Manovra, allarme Regioni sui conti in rosso: senza fondi le spese Covid

Manovra, allarme Regioni sui conti in rosso: senza fondi le spese Covid
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Domenica 7 Novembre 2021, 17:39 - Ultimo aggiornamento: 9 Novembre, 09:47

Il Covid rischia di mandare in rosso i conti delle Regioni: è l'allarme che lanciano i governatori dopo che il governo con il pacchetto manovra-decreto fiscale non ha risolto il nodo delle spese sostenute anche quest'anno per la gestione della pandemia, che creerebbero un buco nei bilanci superiore ai 2 miliardi e farebbero tornare, con la chiusura in deficit, lo spauracchio dei commissariamenti. È proprio la sanità, insieme a Reddito di cittadinanza e Superbonus, uno dei capitoli che tiene ancora in stand by la legge di Bilancio, approvata una decina di giorni fa dal governo e non ancora arrivata in Parlamento.

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Il Senato è pronto ad avviare la sessione di bilancio in settimana, «ove trasmesso dal Governo in tempo utile il disegno di legge di bilancio», è l'indicazione ufficiale sul sito di Palazzo Madama e tra i senatori circola la data di mercoledì 10 novembre - a due settimane dal varo - anche se c'è chi non esclude che si possa andare anche a giovedì o venerdì. I tempi per completare l'intero iter si farebbero sempre più stretti tanto che già alla Camera i deputati iniziano a dare per scontato che sulla manovra non avranno margini di intervento.

Il governo «è già fuori tempo massimo», accusa dall'opposizione Giorgia Meloni: «Va bene l'autorevolezza di Draghi - dice la leader di Fdi - ma non è che possiamo decidere che, in una repubblica parlamentare, il Parlamento non serve più a niente». Magari ci sarà qualche chance in più per un esame completo con il decreto fiscale, che invece potrebbe entrare nel vivo in Senato già nei prossimi giorni: la scadenza per presentare gli emendamenti in commissione a Palazzo Madama è fissata per giovedì ma per le modifiche al decreto, al momento, non ci sono risorse. Difficile che si possa ad esempio spostare ancora o diluire il pagamento delle rate arretrate di rottamazione ter e saldo e stralcio, anche se il tema è sul tavolo e ci sono pressioni, soprattutto del centrodestra, per evitare «l'ingorgo» del 30 novembre, anche perché osserva Anna Maria Bernini non può finire la «tregua fiscale» mentre «siamo ancora in stato di emergenza».

Se si troveranno nuove coperture prima in ogni caso andrà risolta la grana delle Regioni: il buco che si rischia di creare è nell'anno in corso, quindi sarebbe troppo tardivo un intervento in legge di Bilancio (che entra in vigore il primo gennaio 2022). Il tema peraltro era già stato segnalato a settembre dalla commissione Salute della Conferenza delle Regioni, che aveva quantificato in «oltre 2,2 miliardi» la differenza tra le risorse a disposizione nel 2020 e quelle del 2021, mentre i costi per arginare la pandemia non sono diminuiti, nonostante la campagna vaccinale abbia rallentato la corsa del virus.

«Finora le interlocuzioni con il governo non hanno dato gli esiti sperati», lamenta il governatore dell'Abruzzo Marco Marsilio che calcola il rosso addirittura a «4 miliardi», che manderebbero a gambe all'aria diverse Regioni. E chiudere un bilancio in deficit - è il timore di molti governatori - apre la strada al commissariamento, con conseguente blocco delle assunzioni. «Una soluzione si troverà», dicono da più parti nella maggioranza e nel governo ma attualmente il nodo resta ancora da sciogliere. Così come ancora non avrebbe una stesura definitiva la riscrittura del Reddito di cittadinanza, che Matteo Salvini annuncia già di voler cambiare in Parlamento per dare più fondi al taglio delle bollette e al bonus per i genitori separati in difficoltà con l'assegno di mantenimento per il Covid (misura peraltro che deve ancora partire). Mentre Opzione donna dovrebbe essere prorogata con gli attuali requisiti (58 anni di età nel privato, 59 per le autonome), continua il pressing per rivedere, o meglio cancellare, il tetto Isee per il Superbonus per le villette. Al momento la norma sembrerebbe mantenere il limite dei 25mila euro di Isee. Che di sicuro verranno presi di mira con gli emendamenti in Parlamento. Quando arriverà la manovra.

 
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