Parnasi di nuovo a giudizio: «Soldi ai partiti e autoriciclaggio». A processo anche il tesoriere della Lega e un senatore di Italia Viva

Parnasi a giudizio: «Soldi ai partiti e autoriciclaggio». A processo anche il tesoriere della Lega e un senatore di Italia Viva
di Michela Allegri
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Mercoledì 24 Novembre 2021, 18:21 - Ultimo aggiornamento: 25 Novembre, 14:31

La strategia d’impresa che prevedeva di pagare i partiti di tutti gli schieramenti, per avere appoggi in politica, in alcuni casi si sarebbe trasformata in un vero e proprio finanziamento illecito. E non solo. Nuovo rinvio a giudizio per l’imprenditore Luca Parnasi, già a processo insieme ai suoi collaboratori e a diversi politici capitolini con accuse che vanno, a seconda delle posizioni, dall’associazione a delinquere alla corruzione. A giudizio anche il tesoriere della Lega, Giulio Centemero, e il senatore di Italia Viva, Francesco Bonifazi. I due sono accusati, tra l’altro, per il finanziamento illecito ricevuto, appunto, da Parnasi.

Il giudice ha fissato il processo per il prossimo 21 dicembre. Sul banco degli imputati ci sono anche altre 12 persone, compresi alcuni collaboratori di Parnasi e l’ex presidente dell’assemblea capitolina Marcello De Vito. Le pm Giulia Guccione e Luigia Spinelli contestano il pagamento di 150mila euro alla fondazione Eyu, vicina al Pd - Bonifazi era tesoriere del partito all’epoca dei fatti - e i 250mila euro dati all’associazione Più Voci, presieduta, all’epoca, da Centemero. Al tesoriere della Lega, al commercialista Andrea Manzoni, attuale revisore legale del gruppo Lega-Salvini al Senato e a Parnasi, la Procura contesta anche l’autoriciclaggio per i soldi trasferiti a Radio Padania. Per Bonifazi, invece, c’è anche l’accusa di emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Nel corso dell’udienza del 16 novembre scorso, il senatore di Iv aveva respinto gli addebiti: «Nessuno dei 150mila euro versati da Parnasi è finito al Pd. Ci vedemmo ad una cena e parlammo. Lui voleva finanziare con 250mila euro il partito per le elezioni del 2018, ma io gli dissi c’era il limite fissato di 100mila euro». Bonifazi ha poi spiegato di avere detto a Parnasi della Fondazione Eyu, di cui all’epoca era presidente del consiglio di indirizzo, precisando «che si trattava di un ente autonomo che nulla c’entrava con il Pd e che si finanziava attraverso liberalità, o fornendo servizi. Quando incontravo imprenditori anche di centrodestra presentavo la fondazione», ha aggiunto. Nel procedimento si sono costituiti parti civili, fra gli altri, Campidoglio e Regione Lazio. I fatti sarebbero avvenuti tra il 2015 e il 2016.

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