GOVERNO

Governo con i grillini, nei dem tanti sì a Prodi: Zingaretti resta cauto

Lunedì 19 Agosto 2019 di Mario Ajello
Governo con i grillini, nei dem tanti sì a Prodi: Zingaretti resta cauto
Tutti felici, anche se Zingaretti resta molto prudente, al Nazareno per il Lodo Prodi. Cioè la proposta lanciata dalle colonne del Messaggero di un governo imperniato sul Pd e sui 5 stelle ma di alto profilo, di legislatura e che abbia la forza - il «governo Ursula o Orsola» - e il respiro di quello che si sta delineando in Europa. Prodi convince i dem, Zingaretti resta prudente ma «Prodi è Prodi, la sua è una proposta è all'altezza del personaggio e un governo o è ambizioso e di larghi orizzonti o non può essere» e i maggiorenti del partito e diversi padri nobili dem si sono precipitati a telefonare al Professore per dirgli: «Bravo Romano».

IL SOTTOFONDO
E c'è un sottofondo anti-renziano, ferocemente anti-Matteo, nei complimenti alla proposta di Prodi: «Elimina quella di Renzi. E' la dimostrazione della differenza tra quelli che parlano di grandi scenari e di forti impegni, non facili da costruire e da mantenere, per il Paese e chi invece opportunisticamente lancia ideuzze tattiche per rientrare in gioco». Evviva Romano, abbasso Matteo, questo il mood nel Nazareno. E la prudenza di Zingaretti sul governone deriva anche dal timore che Renzi una volta inseritosi nel gioco lo faccia fallire quando e se gli converrà. E comunque: «Aspettiamo di vedere gli orientamenti del Colle», resta la linea zingarettiana.

I RAPPORTI
Ciò che a Zingaretti - i cui rapporti con Prodi sono «ottimi», confermano sia da Bologna sia dal Nazareno e Prodi apprezza gli sforzi unitari di Nicola e il suo essere un passista e un mediano come lui - è piaciuto di più della proposta dell'ex premier è il riconoscimento che insieme alla forza dell'ambizione il progetto che benedice e che illustra contiene molte complicazioni, e non sarà facile perseguirlo.

I PASSAGGI
«Due congressi e un conclave», come scrive il Professore sul Messaggero, non sono cose semplici da fare nella politica attuale. E nemmeno è a portata di mano l'idea di far somigliare l'Italia alla Germania in cui socialdemocratici e Cdu fanno accordi di governo rigorosissimi e dettagliati fino all'ultima virgola, e questo è il modello proposto da Prodi. Il quale dice che occorre spiegare non solo gli orientamenti politici del possibile accordone «ma anche le priorità delle decisioni e i numeri degli impegni finanziari necessari per metterle in atto. Un accordo competo, rigoroso e analitico».

E c'è tutto Prodi in questa natura inclusiva del governo che ha in mente. E che, si fa notare al Nazareno, ci metterebbe di nuovo in comunicazione vera con il sindacato, con la Chiesa e con le forze sociali che hanno patito, così come tutto il resto d'Italia, questo anno quasi e mezzo di prepotenza e incapacità giallo-verde». Dice uno zingarettiano doc, Walter Verini: «Se al Quirinale, sotto la regia di Mattarella, si aprissero possibilità non di accordi di basso profilo ma di dialoghi di alto respiro al di là delle formule in quel caso l'orizzonte europeista credo debba essere la base di qualsiasi confronto».

E intanto se Renzi ormai è tornato in campo a tutto servizio - ieri: «Io non so alla fine se Salvini si dimetterà per colpa dei renziani, come dice lui. Ma se accadesse, lo riterrei un grande onore» - il solo che si smarca dalla linea di Prodi è Carlo Calenda. E lo fa così: «Dopo che anche Gentiloni si è defilato, oramai la maggioranza del partito a favore del governo con i 5 stelle è prossima all'unanimità. Le ragioni della mia contrarietà le ho esposte. Continuare la battaglia non ha più senso. Attenderò gli eventi».
Il Lodo Prodi comunque è stato lanciato, e la direzione dem di mercoledì - che si annuncia unitaria - avrà in questo testo un'indicazione di metodo che Zingaretti derfinisce «preziosa».
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