Legittima difesa, Mattarella firma ma richiama le Camere. Salvini esulta: «È legge»

Venerdì 26 Aprile 2019
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Legittima difesa è legge, Mattarella: non attenua ruolo Stato

I costituzionalisti l'hanno definita «promulgazione con riserva» o «con contestazione», ed è quella a cui è ricorso il presidente Sergio Mattarella per la legge sulla legittima difesa, da lui firmata il penultimo giorno utile, il 29esimo dopo il sì del Parlamento, accompagnata però da una lettera ai presidenti delle Camere e al premier Conte, in cui si indica la retta interpretazione della nuova legge e addirittura due errori tecnici. Si tratta della quarta volta che il Presidente firma una legge della maggioranza Lega-M5s, accompagnata però da rilievi. 

Legittima difesa, cosa cambia: esclusa responsabilità per danni all'aggressore

Plaudono i magistrati e l'avvocatura, così come le opposizioni mentre la maggioranza (allargata a Fi in questo caso) incassa comunque soddisfatta la promulgazione. Nella lettera Mattarella sottolinea che la nuova legge sulla legittima difesa «non indebolisce né attenua la primaria ed esclusiva responsabilità dello Stato nella tutela della incolumità e della sicurezza dei cittadini», «assicurata attraverso l'azione delle Forze di Polizia». Insomma non è un «libera tutti» con l'autorizzazione a chi ha un arma a difendersi come crede. Anche perché, rileva il Presidente, se la nuova legge «attribuisce rilievo decisivo 'allo stato di grave turbamento derivante dalla situazione di pericolo in attò» provato da chi subisce il furto, è evidente che tale legge «presuppone, in senso conforme alla Costituzione, una portata obiettiva del grave turbamento e che questo sia effettivamente determinato dalla concreta situazione in cui si manifesta». Quindi il giudice non potrà ultilizzare alcun automatismo, ma dovrà valutare caso per caso. Sarà comunque il magistrato, in un procedimento, ad accertare oggettivamente l'esistenza del «grave turbamento» che perciò, non può consistere solo nel fatto che c'è un ladro in casa, come osserva il presidente dell'Unione delle Camere Penali Giandomenico Caiazza, per il quale la lettera di Mattarella «vanifica l'intero impianto normativo e ne dimostra la vuota natura propagandistica». 

Legittima difesa, tutti i dubbi di Mattarella

«Nella concreta applicazione, se emergeranno dubbi di costituzionalità, saranno sottoposti al vaglio della Corte Costituzionale», ha commentato il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Pasquale Grasso, che prospetta dunque possibili ricorsi incidentali alla Consulta. In ogni caso il messaggio del Presidente serve a segnalare all'opinione pubblica, mettendola in guardia, il divario tra la lettura mediatica che è stata data alla nuova legge («in casa ci si può sempre difendere sparando») e la sua lettera, che implica sempre una valutazione del Pm sulla natura della difesa: se legittima o eccessiva rispetto alla minaccia. Nonostante questi rilievi la Lega esulta, un pò come avvenne lo scorso ottobre quando Mattarella firmò il decreto sicurezza sollevando dubbi sulle norme sui rifugiati. Allora Matteo Salvini, in una diretta su Fb, commentò in dialetto: «ciapà su e porta a cà» per irridere quanti dubitavano della promulgazione da parte del Capo dello Stato. 

​Legittima difesa, il tabaccaio che sette anni fa uccise il ladro: «I rilievi di Mattarella? È giusto»

Questa volta, più sobriamente, il ministro dell'Interno commenta: «Io ascolto con interesse estremo i rilievi del capo dello Stato, ma la legittima difesa è legge dello Stato. Promessa realizzata». Esultano anche i capigruppo, Maurizio Molinari e Massimiliano Romeo, come il ministro Giulia Bongiorno: «Mattarella indica un'interpretazione in linea con quanto abbiamo sempre sostenuto: abbiamo infatti sempre dichiarato che il nuovo testo non è stato pensato per offrire una 'licenza di ucciderè, bensì per risparmiare inutili calvari giudiziari a chi respinge una persona che si introduce in casa sua. L'aggredito non può essere costretto a inesigibili indagini notturne sulle intenzioni dell'aggressore». Le opposizioni, dal Pd, con Walter Verini e Andrea Orlando, a Leu con Federico Fornaro, a +Europa con Riccardo Magi, plaudono al messaggio di Mattarella, che per il futuro è anche, osserva Magi, «un monito contro interventi normativi ambigui e ingannevoli nei confronti dei cittadini, oltre che lesivi dello stato di diritto».

Ultimo aggiornamento: 27 Aprile, 09:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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