Manovra, braccio di ferro M5S-Renzi: e sul cuneo il Mef non arretra

Manovra, braccio di ferro M5S-Renzi: e sul cuneo il Mef non arretra
di Marco Conti
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Martedì 5 Novembre 2019, 00:23

ROMA «Migliorabile». Ormai nel governo lo sostengono tutti. Forse troppi per poter pensare che ogni ministro e sottosegretario possa concretamente pensare di correggere la legge di Bilancio inserendoci un emendamento che permetta al proprio ministero di avere qualche risorsa in più. Anche perchè da ieri in subbuglio è anche il settore giochi. 

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LE IMPRESE
L’iter di quella che una volta veniva chiamata “finanziaria”, è iniziato con l’arrivo del corposo testo a palazzo Madama. Ieri anche il ministro dell’Istruzione Fioramonti ha avanzato richieste, ma per ora i nodi principali restano l’aumento delle tasse sulle plastiche monouso e il nodo della auto aziendali. Su tutti e due i fronti è al lavoro il ministero dell’Economia anche se ieri Giuseppe Conte ha fatto sapere di voler incontrare a breve le imprese che realizzano imballaggi in plastica.
Sulla plastica la linea sulla quale si sta lavorando è quella di una rimodulazione dell’imposta senza però compromettere eccessivamente il gettito stimato sul miliardo di euro. Le risorse stanziate per l’industria 4.0 potrebbero venire in soccorso del governo e degli imprenditori che intendono cambiare il profilo produttivo utilizzando plastica di riciclo. Visto che nel nostro Paese si raccolgono, e vengono riutilizzate, 750 mila tonnellate di plastica per il 60% del materiale che viene messo sul mercato, il governo stima che ci siano possibilità di miglioramento aumentando il numero delle aziende che già lavora con la filiera del riciclo. Sul tema sono forti le pressioni di Italia Viva e le preoccupazioni di Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia Romagna, regione che vanta un importante rete di imprese che si occupano di imballaggi. Senza contare che a fine gennaio la Regione andrà alle urne per rinnovare presidente e consiglio. Favorevole all’aumento della tassazione per il “mono uso”, è invece il leader del M5S Luigi Di Maio che però ha ben presente i rischi che corre il governo da una sconfitta in Emilia Romagna.
Anche sul fronte delle auto aziendali c’è da attendersi novità già dal primo passaggio al Senato della manovra. Oltre al trattamento di favore per le auto elettriche o ibride, si pensa di far valere l’aumento della tassazione sulle auto nuove, ma di allungare i tempi in modo da permettere un adeguamento “ecologico” e calibrare la tassa anche in base al reddito. Poiché la maggior parte delle risorse sono state assorbite dall’abolizione delle clausole che avrebbero fatto aumentare l’iva per 23 miliardi, i margini per possibili correzioni sono molto esigui. Difficoltà che il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri non intende superare facendo slittare l’entrata in vigore del cuneo fiscale, come invece vorrebbe Italia Viva. 

L’ANTIEURO
Ciò che preme al presidente del Consiglio è dimostrare, misure alla mano, che quella in discussione in Parlamento non è un manovra di tasse, anzi, ne ha evitata una “monstre” come l’aumento dell’iva. Dopo giorni di polemiche la maggioranza è costretta a recuperare coesione in vita del passaggio parlamentare che si annuncia tutt’altro che facile visti i numeri al Senato e la forte opposizione che la Lega promette alla Camera dove la Commissione di Bilancio è guidata da Claudio Borghi.

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