre piu' spesso nostre compagne di strada - ha dichiarato la ministra Messa - il ruolo dell'Universita' diventa ancora piu' fondamentale nell'accompagnare i giovani a imparare un metodo che consenta loro di rimanere solidi e trovare soluzioni anche in situazioni complesse come quella che stiamo ancora attraversando. Se l'Universita' deve accompagnare i giovani, noi abbiamo oggi il compito di migliorare il campo e le regole a disposizione: gli investimenti previsti dal Pnrr sono consistenti e dobbiamo usarli bene, ma per cambiare passo ancora piu' importante sara' concludere il prima possibile i percorsi di riforma che, insieme al Parlamento, abbiamo messo in moto"». 

Da qui il titolo del Meeting: Avere 'il coraggio di dire io'  che significa un'assunzione di responsabilita', un impegno creativo e una cura del dialogo anche in momenti difficili e drammatici. «Questo coraggio che rimane fedele al proprio desiderio di bene per se' e per tutti e' il vero antidoto all'individualismo e al collettivismo. Si tratta di riscoprire il legame originale fra l''io' e il 'noi'» ha aggiunto Scholz.

Negli incontri con accademici, segretari di partiti (arriveranno a Rimini tutti, nessuno escluso), economisti, imprenditori, sindacalisti si rifletterà anche del Recovery Fund, che non a caso si chiama piu' propriamente Next Generation EU. I giovani saranno sempre sullo sfondo. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA