M5S, voto su Rousseau al via domani: ecco il quesito. Conte: «Se fossi iscritto voterei sì a Draghi»

M5S, ipotesi voto su Rousseau già stasera. Conte: «Se fossi iscritto voterei sì a Draghi»
di Stefania Piras
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Il voto su Rousseau sul governo Mario Draghi si terrà domani dalle 10 alle 18. Lo ha annunciato il capo politico M5S Vito Crimi. La votazione inizialmente prevista per oggi è slittata per le tensioni all'interno dei pentastellati e dopo il messaggio di Grillo che ieri ha chiesto alla base di avere pazienza e aspettare di ascoltare Draghi. Poi, una telefonata tra l'ex presidente della Bce e l'ex comico ha sbloccato lo stallo. Beppe Grillo per tenere la base compatta ieri sera ha puntato sull'istituzione di un super ministero alla Transizione ecologica e oggi M5S su questo punto ha incassato il sì di Draghi. A ricoprire l'incarico potrebbe essere l'ex presidente Istat Enrico Giovannini«Abbiamo ribadito che il M5S non sarà disponibile in alcun modo a sostenere l'attivazione del Mes», si legge inoltre nella comunicazione agli iscritti con la quale viene annunciata le votazione su Rousseau.

Il quesito su Rousseau

«Sei d'accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico: che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?». Questo il quesito su cui si esprimeranno domani gli iscritti del M5S su Rousseau, pubblicato sul Blog delle Stelle. 

Conte: votare sì al governo Draghi

Conte presidente del M5S? «Io non ambisco a incarichi personali e formali, l'importante è avere una traiettoria politica da offrire agli elettori», dice il premier uscente Giuseppe Conte intercettato dai cronisti nei pressi di Palazzo Chigi. «Se fossi iscritto a Rousseau  - aggiunge - voterei si perché ci sono tali urgenze che comunque è bene che ci sia un governo».

A quanto apprende l'Adnkronos, una telefonata tra Draghi e Grillo, avrebbe sbloccato l'impasse legato al voto della base pentastellata. La telefonata ci sarebbe stata in tarda mattinata, attorno all'ora di pranzo, da qui la decisione di accelerare con il voto dei militanti, che dovrebbe partire al più tardi domattina. E seppure Draghi ha scelto di non dichiarare, la conferma della presenza di un ministero della Transizione ecologica nel governo arriva dall'incontro tra il premier incaricato e le associazioni ambientaliste. L'ufficialità se la intesta la presidente del Wwf, Donatella Bianchi: il dicastero «ci sarà» e le sue «competenze saranno concentrate». Sono le parole che in qualche modo consentOno a Grillo di dire che ha incassato una vittoria per il Movimento, consentendo di dare al Recovery plan un respiro ambientalista. Ora la parola spetta alla Rete, e non è escluso -riferiscono fonti grilline- che il fondatore del M5S torni a far sentire la sua voce con un nuovo video da pubblicare prima del voto.

Grillo: «Draghi? Mi aspettavo banchiere di Dio, invece è un grillino»

«Il Presidente Draghi ha sostenuto l'importanza del Reddito di Cittadinanza, dichiarando la volontà di rafforzare ulteriormente questo strumento», ha ribadito inoltre il capo politico M5s Vito Crimi sul blog delle Stelle. Crimi aggiunge che «si è trovata una comune visione sul ruolo dell'intervento pubblico in economia, necessario per sostenere la crisi di molti settori produttivi, sopraggiunta a causa della pandemia».

Di Maio: voto sì per difendere risultati M5S

«Io voterò convintamente sì», dice Luigi Di Maio in una diretta fb. «Non esiste una maggioranza senza di noi. Semplicemente disimpegnarci dal governo vuol dire non dare una maggioranza e un governo a questo Paese», ha spiegato. «Dobbiamo partecipare» al governo «per difendere quello che abbiamo ottenuto e spendere bene quello che abbiamo conquistato», aggiunge riferendosi tra le altre cose al Recovery Fund. «Io voto sì» anche perché «Draghi ha garantito non si tocca il reddito di cittadinanza e non si è citato il Mes». «Ci sono tanti dubbi» sulla nascita del nuovo governo guidato da Mario Draghi, «ma io mi fido di voi e di noi, di quello che abbiamo fatto in 5 anni. Mi fido di Beppe (Grillo), lui vede lunghissimo e lo ringrazio perché ha dato al Paese un ministero della transizione ecologica».

M5S, le tensioni

Le acque all'interno del Movimento 5 stelle sono sempre più agitate e il rischio scissione è concreto. Lo slittamento del voto su Rousseau è stato fortemente caldeggiato dal garante M5S dopo un'altra assemblea infuocata notturna su Zoom. È stata convocata dai parlamentari ribelli che non vogliono votare la fiducia a Draghi. C'erano: Barbara Lezzi, Bianca Laura Granato, Rosa Silvana Abate, Raphael Raduzzi, Pino Cabras, Andrea Colletti,  Leda Volpi, Mattia Crucioli, Jessica Costanzo, Alvise Maniero, Paolo Giuliodori ed Elio Lannutti. Hanno partecipato in tutto una media di 890 fra portavoce e attivisti. Barbara Lezzi durante l'assemblea ha detto: «Sto pensando al bene del Paese ma anche al bene del Movimento 5 stelle. Se noi dovessimo entrare in questo governo perderemmo credibilità e serietà. Putroppo conquisteremmo solo una pessima reputazione. Quando abbiamo fatto il governo con la Lega avevamo messo dei punti precisi, poi abbiamo fatto il governo con il Pd per non consegnare il Paese a Salvini. Ma ci sono stati degli errori nell'attribuzione dei ministeri: il Ministero dell'Economia doveva andare alla forza che ha il 33% non il 18%. Ora si tratta di fare un governo con chi ci ha traditi: Renzi e Salvini. E poi dovremmo metterci al tavolo con Berlusconi: sarebbe devastante». Lezzi propone un'astensione: «Tanto anche se noi ci sfilassimo questo governo non cadrà mai, allora se noi restassimo fuori potremmo conservare la libertà di vedere tutti i provvedimenti che arrivano in Parlamento. Quindi, è chiaro che se il governo sapesse che c'è un terzo dei parlamentari pronto a votargli contro ai provvedimenti che vanno contro i cittadini, sono sicura che sarebbe un governo molto più attento».

