Lobby nera, il caso Fidanza-Lavarini si allarga alla Lega. E parte l'inchiesta della Procura

Lobby nera, il caso Fidanza-Lavarini si allarga alla Lega. E parte l'inchiesta della Procura
di Mario Ajello
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Venerdì 8 Ottobre 2021, 17:14 - Ultimo aggiornamento: 17:18

La saga continua, quella del caso Fidanza che coinvolge ormai non solo Fratelli d’Italia ma anche la Lega. E paradossalmente è proprio questa vicenda dolorosa per entrambi quella che finisce per costituire l’unico punto di unione, in mezzo tra a tanti contrasti su tutto, tra i due partiti del centrodestra. La seconda della video-inchiesta di Fanpage mandata in onda ieri sera allarga il caso al Carroccio ma non è questa l’unica novità di questa storia.

C’è di nuovo il fatto che la procura di Milano ha disposto l’acquisizione, attraverso la Guardia di Finanza, dell’intero girato con cui è stata realizzata la seconda puntata di Fanpage sulla cosiddetta “lobby nera” e che riguarda, in particolare, una presunta “alleanza” tra il gruppo di Roberto Jonghi Lavarini, il “barone nero”, Lealtà Azione e esponenti della Lega. E anche la vicenda di una valigia per presunti finanziamenti illeciti, consegnata dopo un colloquio tra il cronista infiltrato e Jonghi Lavarini, ma nella quale Fanpage aveva messo in realtà libri di questo argomento: l’Olocausto e la Costituzione italiana.

Intanto sta proseguendo l’attività istruttoria, con l’ascolto di testimoni, nell’inchiesta dei pm Basilone e Polizzi che vede al momento indagati per finanziamento illecito e riciclaggio il “barone nero” e l’eurodeputato di FdI, Carlo Fidanza, in relazione a presunti versamenti sospetti per la campagna elettorale per le amministrative, dopo le parole pronunciate nel primo video dai protagonisti, filmati a loro insaputa. Verifiche, però, sono in corso anche su profili di apologia del fascismo e ora gli inquirenti si concentreranno anche su ciò che è stato mostrato nella seconda puntata e visioneranno l’intero girato.

E comunque croci celtiche, battute sul «camerata» e sul caffè «nero e amaro come il fascismo repubblicano», saluti fascisti: c’è questo e altro nella seconda puntata trasmessa da La7. Ma il focus è sui legami del gruppo di Jonghi Lavarini con Mario Borghezio, storico esponente e europarlamentare della Lega, il quale starebbe portando avanti la strategia di formare una corrente di estrema destra nel Carroccio. Sarebbe proprio Borghezio - che secondo Fanpage viene da Oiron, il gruppo diretto dall’ex terrorista nero Maurizio Murelli - ad aver fatto entrare nella Lega l’uomo del Metropol, Gianluca Savoini. 

Video

La video inchiesta finisce così per terremotare ancora di più il centrodestra. Anche se i suoi contenuti continuano a convincere affatto Giorgia Meloni, la quale si difende ancora definendo una specie di «trappola» l’intero giurato. Nel servizio andato in onda stasera si parla anche dei sostegni «elettorali» ai candidati della Lega: l’europarlamentare Angelo Ciocca sarebbe stato rieletto proprio grazie ai voti dei sostenitori di Lavarini. Ma voti arriverebbero anche da un movimento borderline chiamato Lealtà azione, costola italiana della galassia Hammerskin, una formazione suprematista che promuove ideali neonazisti nota per aver compiuto violenze a sfondo razziale. 

Del movimento farebbero parte Massimiliano Bastoni, consigliere regionale della Lega, l’eurodeputata Silvia Sardone, appena eletta al consiglio comunale col record di preferenze, e Stefano Pavesi, uno dei leader del movimento estremista, rieletto con la Lega come consigliere di zona. Il movimento servirebbe alla Lega per raccogliere i voti dei militanti di estrema destra. E in cambio quelli di Lealtà e azione verrebbero assunti come aiutanti e portaborse dei politici leghisti. Ma, per non dare nell’occhio, «visto che già siamo fascisti», come dice Pavesi, che lavora per Sardone, avrebbero diverse coperture: come una onlus per la distribuzione dei pacchi alimentari, che in piena campagna elettorale ha distribuito i pacchi del Banco alimentare (finanziato da fondi pubblici) con tanto di «santino elettorale» spillato sulla busta.

Con Salvini indebolito, che va verso Giorgia Meloni, l’area estremista avrebbe più chance, secondo Borghezio che nel video parla di una «terza Lega», con un riferimento che sembra all’estrema destra: anzi, per la precisione, alla Terza posizione, movimento neofascista. «È tutta una invenzione di Fanpage - si difende Borghezio - e io ho parlato di terza Lega, ma non c’entra nulla con l’estrema destra, per me la terza Lega è la base, i militanti, a loro mi riferivo». 

In ogni caso la bufera è in corso e chissà come continuerà.

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