Khashoggi, Renzi: «Arabia Saudita? È giusto avere rapporti. Contro di me ci sono attacchi strumentali»

Khashoggi, Renzi: «Arabia Saudita? È giusto avere rapporti»
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Sabato 27 Febbraio 2021, 20:04 - Ultimo aggiornamento: 21:11

La risposta Matteo Renzi alle polemiche sui suoi rapporti con l'Arabia Saudita è un contrattacco. Nel mirino del leader di Italia Viva c'è la «grande alleanza progressista Leu/Cinque Stelle/Pd», che «strumentalizza una tragedia come quella dell'uccisione del giornalista saudita Khashoggi».

Per Renzi lo schema è chiaro: «Si utilizza la vicenda saudita per coprire le difficoltà interne italiane e per giustificare un'alleanza dove - come spesso è accaduto a una certa sinistra - si sta insieme contro l'avversario e non per un'idea». Le richieste di chiarimenti degli ex «alleati» del Conte Bis, e tuttora «alleati» nel governo Draghi, sono piovute con più insistenza dopo la diffusione del rapporto americano sul coinvolgimento del principe ereditario dell'Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, nell'omicidio del giornalista dissidente Jamal Khashoggi. Da più parti a Renzi è stato chiesto di spiegare i suoi rapporti con l'erede al trono saudita, il perché della partecipazione all'evento «Neo-Renaissance» di Riyad, quando il senatore fiorentino individuò nell'Arabia Saudita la possibile culla di un «neo-rinascimento».

Ma non è tanto su quell'incontro che è stato chiesto a Renzi di fare chiarezza, quanto sulla natura dei suoi rapporti - da ex premier, ex segretario del Pd e attuale leader di un partito al governo - con l'Arabia saudita. «Matteo Renzi in quanto senatore - ha riassunto la vicepresidente della Camera dei deputati Maria Edera Spadoni - non può più perdere altro tempo e deve chiarire la natura dei suoi rapporti col principe saudita Mohammed bin Salman e quello con la fondazione Future investment iniziative di cui sarebbe membro del board e dalla quale riceverebbe, stando a notizie di stampa, un compenso di circa 80 Mila dollari».

Nella sua enews, Renzi ha risposto che intrattenere rapporti con l'Arabia Saudita «non solo è giusto, ma è anche necessario» perché quel Paese «è un baluardo contro l'estremismo islamico ed è uno dei principali alleati dell'Occidente da decenni. Anche in queste ore - segnate dalla dura polemica sulla vicenda Khashoggi - il Presidente Biden ha riaffermato la necessità di questa amicizia in una telefonata al Re Salman».

Per Renzi tutto è alla luce del sole. Nella enews ripropone la domanda: Svolgi attività stile conferenze o partecipazione ad advisory board o attività culturali o incarichi di docente presso università fuori dall'Italia? «Sì - risponde - Svolgo attività previste dalla legge ricevendo un compenso sul quale pago le tasse in Italia. La mia dichiarazione dei redditi è pubblica. Tutto è perfettamente legale e legittimo». Un ragionamento che, secondo l'ex premier, vale anche per i suoi ruoli politici: «Il Pd sotto la mia gestione e Italia Viva dalla sua nascita non hanno mai ricevuto denari da governi stranieri o strutture ad essi collegati. Mi auguro che possano dirlo tutti gli altri partiti, a cominciare da chi in passato ha stretto rapporti strategici con il Venezuela».

Insomma, per Renzi la polemica ha radici tutte italiane: «Sono, del resto, felice perché in queste settimane, dopo la fine dell'esperienza del Governo Conte (l'ex premier, peraltro, ha ripreso a insegnare proprio a Firenze, auguri sinceri di buon lavoro), i Cinque Stelle, il PD e persino LEU sono dilaniati da polemiche interne. Litigano su tutto, a cominciare dai posti al governo. Sono davvero felice di essere uno dei rari motivi di unità: si ricompattano solo per sparare a zero su di me».

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La questione vaccini

«La notizia sconvolgente di questi giorni è che molte dosi di AstraZeneca non sono state utilizzate», scrive Renzi. «È giusto criticare l'Europa perché avrebbe dovuto approvvigionarsi meglio. Ma è anche vero che - secondo i dati ufficiosi riportati in queste ore dai media - del milione di dosi di AstraZeneca arrivate in Italia solo 100.000 sono state utilizzate. Una su dieci. Dobbiamo accelerare a tutti i costi perché per uscire dalla pandemia non c'è altra strada rispetto a quella della vaccinazione di massa. Vi ricordate perché sei mesi fa parlavamo di organizzarsi per tempo sui vaccini?», aggiunge Renzi.

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