Misure anti-Covid, il ministro Giovannini: «Sui mezzi pubblici i controllori verificheranno anche utilizzo della mascherina»

Misure anti-Covid, «controllori verificheranno anche utilizzo della mascherina»: lo conferma il ministro Giovannini
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Martedì 24 Agosto 2021, 19:52 - Ultimo aggiornamento: 23:52

Mascherina e biglietto saranno sotto l'occhio vigile dei controllori dei mezzi pubblici, che tornano a bordo in vista della ripartenza di settembre. Lo ha confermato il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile Enrico Giovannini. La capienza dei mezzi sarà all'80% e dovrà essere garantito il distanziamento interpersonale. Questi i nuovi compiti dei controllori secondo le linee guida sul trasporto inviate dal ministero al Cts e alle Regioni. Ciascun ente regionale italiano dovrà comunque costuire il proprio piano per il trasporto pubblico locale dei cittadini.

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Il tema dei controlli

Quello del controllo è un tema «cruciale», ha detto il ministro Giovannini, che incontrerà giovedì mattina i presidenti delle Regioni proprio sui piani di Tpl in vista della ripresa delle attività e delle scuole a settembre. «Ci incontreremo giovedì con i presidenti delle regioni. Il Governo ha messo in campo risorse senza precedenti», ha sottolineato il ministro, spiegando che «per il secondo semestre dell'anno ci sono oltre 600 milioni di euro per i servizi aggiuntivi che le regioni devono mettere in campo sulla base dei tavoli prefettizi cioè i luoghi dove provincia per provincia viene fatta la pianificazione e 800 milioni per compensare i maggiori costi» e le perdite legati alla pandemia da Covid.

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La posizione dei sindacati

Sulle linee guida sono intervenuti i sindacati, chiedendo di essere coinvolti nella messa a punto dei piani di Tpl. «Siano oggetto di confronto con le parti sociali e sia estesa la partecipazione ai tavoli prefettizi anche al sindacato», sottolineano Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, avvertendo quindi che il ritorno del controllo sui mezzi pubblici, con nuovi compiti, «porrà problemi di gestione non facili se non ci si confronta su come e con quale personale verrà svolta tale attività». E «nessuno pensi che il controllo sui bus ricada sugli autisti», affermano le tre sigle sindacali, sollecitando uno stanziamento di «risorse aggiuntive» per reperire nuovo personale.

Anche per l'Unione sindacale di base «i controlli non spettano ai lavoratori». Tra le raccomandazioni contenute nelle linee guida c'è quella di «differenziare» l'orario di lavoro, le aperture di uffici e negozi, delle scuole e dei servizi pubblici, con ampie finestre di inizio e fine di attività, per prevenire i rischi di aggregazione. Per le scuole poi «risulta fondamentale l'attività dei tavoli prefettizi», per raccordare gli orari delle attività didattiche con quelli del trasporto pubblico locale.

«Necessario aumentare il numero di corse»

Viene quindi «fortemente auspicato», nelle linee guida, l'aumento delle corse, soprattutto durante le ore di punta. Le misure «di sistema» sugli orari di lavoro e di scuola «vanno modulate in relazione alle esigenze del territorio e al bacino di utenza di riferimento, avendo come riferimento quantitativo la necessità di ridurre in modo consistente i picchi di utilizzo del trasporto pubblico collettivo presenti nel periodo antecedente l'emergenza sanitaria» ed «è raccomandata, quando possibile, l'incentivazione della mobilità sostenibile».

Sulle metropolitane, sugli autobus e su tutti i mezzi di trasporto pubblico regionale e locale devono essere poi «installati appositi dispenser» per igienizzare le mani, viene anche sottolineato nelle linee guida. Nelle stazioni della metropolitana è necessario, tra l'altro, prevedere l'utilizzo dei sistemi di videosorveglianza e telecamere intelligenti per monitorare i flussi ed evitare assembramenti.

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