MATTARELLA

Mattarella in Qatar, appello per la Libia:
«Preoccupato, serve più saggezza»

Martedì 21 Gennaio 2020
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Il presidente Sergio Mattarella
In Libia, e nell'intera area che va dalla Siria all'Iran, la situazione è «preoccupante» ed ora bisogna frenare ulteriori ingerenze militari esterne dimostrando «un supplemento di saggezza». Sergio Mattarella non nasconde i suoi timori dopo un incontro con l'emiro del Qatar Tamim bin Hamad al-Thani con il quale ha trovato un'ampia sintonia sul dossier libico.

Entrambi i Paesi sostengono il governo di Tripoli guidato da al Sarraj e il presidente nella sua visita nell'emirato ha potuto fare il punto con uno dei protagonisti dell'area. «Sosteniamo la legittimità del governo di al Sarraj ma dialoghiamo con tutti», ha infatti confermato Mattarella dopo i colloqui di Doha seguendo dal Golfo gli sviluppi sul terreno che non sono positivi, soprattutto per l'Italia.

Infatti la decisione dell'altro contendente, il generale Haftar, di bloccare l'esportazione del greggio libico tocca particolarmente gli impianti dell'Eni, scatenando immediatamente una nuova polemica politica per il governo di Giuseppe Conte. La Lega non si fa sfuggire l'occasione e parte all'attacco accusando il premier di «dilettantismo». «Mostri la schiena dritta» contro la Francia che, dicono in sostanza, sta boicottando la dichiarazione congiunta di Stati Uniti, Italia e Germania contro il blocco petrolifero avviato da Haftar. Serve quindi «un supplemento di saggezza», ha ripetuto dal Qatar il presidente osservando come la tensione sia ben lungi d'allentarsi.

Mentre gli affari tra Italia e Qatar vanno a gonfie vele, come dimostra la presenza oggi a Doha di praticamente tutti gli amministratori delegati delle più grandi aziende italiane, le operazioni sul terreno e le divisioni europee testimoniano di quanta cautela serva per maneggiare la materia libica. Per questo il capo dello Stato premette a Tamim bin Hamad al-Thani che l'Italia «appoggia l'azione dell'Onu e del suo alto rappresentante per la Libia Salamè e che è grata alle Nazioni Unite e alla Germania per l'organizzazione della Conferenza di Berlino».

Proprio dai timidi passi avanti fatti a Berlino bisogna ripartire, ha sottolineato Mattarella. Ma, dopo aver confermato all'emiro che l'Italia «crede nel multilateralismo», il presidente si è detto certo che ora bisogna spegnere «i focolai prima che contagino l'intera area». Perchè «non è possibile che in Libia si prenda il potere con le armi». «Va quindi assolutamente rispettato il cessate il fuoco e va evitata la presenza militare di altri Paesi. Pensare di poter risolvere la crisi con le armi è un'idea grossolana», ha osservato. «È questo l'unico modo per restituire al popolo libico stabilità e una convivenza civile». Intanto il business tra Italia e Qatar non si ferma. Anzi, corre come mai prima.

Tanto da spingere l'emiro del Qatar ad allargare la colazione di lavoro con Mattarella a molti ad italiani che lavorano nel Paese del Golfo e che stanno chiudendo ulteriori contatti. Tra queste società c'erano, tra gli altri, Leonardo, Fincantieri, Eni, Saipem, Salini e Cassa depositi e prestiti. Inevitabile visto che, secondo dati Istat, nei primi nove mesi del 2019 l'interscambio Italia-Qatar ha raggiunto 2 miliardi di Euro in crescita del 9% rispetto allo stesso periodo del 2018. E nello stesso periodo le esportazioni italiane verso l'Emirato del Qatar sono aumentate del 36% toccando un miliardo di euro.
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