GOVERNO

Manovra vicina a 32 miliardi: aumentano i fondi per il taglio del cuneo

Lunedì 14 Ottobre 2019 di Luca Cifoni

Aumentare la dote finanziaria destinata al taglio del cuneo fiscale. È uno dei dossier più caldi affrontati nella girandola di riunioni tecniche e politiche di ieri sera, in vista del Consiglio dei ministri che dovrebbe approvare il Documento programmatico di Bilancio (il testo da inviare alla Ue che contiene l'ossatura della manovra vera e propria). Per il taglio delle tasse sul lavoro si vorrebbe arrivare quanto meno a 3 miliardi, dai 2,5-2,7 fin qui previsti, in modo da mettere a punto un intervento un po' più significativo. Un problema non facile da risolvere, visto che al di là dei nodi politici balla ancora una parte delle coperture complessive. Nonostante questo però, l'importo complessivo della manovra pare destinato a lievitare rispetto ai circa 29 miliardi desumibili dalla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Nadef). Si andrebbe oltre i 30, forse fin verso i 32, in modo da fronteggiare anche le varie richieste che continuano ad arrivare dai partiti.

Manovra, tutte le misure della legge di bilancio da 30 miliardi: dal cuneo al carcere per gli evasori
 

Al ministero dell'Economia il lavoro di ricerca di maggiori entrate (e minori uscite) è proseguito per tutto il pomeriggio di ieri, in vista del vertice e di maggioranza al quale comunque alcune delle soluzioni trovate sono state sottoposte, non senza difficoltà.
Tra le ulteriori risorse che sono emerse c'è un contributo aggiuntivo di circa 400 milioni proveniente dal mondo dei giochi, oltre a un ritocco delle accise sul fumo. E qualche centinaio di milioni è stato trovato anche con una versione un po' più alleggerita del prelievo a carico delle Sim, che è comunque fortemente osteggiato dal Movimento Cinque Stelle. L'imposta riguarda comunque i telefoni cellulari aziendali e non quelli usati dai consumatori privati.
Un altro capitolo estremamente delicato è quello relativo all'evasione fiscale. Non solo per il nodo tutto politico dell'eventuale abbassamento delle soglie di punibilità dei reati fiscali, con conseguente più facile applicazione di pene detentive: anche alcune delle misure inserite nel decreto legge ad hoc, dalla stretta sui rimborsi del 730 (a quanto pare già saltata) alla possibile confisca dei beni sono potenzialmente a rischio, avendo un impatto tutto da verificare.
Il possibile ampliamento dell'importo della manovra potrebbe dare una mano a risolvere un'altra questione aperta, quella delle misure per la famiglia e del possibile assegno unico. L'idea è prevedere un fondo ad hoc (circa 2 miliardi) che oltre finanziare misure come la gratuità degli asili nido rappresenterebbe una sorta di ponte verso il 2021, anno nel quale l'assegno unico potrà essere concretizzato.
 

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