Mattarella e il secondo mandato: «Torno alla Sapienza a poche settimane dalla conclusione del mio ruolo»

Il discorso del Presidente della Repubblica alla cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico dell'Università La Sapienza

Mattarella: «Con il sì degli italiani ai vaccini, referendum sulla scienza vinto 9 a 1»
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Lunedì 22 Novembre 2021, 12:44 - Ultimo aggiornamento: 20:29

Sergio Mattarella ribadisce che nelle prossime settimane terminerà il suo mandato presidenziale. Un rapido accenno che però rafforza altre precedenti uscite nelle quali spiegava perchè a suo avviso un settennato rapresentasse un tempo più che sufficiente. Contemporaneamente loda la campagna vaccinale, definendola come il solo strumento in grado di contenere l'espandersi di questa quarta ondata del Covid. Partecipando alla cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico della Sapienza, sottolinea il valore insostituibile della scienza e della ricerca. E ricorda, con una punta di orgoglio, come gli italiani si siano vaccinati in massa, un comportamento che, sottolinea, «ha messo l'Italia all'avanguardia nella considerazione della comunità internazionale».

Mattarella, il ruolo della conoscenza scientifica

Tuttavia, a fronte dei rischi ancora presenti, rilancia il suo appello alla responsabilità che, insiste, deve accompagnare non solo i cittadini ma anche tutte le istituzioni. il Presidente della Repubblica, batte su un punto a lui sempre molto caro: il ruolo insostituibile che ha la conoscenza scientifica nella lotta contro la pandemia, nel corso di un intervento per nulla formale, a braccio, arricchito da qualche cenno autobiografico. Infatti, proprio qui, nel primo Ateneo romano, nel lontano 1964 si laureò in Giurisprudenza, con il massimo dei voti e la lode, discutendo una tesi su «La funzione dell'indirizzo politico». Prima di ricordare i suoi docenti, pronuncia un inciso una frase significativa sulle sue intenzioni future: «A poche settimane dalla conclusione del mio ruolo, delle mie funzioni di Presidente della Repubblica, torno qui nell'Università dove ho studiato». C'è tempo anche per una riflessione intima sul rapporto tra tempo e potere - o meglio su come «non farsene catturare» - che ben si collega alla sua convinzione che sarebbe meglio riformare l'istituto del semestreo bianco ed introdurre la non rieleggibilità al Quirinale: «vi sono per fortuna nelle istituzioni, diversi strumenti» che aiutano il distacco.

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Per esempio «l'articolazione delle funzioni fra organismi diversi, la temporaneità degli incarichi, e infine un ingrediente che è un antidoto efficace: una buona dose di autorionia che consente di mantenere quel distacco che rende sempre autentico e non alterato il rapporto con la responsabilità». Aprendo il suo saluto rende omaggio a chi è intervenuto prima di lui, la rettrice Antonella Polimeni e il premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi. «Voglio sottolineare - esordisce tra gli applausi - l'orgoglio del nostro Paese per avere la prima donna rettrice dell'ateneo più grande d'Europa. E il lustro che il premio Nobel ha portato al nostro Paese». Quindi l'appello alla responsabilità, consapevole che la battaglia contro il virus non è finita. «Davanti a noi ci sono sfide nuove e ignote ma anche prevedibili. E ci deve sempre accompagnare il valore della responsabilità delle istituzioni e di tutti i cittadini». Non cita i no vax ma è chiaro che l'obiettivo del Presidente è aiutare a ricucire il rapporto, spesso entrato in crisi, tra sapere, scienza, e fiducia dei cittadini.

 

Al riguardo pare auspicare la ricostruzione di un dialogo: 'La spiegazione e l'accettazione dei propri limiti sono valori fondamentali non solo per gli scienziati ma anche per le istituzionì. Detto questo, Mattarella esprime solo elogi per la stragrande maggioranza degli italiani che si sono vaccinati. «Le vaccinazioni non sono state solo lo strumento che ci ha difeso, salvato letteralmente, e che ci sta consentendo di contenere questa violenta quarta ondata che ha messo in difficoltà Paesi tradizionalmente ben organizzati, ma sono state anche una sorta di referendum sulla scienza. Sino a ieri sera s'è vaccinato l'86% dei cittadini sopra i 12 anni. Se aggiungiamo chi non può farlo e i guariti siamo al 90%. Questo referendum è stato quindi vinto 9 a 1 a favore della scienza». Infine, un'altra nota di ottimismo, in vista dell'implementazione del Pnrr: «Il Piano include la cultura tra le sei grandi missioni assegnate al nostro Paese prevedendo quasi 6 miliardi di euro: possiamo sperare con fiducia nella consapevolezza del valore della scienza anche nella vita istituzionale»

 

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