MATTEO SALVINI

Salvini, dalla Sea Watch alla Diciotti: le grane giudiziarie dell'ex ministro dell'Interno

Giovedì 5 Settembre 2019
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Arrivano dalla questione immigrazione alcune delle grane giudiziarie per Matteo Salvini, ex vicepremier ed ex ministro dell'Interno. 

Sea Watch
Il leader della Lega è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma in relazione alla denuncia presentata a luglio scorso dalla comandante della Sea Watch 3, Carola Rackete. Gli atti della denuncia per diffamazione sono stati inviati per competenza territoriale dai pm di piazzale Clodio alla procura di Milano, città dove risiede il leader leghista. Nella querela, in cui tra l'altro si chiedeva il sequestro degli account social dell'ex ministro, erano riportati alcuni post di Salvini dopo le polemiche seguite allo sbarco dei migranti nel porto di Lampedusa e diversi commenti da parte di utenti contro Rackete.

Salvini indagato per diffamazione di Carola Rackete. «Per me è medaglia»

 


La reazione
«Denunciato da una comunista tedesca, traghettatrice di immigrati, che ha speronato una motovedetta della Finanza: per me è una medaglia! Io non mollo, mai». Il commento su Twitter di Matteo Salvini leader della Lega indagato per diffamazione.

 
 

Open Arms
C'è poi il caso della nave Open Arms in cui Salvini non risulta tuttavia coinvolto anche se è stato lo stesso "il capitano" ad anticipare l'arrivo di un'inchiesta a suo carico. L'indagine per sequestro di persona, nell'ambito del fascicolo aperto sul caso Open Arms, «rimane per ora contro ignoti». È quanto hanno specificato il 30 agosto all'Adnkronos fonti della procura di Agrigento che coordina l'indagine. In quei giorni, dopo il dissequestro della nave della ong spagnola, l'allora ministro Salvini aveva annunciato sui social: «Porti chiusi a scafisti e Ong, in arrivo un'altra indagine contro di me per sequestro di persona, per il caso Open Arms. Nessun problema, nessun dubbio, nessuna paura. Difendere i confini e la sicurezza dell'Italia per me è stato, è e sarà sempre un orgoglio», ha twittato. Ma per il momento l'inchiesta resta aperta contro ignoti. Nell'ordinanza di convalida di sequestro della nave ma con relativo dissequestro della imbarcazione, il gip Stefano Zammuto ha ribadito che nel caso della Open arms è ipotizzabile anche il reato concorrente di «sequestro di persona». L'obbligo di salvataggio delle vite in mare «costituisce un dovere degli Stati e prevale sulle norme e sugli accordi bilaterali finalizzati al contrasto dell'immigrazione irregolare. Le Convenzioni internazionali in materia cui l'Italia ha aderito costituiscono infatti un limite alla potestà legislativa dello Stato ai sensi degli articoli 10, 11 e 117 della Costituzione e non possono pertanto costituire oggetto di deroga da parte di valutazioni discrezionali dell'Autorità politica», ha scritto il magistrato agrigentino. 

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Il gip ha inoltre specificato nella ordinanza che, per quanto riguarda la mancata assegnazione di un porto sicuro, «sussiste pertanto il fumus» dell'omissione di atti d'ufficio. «Questo perché i pubblici ufficiali competenti (in corso di individuazione da parte del pm) hanno dato luogo, a fronte di una situazione di fatto connotata da eccezionale urgenza di intervento (con pericolo imminente per l'incolumità e la salute dei migranti trasportati, molti dei quali gettatisi disperatamente in mare per raggiungere le coste di Lampedusa) ad una condotta omissiva consistita nella mancata assegnazione del Pos». Gli oltre cento naufraghi che si trovavano sulla nave spagnola Open Arms, come ha scritto il gip, sono stati costretti a una «illecita e consapevole privazione della libertà personale», «costretti a bordo per un apprezzabile lasso di tempo contro la loro volontà». Nel provvedimento il magistrato ha accolto la richiesta del Procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio e dell'aggiunto Salvatore Vella e, ricordando l'ispezione compiuta da Patronaggio con due medici a bordo della nave spagnola, sottolinea che in quel momento «erano presenti a bordo ancora un centinaio di naufraghi con gravi rischi per la loro incolumità e per la loro salute fisica e psichica». 

