Manovra, dal 2019 stop al bonus bebè. Ma il ministro promette: ​«Pronto emendamento»

Domenica 11 Novembre 2018
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La Manovra cancella il bonus bebè dal 2019, ma il ministro promette: «Pronto emendamento»

Stop al bonus bebè. Il sostegno alla nascita dei figli, 960 euro erogati mensilmente in base all'Isee, senza proroga o rinnovo per i nati da gennaio in poi non ci sarà più, perché la legge di Bilancio per il 2019 non contiene interventi su questo punto e la misura era stata rinnovata per il solo 2018. La norma, introdotta con la manovra per il 2015 inizialmente prevedeva un bonus per i primi 3 anni di vita dei bebè, nati tra il primo gennaio 2015 e il 31 gennaio 2017. Con l'ultima manovra era stato rinnovato per i soli nati del 2018 e per il primo anno di vita.

«Sul cosiddetto bonus bebè è in predisposizione un emendamento governativo - promette  il Ministro per la Famiglia e le Disabilità Lorenzo Fontana -. Il precedente governo l'aveva prevista come misura a termine, destinata a cessare alla fine di quest'anno. La misura ha richiesto una più attenta verifica sulla sua operatività ed efficacia, all'esito della quale si è deciso di presentare, sin dalla Camera, un emendamento governativo che miri a tenere conto, e a superare, talune inefficienze che erano emerse nella precedente versione»

Il bonus bebè valeva anche per i figli adottati, in quel caso considerando il periodo di ingresso nella nuova famiglia, per italiani e stranieri con permesso di soggiorno. Anche la residenza in Italia era un pre-requisito, insieme all'indicatore Isee che non doveva superare i 25mila euro. L'assegno veniva raddoppiato per le famiglie con Isee sotto i 7.000 euro. La norma, introdotta con la prima legge di Bilancio del governo Renzi, fortemente voluta dall'allora ministro della Salute Beatrice Lorenzin, valeva per i nati del triennio 2015-2017 e lo scorso anno, dopo settimane di battaglia parlamentare per trovare le risorse, era stato prorogato ai nati del 2018.

L'assegno era rimasto sempre a 960 euro l'anno (80 euro al mese) ma era stato ridotto l'arco temporale al solo primo anno di vita del bambino. La misura, così come i 5 giorni di congedo obbligatorio (e pagato al 100%) per i papà alla nascita dei figli, per proseguire il prossimo anno avrebbe bisogno di un intervento normativo che, la momento, non compare nella manovra all'esame della commissione Bilancio della Camera. Possibile che questi capitoli compaiano tra gli emendamenti che i deputati hanno tempo di presentare fino a giovedì 15 novembre.

Una proposta di proroga per i prossimi tre anni è contenuta nella proposta di legge sulle semplificazioni fiscali del Movimento 5 Stelle, in discussione in commissione Finanze della Camera. Nel testo si chiede il rinnovo del bonus fino a tutti i nati del 2021 rimodulando l'assegno in più fasce, sempre legato all'Isee (1.560 euro l'anno con Isee tra 7 e 13mila euro e 1.200 euro annui tra 13mila e 19mila euro). Per questo bonus rinnovato si prevedono risorse per 377 milioni l'anno.

Ultimo aggiornamento: 12 Novembre, 11:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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