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Elezioni comunali e M5S: destra, centro o astensione. Ecco dov'è andato il voto grillino secondo le analisi dei flussi

Molti a casa non convinti dalle proposte di "campo largo"

Elezioni comunali e M5S: destra, centro o astensione. Ecco dov'è andato il voto grillino secondo le analisi dei flussi
di Andrea Bulleri
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 15 Giugno 2022, 12:13 - Ultimo aggiornamento: 15:41

Un'emorragia di consensi. Verso la destra, il centro oppure l'astensione. Sembrano lontani i tempi in cui il Movimento 5 stelle correva per vincere: le ultime amministrative fotografano una realtà diversa. Con l'elettorato grillino che, stando alle analisi dei flussi elettorali, si è spostato in cerca di una nuova casa. Anche là dove meno sembrava possibile. 

Il presidente pentastellato Giuseppe Conte ha provato a dare una spiegazione: si è trattato di un voto per le comunali, ha affermato nella conferenza stampa del "day after", una partita da sempre «tabù» per il M5s. Eppure stupisce ugualmente che, secondo uno studio di Swg, a Palermo e Parma chi fino a qualche anno fa propendeva per gli artefici del reddito di cittadinanza domenica scorsa abbia premiato chi, quello stesso strumento, chiede di cambiarlo radicalmente.

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Il terzo polo di Carlo Calenda, in particolare, verso cui nel capoluogo siciliano sarebbero confluiti quasi un elettore su quattro del M5s alle politiche del 2018. Lo stesso, ma in misura un minore, è successo nella città emiliana, dove il 16 per cento di chi quattro anni fa aveva barrato il simbolo del Movimento si è orientato - sempre secondo l'analisi Swg - sul candidato appoggiato da Azione, Dario Costi. 

E gli altri? In molti, suggeriscono le analisi dei flussi, sarebbero semplicemente rimasti a casa. Forse perché non convinti dalle proposte di "campo largo" avanzate dall'alleanza (presente in 18 capoluoghi su 26) tra Pd e M5s. Ma un'altra fetta consistente si sarebbe orientata sui nomi del centrodestra. Testimoniando uno spostamento dell'elettorato già M5s con cui il centrosinistra non potrà non fare i conti. 

A Monza, secondo l'Istituto Cattaneo, un elettore Cinque stelle su tre alle politiche è andato sul candidato di centrodestra, l'uscente Dario Allevi. Soltanto uno su cento, osserva l'Istituto, si è orientato sul rivale di centrosinistra, Paolo Pilotto, mentre quasi uno su due si è rifugiato nell'astensione. Lo stesso è accaduto a Genova, con quasi il 30 per cento dei sostenitori pentastellati passati dalla parte del candidato moderato Marco Bucci e soltanto il 12 da quella del nome di "campo largo" Ariel Dello Strologo. 

Uno scivolamento a destra che è difficile confinare nella logica delle dinamiche locali. Al contrario: tra gli osservatori c'è chi mette in luce come la contrarietà al governo Draghi di una buona parte dei sostenitori del M5s abbia indotto il popolo grillino a premiare chi da quell'esecutivo è rimasto fuori (leggi: i Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni). Probabile anche che un peso lo abbiano avuto le scelte sulla guerra in Ucraina, con il presidente pentastellato Giuseppe Conte da mesi diviso tra il richiamo atlantista e la tentazione di dire basta all'invio di nuove armi contro la Russia. Una linea condivisa con la Lega di Matteo Salvini, che non a caso esce ridimensionata dalle urne di domenica a tutto vantaggio di FdI, apparso meno incerto sul sostegno all'Ucraina nonostante la scelta di opposizione al governo Draghi. 

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