Genitori Renzi, i sospetti di Matteo: «I grillini sapevano»

Mercoledì 20 Febbraio 2019 di Alberto Gentili

Come spesso accade, la notizia è nell'ultima pagina. Anzi, nel post scriptum. In coda a una lunga e.news, nel day-after dei genitori finiti agli arresti domiciliari, Matteo Renzi scrive: «Inutile dire che la vicenda ha totalmente oscurato tutto ciò che è accaduto ieri nel mondo della politica. Un capolavoro mediatico, tanto di cappello». Insomma, l'ex premier ed ex segretario del Pd è convinto che ci sia una regia. Che i 5Stelle abbiano in qualche modo tramato per far coincidere l'arresto dei genitori con le ore in cui il Movimento abiurava al suo Dna votando no all'autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini.

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Renzi non lo dice in chiaro, si limita a quel post scriptum. Perché non intende fare la vittima. Perché non vuole neppure gridare al complotto. Sa che molti correrebbero a dire che le stesse cose le ha sempre dette Silvio Berlusconi e non gli piace essere considerato un replicante del Cavaliere. «Io aspetto le sentenze, il tempo sarà galantuomo».

A dare voce ai sospetti, che finiranno anche in un'interrogazione parlamentare, è chi gli è restato fedele nel Pd. Ecco Ettore Rosato: «Stupisce che parlamentari 5Stelle durante la giornata di ieri annunciavano una bomba su Renzi, un malizioso potrebbe pensare che si attendeva questa notizia per nascondere la mutazione genetica del Movimento». Ed ecco Michele Anzaldi: «E' per questo hanno deciso di rinviare la chiusura della votazione su Rousseau? Per questo la notizia del voto salva-Salvini è stata ritardata dopo le 21.30?». E c'è anche chi, a taccuini chiusi, fa il nome di Bonafede: «E' giustizia ad orologeria, sanno usare il potere, il Guardasigilli non è così naif come sembra...».

L'eco delle accuse raggiunge il diretto interessato. E Bonafede mette a verbale: «Rigetto assolutamente l'idea che ci sia un sistema giudiziario che si muove a orologeria. Dire una cosa del genere è irresponsabile». Segue stilettata: «Capire i ragionamenti dei renziani è difficile, vivono una dinamica a parte».
Le parole del Guardasigilli non frenano (naturalmente) la rivolta. «Dopo il caso Scarfato-Consip ora i domiciliari a due anziani incensurati. Non sono cose normali», dice Stefano Ceccanti. «Le misure cautelari», aggiunge Debora Serracchiani che nella vita fa avvocato, «si dovrebbero applicare solo se sussistono esigenze cautelari, nel caso dei genitori di Renzi ho molti dubbi». E scrive Piero Fassino nella chat dei parlamentari dem: «Nessuna ragione investigativa giustifica quel che è accaduto. Si fa strame dello Stato di diritto, non si può restare inerti».
 

«UNO SHOW MEDIATICO»
Sono cose che pensa anche Renzi che ritiene gli arresti del padre e della madre uno show mediatico, «una cosa abnorme». Ma per evitare scivoloni, l'ex premier cancella la conferenza stampa fissata per il pomeriggio. E riversa i suoi pensieri nella e.news, dopo che al mattino diceva ai suoi: «Oggi faccio il figlio, devo occuparmi delle medicine per mio babbo e capire se gli si può portare da mangiare». Salvo scoprire che i giudici di Firenze non hanno vietato ai genitori di ricevere nella propria casa. E non è la sola incongruenza. Chi tra i renziani ha letto le carte con le accuse del Gip, rimane sconcertato perché «sono stati decisi i domiciliari per un reato che non prevede il carcere». Si parla di rischio di reiterazione «dopo ben 5 mesi». E i genitori «sono indicati amministratori di fatto, senza averne le prove».
Ma Renzi fa sapere che «non grida ai complotti». Chiede al più presto la sentenza, perché «le sentenze non si pronunciano nelle piazze populiste». Ed è convinto che prima o poi ciò che sta accadendo si rivelerà un boomerang per gli accusatori. Ora però non vuole fare «falli di reazione», non intende accusare i giudici. E, da Firenze dov'è restato tutto il giorno, predica «calma, lucidità e pazienza». Raccontando il suo «dolore», perché «se non avessi fatto politica oggi i miei genitori non subirebbero tutto questo. Non avrei mai pensato di farli soffrire così, per colpa del mio impegno civile. Mi piacerebbe dire: prendetevela con me, non con la mia famiglia». Segue promessa: «Non mollo di un solo centimetro». E fissa per venerdì a Torino e Genova la presentazione del suo libro Un'altra strada, cancellata all'ultimo istante lunedì a causa delle pessime notizie arrivate dalla procura di Firenze.
 

Ultimo aggiornamento: 10:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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