Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, il retroscena: al governo insieme o fuori

Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, il retroscena: al governo insieme o fuori
di Barbara Acquaviti
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Giovedì 11 Febbraio 2021, 00:47 - Ultimo aggiornamento: 10:27

Il patto di Villa Grande viene sottoscritto a metà mattina, in un’ora e mezza circa di incontro. Il suggello è in una foto che ritrae per la prima volta il centrodestra tendenza Mario Draghi: Matteo Salvini e Silvio Berlusconi nel salottino stucchi e oro

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Il segretario della Lega va a trovare l’ex premier nella sua nuova residenza romana sull’Appia Antica, che è ancora un mezzo cantiere, ma già gode dei piaceri del buon vicinato. Il Cavaliere ha infatti avuto la sorpresa di un biglietto di benvenuto di Christian De Sica che abita proprio là accanto. «Dobbiamo incontrarci».


Ma in questa trasferta nella Capitale, accompagnato dalla giovane compagna Marta Fascina, Silvio Berlusconi soprattutto rivede faccia a faccia, per la prima volta dopo un anno, Matteo Salvini. L’immagine già di per sé è un messaggio. Rafforzato però dalla nota congiunta in cui si ribadisce «la ferma volontà di dare un contributo, con senso di responsabilità e senza porre alcun veto, per risollevare il Paese da una gravissima crisi sanitaria, economica e sociale». Il leader leghista incontrando i suoi parlamentari invita a non cedere alle provocazioni, Giancarlo Giorgetti ricorda che quella del Carroccio è una risposta alla chiamata di Sergio Mattarella.

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I paletti scardinati

Ma anche mostrare la solidità dell’asse con Silvio Berlusconi serve a far saltare i paletti che i (quasi) futuri soci di maggioranza hanno provato a mettere sulla strada della Lega verso il governo. «O dentro assieme o fuori assieme», il senso. Vale a dire: se ci saranno ministri politici, saranno sia di FI che della Lega. Se dovessero esserci veti anti lumbard anche i forzisti non entrerebbero in squadra. A sera la conventio ad escludendum sembra archiviata, il Movimento5stelle ha ottenuto il ministero per la transizione ecologica e anche nel Pd sembrano rassegnati. E’ d’altra parte anche l’ex premier ha tutta la convenienza a puntare sulla compattezza del legame con Salvini. Per pesare di più nelle trattative di governo e avere garanzie su ciò che più gli interessa: la giustizia e la tutela delle sue imprese. «Stiamo sull’appello del capo dello Stato, un governo di alto profilo, nessuno escluso, con convergenze sul programma», sintetizza Maurizio Lupi di Nci. Il leader leghista vorrebbe essere parte dell’esecutivo in prima persona, ma i boatos danno la presenza dei leader in calo mentre tornano a salire le quotazioni di Giancarlo Giorgetti.

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Le crepe

Se da una parte si cementa un rapporto, però, dall’altra le crepe sono sempre più visibili. Ed è nuovamente tensione con Giorgia Meloni. Galeotto è un video messaggio pubblicato sui social da Matteo Salvini. «Noi rinnoviamo, come Lega e come centrodestra, la disponibilità a dar vita al nuovo governo che metta al centro la salute degli italiani, il taglio delle tasse, il taglio della burocrazia, un ritorno alla vita». Quella scelta di parlare a nome della coalizione irrita la leader di Fdi che parla di «lapsus». «Salvini sa che il centrodestra non si racchiude in coloro che hanno scelto di tornare al governo con Pd e M5s. C’è anche un’altra opzione, che è quella di Fratelli d’Italia, di un’opposizione nell’interesse della nazione quindi collaborativa». 
Tra i sovranisti, tuttavia, c’è il dubbio che con quel passaggio il leader leghista abbia voluto prendersi una sorta di rivincita, mettendo in difficoltà Giorgia come lei aveva fatto il giorno prima parlando della sparizione della flat tax. «La maggioranza che sosterrà Mario Draghi – insite Meloni - è sinistramente la maggioranza che sosteneva Conte, è difficile ricostruire l’Italia con gli stessi che l’hanno distrutta».
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