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«In quel momento - dice il gip nel provvedimento - sussisteva l'urgenza di provvedere, giustificativa della indifferibile adozione del sequestro da parte del pubblico ministero, avuto riguardo alle condizioni fisiche e psicologiche delle persone a bordo emerse in esito all'ispezione del 20 agosto e compiutamente descritte dai consulenti tecnici nelle loro anticipazioni». E ha ribadito che «sono stati rispettati i termini sanciti dal'articolo 321, terzo comma bis e terzo comma ter, c.p.p.». Per il gip «sussiste il fumus del reato di sequestro di persona da parte dei pubblici ufficiali in corso di identificazione sulla base del fatto che il Tar aveva sospeso il divieto di ingresso in acque territoriali e i migranti sono, quindi, stati trattenuti indebitamente dal 14 agosto». «È stato omesso il preciso obbligo di individuare un porto sicuro spettante all'Italia in quanto primo porto di approdo in base al trattato di Dublino», sottolinea il gip Zammuto. Il gip ha, dunque, convalidato il sequestro preventivo disposto in via di urgenza dal pm ma ha rigettato la richiesta di emissione di decreto di sequestro preventivo avanzata dal pubblico ministero e, per l'effetto, ordina il dissequestro e l'immediata restituzione della imbarcazione Open arms all'avente diritto«, cioè alla ong spagnola. Però, al momento, l'inchiesta resta contro ignoti.

Diciotti
Risale invece all'estate scorsa il caso della nave Diciotti: anche in questa occasione il reato ipotizzato è quello di sequestro di persona. Ma poi la Giunta per le Autorizzazioni del Senato votò per il No al processo contro il ministro per l'Interno Salvini richiesto dal Tribunale dei Ministri di Catania sul caso ad altissima rensione dei 177 migranti bloccati sulla nave Diciotti e ai quali per giorni nell'agosto 2018 venne stato vietato lo sbarco. Una decisione, quella della Giunta, annunciata dopo l'esito del voto online sulla piattaforma Rousseau del Movimento 5 stelle, quella criticata in questi giorni dall'ormai ex ministro, che con il 59% votò a favore del no al processo. Sedici i voti contrari in giunta contri i 6 favorevoli. 

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SPAGNA
E c'è anche una possibile appendice giudiziaria estera per Salvini, legata alla questione Open Arms. La Procura del tribunale spagnolo dell'Audiencia Nacional sta studiando una denuncia presentata da un avvocato contro di lui per aver negato i porti per 19 giorni alla nave di Open Arms con i migranti a bordo, come riportato da fonti della procura. La denuncia «sarà esaminata in modo tempestivo», hanno sottolineato le fonti a El Pais. Autore della denuncia è l'avvocato Fernando Pamos de la Hoz che il 17 agosto, nel bel mezzo della crisi di Open Arms, ha presentato l'accusa all'Ufficio del procuratore generale, che a sua volta l'ha portata all'attenzione della Procura dell'Audiencia Nacional il 21 del mese. Nella sua denuncia, l'avvocato ha chiesto al procuratore di agire «per preservare l'integrità fisica e psicologica dell'equipaggio e di coloro che sono stati salvati da morte certa, e che secondo le ultime notizie stanno soffrendo l'indicibile a causa delle azioni, improprie di un essere umano, del ministro italiano». Secondo l'avvocato, Salvini è responsabile della «compromissione della salute e dell'integrità» di tutti gli immigrati a bordo della nave spagnola Open Arms, e quindi deve essere indagato dalla procura del tribunale spagnolo.

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