Libertà di scelta sui vaccini, l’Italia bianca si blinda, Draghi: «Farò l’eterologa»

Draghi: «Domani chiederò a Cs su stop mascherine. AstraZeneca? Chi vuole può fare la seconda dose»
di Francesco Malfetano
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Venerdì 18 Giugno 2021, 19:45 - Ultimo aggiornamento: 19 Giugno, 10:35

«L’eterologa funziona, io sono prenotato martedì». E ancora: «Ogni persona è libera di fare la seconda dose di AstraZeneca purché abbia il parere del medico». Così ieri il premier Mario Draghi, in una conferenza stampa convocata in serata al rientro dalla Spagna, ha provato «a dare un contributo per chiarire una certa confusione sui vaccini». Il capo del governo, evidentemente punto nel vivo dalle polemiche sul caos comunicativo degli ultimi giorni, ha deciso di intervenire in prima persona, con accanto il ministro della Salute, Roberto Speranza, e il commissario per l’Emergenza Francesco, Paolo Figliuolo.

Vaccino, Mario Draghi: «Farò l'eterologa»


L’ESEMPIO
La prima dose con AstraZeneca «ha dato risposta bassa e mi si consiglia di fare l’eterologa - ha spiegato il premier che, 73enne, avrebbe dovuto fare anche il richiamo con il farmaco anglo-svedese - Quindi funziona per me e ancor più vero funziona per chi ha meno di 70 anni e meno di 60 anni». 


Con Draghi sono 990mila i cittadini con meno di sessant’anni che ora, seguendo le raccomandazioni di Aifa e Cts, devono fare il richiamo con un vaccino mRna. Per loro, dice il commissario Figliuolo, sono già disponibili tutte «le dosi per il mese di giugno». Per questo, ha aggiunto, «non ci sarà alcun rallentamento della campagna vaccinale: ci terremo sulle 500 mila somministrazioni al giorno». Il tutto, ovviamente, sperando che una parte di questi 900mila italiani non opti per bypassare il richiamo («la cosa peggiore è non fare la seconda dose») perché intimorita dalle differenti posizioni maturate nel tempo su AstraZeneca e dai dubbi sul mix di vaccini. Situazione questa, che peraltro ha già iniziato a verificarsi con diversi hub andati deserti nelle scorse giornate. Ed è proprio per questo che, oltre a difendere il richiamo eterologo, Draghi ha chiarito che chi ha ricevuto la prima dose con il vaccino di Oxford, potrà scegliere di rifarlo in seconda battuta ma firmando un consenso informato.

Appunto: «Se uno ha meno di 60 anni e gli è stato proposto di fare l’eterologa ma non vuole - ha aggiunto Draghi - questa persona è libera di fare la seconda dose di AstraZeneca purché abbia il parere del medico e il consenso informato». Sulla stessa linea anche Speranza. «Il Cts oggi si è riunito per una raccomandazione molto forte per la vaccinazione eterologa sotto i 60 anni - ha detto il ministro - ma resta aperta la possibilità di utilizzare AstraZeneca per chi lo richiede sotto consenso medico». 


OVER60
Altro punto critico toccato da Draghi è il proseguimento della campagna vaccinale, una partita ancora aperta. «Bisogna cercare tutti coloro che non si sono ancora vaccinati, i cinquantenni, questa è la sfida che abbiamo noi da vincere, non vaccinare i 12 o 13enni - ha aggiunto il premier - Non so quanti siano ma questi sono quelli che si ammalano, in maniera grave e devono essere vaccinati». Una presa di posizione che segue, l’allarme lanciato ieri dal commissario Figliuolo alla Regioni. In mattinata, in visita all’ospedale Spallanzani di Roma, il generale ha pungolato i governatori invitandoli a mantenere nel mirino la popolazione con un’età più elevata, perché più esposta a potenziali rischi se dovesse contrarre il virus.


«Ho appena firmato una lettera per dire alle Regioni di continuare a cercare in maniera attiva gli over 60 - ha specificato Figliuolo - ad oggi ne mancano circa 2,8 milioni all’appello». Una nutrita schiera di renitenti con cui, in tutta evidenza, qualcosa non sta funzionando. Non solo perché “vittime” appunto del caos sul vaccino AstraZeneca (un dato per tutti, in Liguria lo rifiuta il 90% degli ultrasessantenni) che a loro è ora destinato, ma soprattutto perché evidentemente poco rassicurati. Il punto quindi, è che quasi tre milioni di persone vanno cercate, trovate e in certi casi convinte a ricevere il vaccino contro il Covid. Ed è per questo che nella lettera inviata alle Regioni, Figliuolo ha chiesto di provvedere a prenotare gli over60 e «comunicare alla struttura commissariale entro il 15 luglio prossimo il numero di soggetti impossibilitati ad aderire alla campagna per motivi sanitari e il numero di soggetti che hanno manifestato la volontà di non aderire alla campagna, suddiviso per classi di età». In altre parole, la richiesta è di spingere più persone possibile a prenotare in modo da avere uno screening abbastanza realistico della popolazione renitente.


In realtà, questo è stato letto quasi come un falso problema dal premier. «Nonostante tutta questa confusione sui vaccini, è straordinario come la popolazione non mostri l’intenzione di diminuire la vaccinazione o di non vaccinarsi, è uno dei comportamenti più ammirevoli, ricordiamocelo» ha aggiunto al termine del suo intervento, «ringraziando gli italiani».


Infine, Draghi ha destinato un passaggio all’eventuale proroga dello stato d’emergenza. «È vero che non mi sono mai espresso - ha spiegato - ma se avessi avuto intenzione di esprimermi, mi sarebbe passata la voglia dopo aver letto l’articolo del professor Cassese ieri, che richiama tutti quelli che si vogliono esprimere prima, al fatto che non si può decidere lo stato di emergenza con un mese e mezzo di anticipo. Un’emergenza è un’emergenza».
Francesco Malfetano

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