Il senatore Crucioli ha definito “imbarazzante” l’intervento serale di Grillo in streaming. «Dobbiamo fare qualcosa. Siamo ad un bivio. Teniamoci in contatto», ha detto

Il senatore genovese è quello che ha commentato così la sospensione del voto online: è il requiem della democrazia diretta.

La sera prima c'era stata un'altra assemblea, sempre su Zoom con circa 500 partecipanti tra cui anche parlamentari dell'ala governista (c'erano Gianluca Perilli, Manuel Tuzi, Frcancesca Flati, Massimo Baroni, Francesco Silvestri, Elio Lannutti), che ha anche prodotto un documento che ha raccolto 200 sottoscrizioni tra cui quella di Bianca Granato. È un mesaggio-petizione dal titolo eloquente "Draghi non in mio nome" (sui social gira già come hashtag #draghinotinmyname) ai «portavoce parlamentari, questa lettera è espressione della riunione tenutasi l’8 febbraio 2021, partecipata da centinaia tra attivisti e portavoce di tutta Italia. Non vuole rappresentare una contrapposizione o una spaccatura, ma contribuire positivamente al futuro del Paese», si legge nella lettera che Il Messaggero ha potuto consultare. «Vogliamo esprimere con forza la nostra contrarietà ad un governo con Mario Draghi. Non abbiamo nulla contro la persona, ma è ciò che rappresenta che ci preoccupa», si legge in un passaggio. «Noi siamo la vostra forza, la vostra coscienza, siamo quelli di cui non sapete neanche il nome e cognome, ma che hanno lottato e lottano ogni giorno perché voi abbiate il privilegio di stare in Parlamento e nei luoghi del potere per portare la nostra voce», si legge in un altro passaggio.

Le riunioni sono destinate a moltiplicarsi poiché i parlamentari sono letteralmente sommersi da attivisti, consiglieri a vario livello che remano contro la fiducia al nuovo governo. Lo dimostra anche l'ondata di commenti negativi arrivati sul blog sotto la notizia della sospensione del voto. «State temporeggiando al fine di far virare ulteriormente l'opinione degli iscritti verso Draghi, ma molti di noi sanno già cosa votare», avverte Diana. «Crimi, non hai sospeso il voto ma la democrazia diretta. Basta rinvii, dovete darci la possibilità di sostenere il Movimento con un forte No a Draghi», incalza Beppe. «Ma non lo avete ancora capito che spaccate il movimento se andate al governo con chi vi ha già fregato una volta (prima Salvini ed ora Renzi) e in aggiunta Forza Italia, ma dare l'appoggio esterno cosa è un reato?», protesta Pino. «Potete rinviare quanto volete, tanto lo sapete che votiamo tutti no», chiude Lucy. Ma, nel corso della mattinata, spuntano - sebbene in minoranza - anche i militanti d'accordo con la mossa di Grillo. «Tutti sempre a lamentarsi senza considerare che adesso siamo una forza di governo e non avendo la maggioranza non possiamo fare tutto ciò che vorremmo! Ma la nostra identità la nostra onestá è sempre presente quindi non dividiamoci ma uniamoci», osserva Damiano. «Grazie Beppe, nel frattempo riflettiamo», è il parere di Pietro. «Davvero volete che Draghi faccia un governo in maggioranza di centrodestra? Ma siete normali?», è la spinta nel governo di un altro militante.

 Ora il quadro politico si complica. Se Lega e Fi infatti sono decise a sostenere comunque il futuro esecutivo, tentennamenti del M5s o addirittura ripensamenti complicherebbero i piani di Pd e Leu. Non a caso stamattina il vicesegretario del Pd Andrea Orlando ha ribadito l'importanza di una maggioranza omogenea, tradotto: possibilmente solo giallorossa Lega free come ha chiesto a Draghi anche Grillo. «Se una maggioranza ha grande contraddizioni al suo interno governarla è difficile e già lo era molto quella che abbiamo alle spalle. Un suo allargamento», in particolare con l'ingresso della Lega, «senza un asse politico preciso, rischia di rendere ancora più complicata la navigazione e questo mi pare mero buon senso». «Credo -ha aggiunto- che sia molto importante insistere sull'individuazione dei punti sui quali convergono le forze politiche. Se la maggioranza è molto larga bisognerà individuare meno punti circoscritti rispetto ai quali concentrarsi, perchè è chiaro che forze politiche che partono da grandi distanze tra loro possono trovare un punto di incontro solo su alcune determinate emergenze».

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Mercoledì 10 Febbraio 2021, 10:32 - Ultimo aggiornamento: 11 Febbraio, 00:30
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